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Mr. Jones
Un film di Mike Figgis.
Con Richard Gere, Lena Olin, Anne Bancroft, Tom Irwin, Delroy Lindo.
continua»
Commedia,
durata 114 min.
- USA 1993.
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Il rapporto tra un affascinante quarantenne che soffre di psicosi maniaco-depressiva e la sua psichiatra si trasforma in amore. La malattia, la musica e l'amore sono i 3 temi di un film intrigante e coinvolgente la cui regia è riscattata dalle virtù del montatore Tom Role, e da una sceneggiatura che ha il merito di aver fatto da supporto a 2 interpretazioni di prim'ordine: quelle di R. Gere in una delle sue più felici prove sul filo di un istrionismo ben modulato e della svedese L. Olin, di alta scuola bergmaniana. A. Bancroft sprecata. La musica, soprattutto Mozart e Beethoven, fa da mastice al racconto. |
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| Mr. Jones | |
| non riesco ad arginare questa tristezza | |
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| Mr. Jones (Richard Gere) | |
| È tardi! è tardi! è tardi! | |
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DVD | Mr. JonesUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 7 marzo 2006
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Fra il riso e il pianto Mr. Jones depresso per amore
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Non sempre sentirsi eufonici è sintomo di buona salute: se vi capita, come a Richard Gere nel film Mr. Jones, di arrampicarvi sul tetto di un edificio in costruzione presi dalla smania del volo o di interrompere a un concerto l’esecuzione dell’Inno alla Gioia di Beethoven saltando sul palco e sostituendovi al direttore d’orchestra, sarà i caso di consultare uno specialista. E speriamo che ve ne capiti uno bravo come la dottoressa Libbie Bowen, ovvero Lena Olin, che non solo è aggiornatissima sulla letteratura in materia (vi segnaliamo di passaggio Psicoanalisi dell’euforia di B. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Un uomo (Richard Gere) sta per gettarsi dal tetto di una casa in costruzione. Sembra non sentire gli avvertimenti dei compagni di lavoro, anzi procede sempre più verso il vuoto, finché un operaio riesce miracolosamente ad afferrarlo, salvandolo da morte sicura Chi è l'aspirante suicida? Di lui non si sa nulla. A fatica, dopo il suo ricovero in una clinica psichiatrica, i medici riescono a cavargli di bocca un nome: Mr. Jones (è anche il titolo del film di Mike Figgis). Nient'altro. E poiché rifiuta di curarsi, viene quasi subito dimesso. » |
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Presbite e depresso ma sempre Richard Gere
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
A Roma per "Mr. Jones", l’attore si confessa "anch’io sono stato in analisi, mi hanno aiutato il cinema e il buddismo". Con gli occhialini da presbite, i capelli bianchi e lo sguardo attento, Richard Gere saluta la stampa. Ed è spiritoso: "Mi tira su al mattino vedere tanti italiani intorno a me". "Certamente – ribatte l’ammiratrice di turno in prima fila – l’incontro con "l’ufficiale e gentiluomo" tira su più noi di lei". Si comincia scherzando e poi, sulla falsariga del suo ultimo film "Mr. Jones", che nella storia di un uomo ammalato di crisi depressive e del complesso legame con la sua psichiatra (Lena Olin) coniuga psicoanalisi e disadattamento esistenziale, si passa a domande di stampo filosofico buddistico. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Quali sono i temi attorno ai quali Mr. Jones è costruito? Elenchiamone alcuni, scelti tra i più scopertamente enunciati: la musica come senso della vita(L'inno alla gioia della nona sinfonia di Ludwig van Beethoven ne è il simbolo troppo scontato), il sogno del volo come persistenza nell'adulto della leggerezza e dell'apertura infantili, la follia non come malattia ma come condizione esistenziale, la negazione d'ogni umanità negli ospedali psichiatrici, l'amore come psicoterapia... Ce n'è quanto basta non per uno ma almeno per sei o sette film. » |
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