Errol FlynnL'ultimo Robin HoodNome: Errol Leslie Thomson FlynnData nascita: 20 Giugno 1909 (Gemelli), Hobart (Australia) Data morte: 14 Ottobre 1959 (50 anni), Vancouver (Canada) |
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![]() L'ho fatta io, Silver City, e io la distruggerò.
dal film Sul fiume d'argento (1948)
Errol Flynn è Il capitano Mike Mccomb
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Nasce in Tasmania, figlio di un eminente biologo e oceanografo, esercita molti mestieri -interpretando realtà e leggenda eccolo cercatore d'oro, navigatore, pugile, pescatore di perle-. Dopo un breve tirocinio approda alla Warner e ne diventa rapidamente una delle colonne, accanto a personaggi come Bogart, Bette Davis, Cagney. Nel '35, eccolo protagonista di Capitan Blood, titolo che diventerà leggendario, per la regia di Michael Curtiz. A ventisei anni Flynn è un divo. Nei panni di Blood l'attore incarna un eroe aitante, guascone, estroverso, atletico, irresistibile. Un marchio che rimarrà suo esclusivo per tutto il cinema, contemporaneo e futuro, parzialmente ereditato da Douglas Faibanks, ma rinvigorito da un appeal e da una presenza che il divo del muto non possedeva. Diretto in prevalenza da Curtiz e da Raoul Walsh, in quella stagione Flynn appare in film tutti memorabili, tutti esemplari rispetto a quel'eroe che perfeziona in titoli come La carica dei 600, Il Principe e il povero, soprattutto nelle Avventure di Robin Hood, capolavoro assoluto dell'avventura, insuperato, vedibilissimo dopo tanti decenni. Anche La storia del generale Custer è un film perfetto, una petra miliare del western. Progredendo in carriera Flynn diventa anche un ottimo attore. Come altri suoi contemporanei (Ladd, Power, per esempio) aveva una presenza tale da render superflua la recitazione. In realtà Flynn era capace di espressioni e interpretazioni profonde e sottili, solo che potè metterle in campo raramente. Per la Warner era molto più comodo e redditizio farlo esprimere secondo i canovacci semplici e monocordi che piacevano al pubblico. Un vero peccato. Nel '48, in Sul fiume d'argento dava corpo e volto a Michael McComb, eroe complesso e negativo, modernissimo. L'anno dopo era il fratello cattivo ne La saga dei Forsyte. Una menzione anche per la parte dell'alcolizzato fallito in Fiesta, da Hemingway. Nella vita privata Flynn fu una leggenda quasi come i suoi personaggi. Gran bevitore, pronto a tutti gli eccessi, sempre nei guai con le donne (ebbe una causa stupro), era sempre disposto a colorire il proprio personaggio: si fece credere morto in Spagna nel '37, poco dopo si disse di lui che fosse una spia nazista, poco prima di morire era a Cuba per stringere la mano a Castro, da lui definito "l'ultimo Robin Hood". L'accumulo di eccessi lo portò a invecchiare rapidamente. A poco più di quarant'anni era già compromesso, segnato dal bere, da una forma di malaria e da tutto il resto. Morì a cinquant'anni. Sembrava un vecchio. Errol Flynn che duella sul ponte del galeone, che tende l'arco fra gli alberi della foresta di Sherwood, che cavalca alla testa del 7° cavalleggeri, è uno dei grandi identificatori, portatori di sogni e di incanti, che il cinema ci ha riservato. Si contano sulle dita di una mano quelli come lui.
È più che doveroso ricordare Errol Flynn, attore, e personaggio certamente dimenticato, o quasi sconosciuto dal grande pubblico che frequenta oggi le sale.
Nell'ottobre del '59 Flynn si recò a Vancouver per vendere il suo yacht, l'amatissimo Zaca. Non aveva più un soldo ed era malato da anni. Lo trovarono morto per un infarto. George Morris, biografo dell'attore, scriveva: "…Flynn ha incarnato l'eroe cinematografico troppo coraggioso, troppo spericolato per fermarsi a considerare le conseguenze delle proprie azioni. Il vigore impudente e la galante cavalleria venata di sfrontatezza che hanno caratterizzato le sue interpretazioni più riuscite sono il suo testamento alle giovani generazioni di spettatori. Come sarebbe squallido il mondo se non ci fosse mai stato Errol Flynn…"
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La leggenda di Robin Hood
continua»
Genere Avventura, - USA 1938. |
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La storia del generale Custer
continua»
Genere Western, - USA 1941. |
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Capitan Blood
continua»
Genere Drammatico, - USA 1935. |
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Obiettivo Burma
Genere Guerra, - USA 1945. |
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La carica dei 600
continua»
Genere Avventura, - USA 1936. |
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Alla penultima selezione per l'ammissione alla cinquina finale dei titoli stranieri che concorreranno all'Oscar 2010, Baaría di Giuseppe Tornatore, è stato estromesso.
Ecco i 9 nove scelti dall'Academy tra i 65 proposti: El secreto de Sus Ojos (Argentina), Sansone e Dalila (Australia), The World is Big and Salvation Lurks around the corner (Bulgaria), Il profeta (Francia), Il nastro bianco (Germania),
Ajami (Israele), Kelin (Kazakhistan), Winter in Wartime (Olanda), The Milk of Sorrow (Perù). L'ultima selezione, che sarà annunciata il 2 febbraio, ne depennerà altri quattro.
Alcuni di questi film vengono ritenuti, da parte della critica corrente, non all'altezza di competere per il massimo riconoscimento del cinema. Ma non è questo il punto.
Dico che è molto probabile che Baaría abbia qualità che i titoli sopra non hanno, tuttavia, ancora una volta, il movimento americano del cinema, decisamente importante, ci ha chiuso la porta. Baaría aveva appena subito un'altra sconfitta, ai Golden Globe, che sarebbero una sorta di anticamera degli Oscar, battuto da Il nastro bianco, già vincitore della Palma d'oro a Cannes. Tornatore, sappiamo, ha vinto quell'Oscar, con Nuovo cinema paradiso, del 1989. Successivamente ci ha provato altre volte, con L'uomo delle stelle, un altro film sul cinema, com'era stato "Nuovo cinema" e con La sconosciuta, solo due anni fa, un tributo triste e mediocre al politicamente corretto. A suo tempo, quando uscì, scrissi più volte di Baaría. Riproduco uno stralcio.
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