La salita

Un film di Massimiliano Gallo. Con Roberta Caronia, Francesco Cossu, Antonio Milo, Shalana Santana.
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Drammatico, durata 90 min. - Italia 2026. - Fandango uscita giovedì 9 aprile 2026. MYMONETRO La salita * * * - - valutazione media: 3,47 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

una salita sul palcoscenico Valutazione 4 stelle su cinque

di Mauridal


Feedback: 4641 | altri commenti e recensioni di Mauridal
martedì 21 aprile 2026

  Quando una storia vera entra a far parte della vita di molte persone e traendone insegnamento la fanno diventare una storia  culturale di un intero paese. Il film racconta di un episodio avvenuto realmente nel carcere minorile di Nisida quando Eduardo De Filippo già anziano ma lucido e pienamente consapevole della propria forza culturale, accetta di visitare il carcere di Nisida, ma non solo ,di istituire una scuola di teatro e scenotecnica per i giovani detenuti nell’istituto, al fine di offrire loro  una  buona prospettiva di vita alternativa alla malavita . Una storia che ha realmente influito su molti dei giovani allora rinchiusi in carcere , e nel film si racconta la vicenda in particolare del giovane Emanuele, ancora detenuto, ma sul finire della pena , prossimo all’uscita in libertà. Il Direttore del carcere chiede a Eduardo di allestire  uno spettacolo teatrale per  superare una difficoltà sorta tra i ragazzi e un gruppo di detenute donne che vengono temporaneamente ospitate a Nisida per la chiusura improvvisa  del loro carcere femminile a causa del bradisismo. Una vicenda che mette in scena dunque un vero e proprio laboratorio di teatro con gli attori e attrici che provano a recitare imparano la parte e cercano di dare una buona prova di bravura, Tra questi Emanuele , che iniziando a recitare scopre di essere più bravo degli altri e sperando così di continuare dopo questa strada. Ma nel film la storia si complica e il regista, pur mantenendo ferma l’importanza del laboratorio teatrale voluto dal maestro Eduardo , innesta una vicenda d’amore tra Emanuele giovane detenuto e Beatrice donna reclusa  ospite temporanea a Nisida dove nelle brevi occasioni d’incontro nei cortili, dietro le reti o cancelli, i due riescono a vedersi e innamorarsi anche a distanza. Pur recitando entrambi nella pièce teatrale, Emanuele  è affascinato dagli sguardi e dalle poche parole di Beatrice che dunque  racconta di essere vedova di un camorrista e di soffrire per la morte di suo figlio  ucciso dal clan rivale. Tutto questo fa breccia nel buon animo di Emanuele fino a promettere a Beatrice che quando uscirà vendicherà la morte del figlio. Questa vicenda , intanto che il film prosegue non limita il racconto del procedere allo spettacolo e dei vari aspetti del laboratorio teatrale non ultimo la realizzazione delle scene e dei costumi a cura dei giovani e delle donne detenute.Il regista Massimiliano Gallo al suo primo film, trasmette tutto il suo impegno e ammirazione per il lavoro teatrale per la recitazione e per tutto quanto attiene a questo lavoro e riafferma attraverso la testimonianza dell’opera e delle azioni di Eduardo che il teatro o la cultura in genere l’arte può salvare il destino di molti giovani o persone destinate a cattiva sorte. Nel film L’omaggio al maestro Eduardo , è evidente in più occasioni quando viene interpretato da Mariano Rigillo perfetto nel rendere il personaggio con le parole e le posture realisticamente, ma soprattutto negli inserti dei filmati TV dove si documenta la reale presenza di Eduardo De Filippo a Nisida e a colloquio col direttore si decide del laboratorio teatrale e di tutte le attività di recupero per i giovani detenuti. Il finale del film genera sorpresa e interesse per tutti gli spettatori, l’immagine del regista M.Gallo ormai maturo e affermato attore teatrale si sovrappone e si affianca all’immagine di Emanuele che a fine pena esce dal carcere di Nisida lasciandosi alle spalle vicende di malavita, per altra buona speranza col favore dell’arte e del teatro. Oltre a Mariano Rigillo, già Eduardo , si nota il giovane Francesco Cossu come Emanuele , gli straordinari interpreti ,dal direttore del carcere ,Gianfelice Imparato al maresciallo  Antonio Milo,  Le musiche di Enzo  Avitabile  ,accompagnano bene tutto il film . (mauridal). 

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