La grazia

Un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello.
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Drammatico, durata 131 min. - Italia 2025. - PiperFilm uscita giovedì 15 gennaio 2026. MYMONETRO La grazia * * * * - valutazione media: 4,20 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Tutte le sfumature della parola "grazia"

di francesca meneghetti


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lunedì 19 gennaio 2026

Bench? inizi con la citazione dell?articolo 87 della Costituzione italiana, che enuncia le prerogative del Presidente della Repubblica, ?La grazia? di Paolo Sorrentino non ? da intendersi come film giuridico-politico, o comunque come film che si fa portavoce di istanze civiche, come quella relativa a una legge sul fine vita. Il tema dell?eutanasia ? trattato, certo, ma non ? l?asse portante della narrazione: ? piuttosto un esempio eclatante, rivelatore della personalit? del presidente Mariano (allusione a Rumor?) De Santis, un uomo che, se esistesse ancora, non esiteremmo ad ascrivere alla Democrazia Cristiana. ? cattolico, solido, capace di tenere la barra del timone al centro, ? un giurista sopraffino che ? stato plasmato dalla materia di cui si ? occupato negli studi, e che gli ha conferito l?assillo di trovare la verit?, tra mille dubbi, anche quando ci? non ? possibile, e? una grande pesantezza. Non a caso ?cemento armato? ? il suo nomignolo. De Santis, interpretato in modo magistrale da Toni Servillo, ? vedovo, tormentato dai ricordi del passato, dall?amore di sua moglie e dal dubbio che lei lo abbia tradito quarant?anni prima. Ma non vive solo nel palazzo, dove la sua esistenza, nell?ultimo semestre del suo mandato, ? scandita da impegni istituzionali da protocollo: c?? sua figlia Dorotea (altro riferimento alla DC), studiosa di diritto come il padre, a cui ha dedicato la vita, preoccupandosi della sua salute e fungendo da trait-d?union tra il diritto e la societ?; e c?? il colonnello Labaro (anche qui, nomen omen?), corazziere tuttofare, umano, intelligente, pragmatico, depositario delle confidenze a cui il presidente si concede quando fuma la sua sigaretta; e c?? Coco, l?amica di lunga data, atea, irriverente, senza freni (soprattutto nell?eloquio: sua l?ultima battuta del film, che finisce con azzo).
E tuttavia il Presidente si sente solo rispetto a due quesiti che hanno forti implicazioni di carattere etico, specie per un cattolico: una possibile legge sull?eutanasia e due richieste di grazia da parte di persone colpevoli di omicidio. De Santis sembra praticare la strategia del temporeggiare, anche se cerca di farsi consigliare da un avveniristico papa nero, che poi si allontana in moto. Tuttavia nel suo immobilismo, nella sua pesantezza, che provocano l?allontanamento della figlia Dorotea (che va a raggiungere il fratello musicista, fuggito ancor prima dal padre) si aprono delle crepe, come quando si trova a cantare una canzone rap. La fine (anticipata) del semestre bianco, non ? per? scontata: il presidente riuscir? a trovare lo slancio per un guizzo, che gli consentir? di sperimentare quella stessa leggerezza che aveva ammirato nell?astronauta in assenza di gravit?: colto in un momento in cui piange e poi ride, mentre una lacrima vaga senza direzione nello spazio (una scena magnifica).
Perch? la grazia, alla fine, non ? solo da intendersi in senso giuridico come atto di magnanimit? di un presidente, che estingue la pena, non il reato. ? un termine ricco si sfumature e di accezioni: qui sembra prevalere il senso dell?armonia, della pace con s? stessi, che deriva anche dall?arte del perdono (poich? in dubio pro reo) e del lasciar andare anche i propri tormenti. Alla fine il Presidente ? un uomo che ha imparato a vivere: dunque il messaggio focale del film va cercato sul piano esistenziale.
Ottime le interpretazioni, oltre a Toni Servillo, di Anna Ferzetti (Dorotea), di Milvia Marigliano (un indimenticabile Coco) e di Orlando Cinque (il Labaro!). Ottima la colonna sonora che incorpora provocatoriamente anche pezzi rap, ma che in certi passaggi ricorda le melodie di Morricone. Potenti alcune scene e storie minori (il cavallo Elvis, il colloquio con Isa Rocca, a cena con gli alpini e il relativo coro). Un grande film, davvero.

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