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marco simonetti
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domenica 22 marzo 2026
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di certo non il miglior allen
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Francamente uno dei peggiori Allen, eppure ne ha sfornati di capolavori. Una insopportabile e onnipresente voce narrante, soluzione banalissima per coprire salti di una trama noiosa e telefonatissima, che non di rado deve pure raccontare ciò che vediamo da soli sullo schermo. Storie d'amore, tra tre donne e un uomo, che si rincorrono inutilmente in una Barcellona fatta dei soliti posti da turisti, sfruttati fino all'osso nella sceneggiatura: Park Guell nominato o non nominato di straforo come sfondo per alcune scene, o singole brevi momenti, appare almeno cinque volte, Tibi Dabo almeno tre volte, tra il luna park e lo stesso panorama sempre dallo stesso punto.
Una sceneggiatura con battute scontate e attori che fanno il compitino, dove solo Bardem dà un po' di vita al personaggio.
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Francamente uno dei peggiori Allen, eppure ne ha sfornati di capolavori. Una insopportabile e onnipresente voce narrante, soluzione banalissima per coprire salti di una trama noiosa e telefonatissima, che non di rado deve pure raccontare ciò che vediamo da soli sullo schermo. Storie d'amore, tra tre donne e un uomo, che si rincorrono inutilmente in una Barcellona fatta dei soliti posti da turisti, sfruttati fino all'osso nella sceneggiatura: Park Guell nominato o non nominato di straforo come sfondo per alcune scene, o singole brevi momenti, appare almeno cinque volte, Tibi Dabo almeno tre volte, tra il luna park e lo stesso panorama sempre dallo stesso punto.
Una sceneggiatura con battute scontate e attori che fanno il compitino, dove solo Bardem dà un po' di vita al personaggio. Scarlett Johansson monoespressione, la Hall appena meglio, la Cruz fa il suo ma da lì a prendere l'Oscar come migliore attrice non protagonista ce ne corre, ancora di più se si pensa che appare giusto in una manciata di scene verso la fine e con un numero non esagerato di battute. Il resto del cast senza infamia e senza lode.
Incomprensibile come questo film abbia fatto incetta di premi, probabilmente solo per il nome del regista perché altre spiegazioni non ne vedo.
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marco simonetti
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domenica 22 marzo 2026
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di certo non il miglior allen
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Francamente uno dei peggiori Allen, eppure ne ha sfornati di capolavori. Una insopportabile e onnipresente voce narrante, soluzione banalissima per coprire salti di una trama noiosa e telefonatissima, che non di rado deve pure raccontare ciò che vediamo da soli sullo schermo. Storie d'amore, tra tre donne e un uomo, che si rincorrono inutilmente in una Barcellona fatta dei soliti posti da turisti, sfruttati fino all'osso nella sceneggiatura: Park Guell nominato o non nominato di straforo come sfondo per alcune scene, o singole brevi momenti, appare almeno cinque volte, Tibi Dabo almeno tre volte, tra il luna park e lo stesso panorama sempre dallo stesso punto.
Una sceneggiatura con battute scontate e attori che fanno il compitino, dove solo Bardem dà un po' di vita al personaggio.
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Francamente uno dei peggiori Allen, eppure ne ha sfornati di capolavori. Una insopportabile e onnipresente voce narrante, soluzione banalissima per coprire salti di una trama noiosa e telefonatissima, che non di rado deve pure raccontare ciò che vediamo da soli sullo schermo. Storie d'amore, tra tre donne e un uomo, che si rincorrono inutilmente in una Barcellona fatta dei soliti posti da turisti, sfruttati fino all'osso nella sceneggiatura: Park Guell nominato o non nominato di straforo come sfondo per alcune scene, o singole brevi momenti, appare almeno cinque volte, Tibi Dabo almeno tre volte, tra il luna park e lo stesso panorama sempre dallo stesso punto.
Una sceneggiatura con battute scontate e attori che fanno il compitino, dove solo Bardem dà un po' di vita al personaggio. Scarlett Johansson monoespressione, la Hall appena meglio, la Cruz fa il suo ma da lì a prendere l'Oscar cone migliore attrice non protagonista ce ne corre,ancora di più dato che appare giusto in una manciata di scene verso la fine. Il resto del cast senza infamia e senza lode.
Incomprensibile come questo film abbia fatto incetta di premi, probabilmente solo per il nome del regista perché altre spiegazioni non ne vedo.
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fabio
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domenica 20 dicembre 2020
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cartoline da barcellona
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Non mi convince proprio. A parte il sapore da spot pubblicitario, è la banalità a sorprendere. Siamo ancora al triangolo?!? Incapaci di saper quel che vogliamo ed ancor più incapaci di perseguire una scelta che sia una? Bah.
Allen non fa mai film brutti: si circonda di persone di prim ordine e il risultato lo porta a casa. Qui però siamo un po' ai minimi sindacali.
Il film è accattivante quanto basta, solletica quanto basta, ed alla fine scivola addosso senza lasciare traccia.
Mi pare il trionfo di una mentalità da imborghesito che si trastulla con fantasie vecchie e stantie.
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giovanni
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sabato 19 dicembre 2020
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sessismo ideologico?
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Un Woody Allen buono, ma mi sarei aspettato di meglio.
E' un film ben confezionato nella forma, nel ritmo, nella recitazione, nella fotografia ... cioè negli aspetti formali.
Però l'idea di fondo, il fil rouge della storia è che gli uomini pensano solo a scopare come gatti sempre in calore, mentre le donne sono complicate: pure loro scopano volentieri, ma si contorcono in problematiche sentimentali oscillando tra rimpianti di amori perduti e desideri di esperienze erotiche fuori dagli schemi tradizionali. Sessismo ideologico?
Un Woody Allen ironico e leggero, forse un po' deluso e pessimista, ma comunque da vedere.
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steffa
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domenica 19 maggio 2019
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un film sfilata
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più che un film una piacevole passarella di gradevolissimi attori, per uomini e donne, piacevoli ambientazioni e stuzzicanti fantasie, un film a prima vista molto leggero ma con risvolti che possono far anche riflettere. Allen: non pervenuto
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darkovic
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sabato 2 settembre 2017
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una pequeña joya
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Un gioiellino.
Woody Allen ci riempie di calore e fascino spagnolo,impreziosito da un'ottima fotografia che ti scalda e ti non ti abbandona.
Affida a degli ottimi attori ,una sceneggiatura lineare e scevra da picchi emozionali.... e loro.....gli attori, all'altezza del compito....ci consegnano un bel film , in cui l'amore in tutte le sue sfaccettature, ci regala momenti di emozione ed anche di ironica comicita'.
Naturalmente gli ormai ''giganti'',cinematograficamente parlando, Javier Bardem e Penelope Cruz ,ci regalano come al solito,delle magistrali interpretazioni,(c'era bisogno di dirlo?) che impreziosiscono di fascino iberico il pacchetto regalo e ci consegnano un gioiellino da tenere e riammirare quando serve.
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Un gioiellino.
Woody Allen ci riempie di calore e fascino spagnolo,impreziosito da un'ottima fotografia che ti scalda e ti non ti abbandona.
Affida a degli ottimi attori ,una sceneggiatura lineare e scevra da picchi emozionali.... e loro.....gli attori, all'altezza del compito....ci consegnano un bel film , in cui l'amore in tutte le sue sfaccettature, ci regala momenti di emozione ed anche di ironica comicita'.
Naturalmente gli ormai ''giganti'',cinematograficamente parlando, Javier Bardem e Penelope Cruz ,ci regalano come al solito,delle magistrali interpretazioni,(c'era bisogno di dirlo?) che impreziosiscono di fascino iberico il pacchetto regalo e ci consegnano un gioiellino da tenere e riammirare quando serve.
Anche l'ottima interpretazione di Rebecca Hall , conferma cosi ,dopo la buona prova in The Prestige , di avere le carte in regola per pensare in grande.
Ho cercato di dare la mia recensione senza farmi schiacciare dal peso della filmografia del grande iperproduttivo regista newyorkese, cercando di essere equilibrato e cercando di non paragonare o pensare ai suoi tanti capolavori .
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elgatoloco
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domenica 8 gennaio 2017
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vari motivi di interesse, come sempre, in woody
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Ormai da tempo "solo"regista dei suoi film(che in realtà scrive per intero, dunque ne è autore in pieno)Woody Allen affronta in questo film del 2008 due temi o meglio, forse, due nuclei di significato(sèmi): il rapporto di un intellettuale statunitense(il tema ebraico qui è meno forte, per non dire"silenziato")con l'Europa del Sud, segnatamente la Spagna(pur se Barcelona, capitale catalana, sarebbe forse più Catalogna ma, a parte qualche accenno, segnatamente alla pittura catalana, Allen non entra in merito alla questione, del resto quasi ignota anche a molti Europei)e l'altra è l'amore o meglio gli amori, eterna questione non solo alleniana.
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Ormai da tempo "solo"regista dei suoi film(che in realtà scrive per intero, dunque ne è autore in pieno)Woody Allen affronta in questo film del 2008 due temi o meglio, forse, due nuclei di significato(sèmi): il rapporto di un intellettuale statunitense(il tema ebraico qui è meno forte, per non dire"silenziato")con l'Europa del Sud, segnatamente la Spagna(pur se Barcelona, capitale catalana, sarebbe forse più Catalogna ma, a parte qualche accenno, segnatamente alla pittura catalana, Allen non entra in merito alla questione, del resto quasi ignota anche a molti Europei)e l'altra è l'amore o meglio gli amori, eterna questione non solo alleniana. Con uno stile narrativo fresco e privo di orpelli(fuori uso, ormai, i flash-back e certe zoomate come anche l'esclusività o quasi dei primi e primissimi piani del periodo esistenzialista-bergmaniano), con l'uso non ossessivo di un"narratore"-voce fuori campo Allen mostra come la fascinazione degli Statunitensi(ma abbiamo due Statunitensi: Vicky e Cristina)permanga ma sia più di tipo rapsodico-intellettuale-artistico e non duraturo, in specie quando interviene una presenza forte(l'irruzione dell'ex-moglie del pittore bramato); quanto all'eterna querelle dell'amore(nel senso latino: de amore et amoribus)la soluzione non c'è e le coppie, impegni matrimoniali a parte(ma non del tutto, certo)si formano, riformano, risfaldano, ricompongono e via di seguito(come indicato dalla recensione"ufficiale"meglio non svelare tutta la storia), non escludendo il ménage à trois, quando la più"avventurosa"delle due statunitensi va a vivere con il pittore, salvo il rientro in casa dell'ex-moglie dove, dopo grandi dissidi, "scoppierà", non tanto"l'amour", magari con la A ma appunto una relazione appunto a tre, senza che il"coming out"implichi necessariamente un cambiamento vero di orientamento sessuale. Frutto di chimismi-lo suggeriva già Goethe nelle"Affinità elettive", insomma, l'amore e/o quanto si intende(o scambia?)per esso, a quanto sembra sostenere qui Woody e magari in gran parte del caso e della"cultura", più che altro antropologicamente intesa, qui... Una scelta felice, in complesso, dopo il periodo più marcatamente"comico"e quello un po'frettolosamente definibile"bergmaniano". La levità, ormai, è sovrana. Javier Bardem e Penelope Cruz sono superlativi, mentre Scarlett Johansson, "alleniana"da anni, delude un po', come anche Rebecca Hall(l'amica"restia"). Film"spagnolo", appunto, ossia quasi l'aver messo più che"un piede"in Spagna o almeno a Barcelona..., con tutto quanto ciò comporta, per es.un sound-track più che mai made in Spain , tirandone fuori il jazz tanto amato da Woody... El Gato
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aldo marchioni
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venerdì 15 aprile 2016
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se questo è il miglior allen degli ultimi anni ...
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.... chissà gli altri.
Io amavo Woody Allen, quando ero più giovane aspettavo ogni nuovo film, e lo andavo a vedere di solito il primo giorno: Prendi i Soldi e Scappa, Provaci Ancora Sam, Il dittatore di Bananas, e poi Manhattan e Annie Hall ... Ecco, quando penso a questi, e mi capita di vedere Vicky Cristina Barcelona (O To Rome with Love, o Fading Gigolo, o Blue Jasmine), mi cadono le braccia.
La rappresentazione che Allen da di Barcellona è, a dir poco, da cartolina: ma del tipo di cartolina che il turista medio americano si aspetta. Cosa vista anche in To Rome with Love (altro film che ho detestato con tutto il cuore).
I dialoghi sono imbarazzanti: ma chi è che fa dei discorsi così? A meno che non vogliano essere comici .
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.... chissà gli altri.
Io amavo Woody Allen, quando ero più giovane aspettavo ogni nuovo film, e lo andavo a vedere di solito il primo giorno: Prendi i Soldi e Scappa, Provaci Ancora Sam, Il dittatore di Bananas, e poi Manhattan e Annie Hall ... Ecco, quando penso a questi, e mi capita di vedere Vicky Cristina Barcelona (O To Rome with Love, o Fading Gigolo, o Blue Jasmine), mi cadono le braccia.
La rappresentazione che Allen da di Barcellona è, a dir poco, da cartolina: ma del tipo di cartolina che il turista medio americano si aspetta. Cosa vista anche in To Rome with Love (altro film che ho detestato con tutto il cuore).
I dialoghi sono imbarazzanti: ma chi è che fa dei discorsi così? A meno che non vogliano essere comici ... mi risulta che il film dovrebbe essere anche divertente: sarà, magari avevo la luna storta, ma non ho mai nemmeno sorriso, figuriamoci ridere.
Perfino Javier Barden non sembra nemmeno lui, perfino fisicamente.
Solo quando Penelope Cruz compare in scena il film dà qualche segno di vita. Ma è decisamente troppo poco, e troppo tardi.
Insopportabile.
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nonhosonno2015
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venerdì 25 marzo 2016
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leggero
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Da non amante di Allen, ma che riconosce la sua bravura nel fare cinema, posso dire di aver apprezzato questa pellicola.
Un'ora e mezza che scorre nell'attesa di vedere come termina la vacanza di Vicky e Cristina nella splendida Barcellona, che Allen ci fa vedere in tutte le salse.
Il bel Juan Antonio fa di tutto per mettere alla prova i sentimenti delle due protagoniste e proprio grazie a lui vedremo le mille sfaccettature del carattere delle due amiche.
Mi aggrego al coro di chi esalta la Cruz, perfetta in questo film.
Una commedia leggera che forse deluderà i fan di Allen ma che si lascia vedere.
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marco petrini
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mercoledì 25 novembre 2015
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bellissimo!
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Non sono obiettivo, lo riconosco: Woody è il mio regista preferito, ma questo lo ritengo uno dei suoi migliori film in assoluto: almeno al secondo posto (a pari merito con Io e Annie, Danny Rose lo metto al primo!). Perfetti gli interpreti, perfetta la trama, delizioso lo svolgersi degli avvenimenti; il film inizia disascalico (come consuetudine di Allen) ma prosegue in un coinvolgimento sempre più stretto ad una storia che intriga lo spettatore. La bellissima Scarlett recita meravigliosa in tutto il suo splendore. Javier notevole in una parte adatta. Una menzione a parte per Penelope: io non so se Woody sia riuscito a cucirgli la parte addosso, ma credo che questa sia la più bella interpretazione fatta da lei in assoluto! Dolce, fragile, spietata, pazza.
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Non sono obiettivo, lo riconosco: Woody è il mio regista preferito, ma questo lo ritengo uno dei suoi migliori film in assoluto: almeno al secondo posto (a pari merito con Io e Annie, Danny Rose lo metto al primo!). Perfetti gli interpreti, perfetta la trama, delizioso lo svolgersi degli avvenimenti; il film inizia disascalico (come consuetudine di Allen) ma prosegue in un coinvolgimento sempre più stretto ad una storia che intriga lo spettatore. La bellissima Scarlett recita meravigliosa in tutto il suo splendore. Javier notevole in una parte adatta. Una menzione a parte per Penelope: io non so se Woody sia riuscito a cucirgli la parte addosso, ma credo che questa sia la più bella interpretazione fatta da lei in assoluto! Dolce, fragile, spietata, pazza.... tutte queste caratterizzazioni si susseguono in un crescendo meraviglioso, tanto che sembra che questa non sia recitazione, ma la vera Penelope..... Film da vedere e rivedere! Sceneggiatura, fotografia e musiche ai massimi livelli!!
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