In the Grey è un enorme esercizio di stile eseguito con la spocchia del primo della classe.
Eiza González interpreta Rachel Wild, una tipa mega-skillata che fa il recupero crediti d’alto bordo per grossi finanzieri. Rachel, come ci ricorda la sua voce narrante a inizio film, si muove “in the grey”, nelle zone grigie appunto, perché si serve sia di un team di nerd che cerca di convincere i debitori a restituire il denaro per vie legali, sia di un team di omaccioni cazzuti, guidato da Henry Cavill e Jake Gyllenhaal, che invece le vie legali se le mangia a colazione.
Le due squadre lavorano all’unisono per mettere in croce i debitori e togliere loro ogni altra opzione che non sia pagare.
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In the Grey è un enorme esercizio di stile eseguito con la spocchia del primo della classe.
Eiza González interpreta Rachel Wild, una tipa mega-skillata che fa il recupero crediti d’alto bordo per grossi finanzieri. Rachel, come ci ricorda la sua voce narrante a inizio film, si muove “in the grey”, nelle zone grigie appunto, perché si serve sia di un team di nerd che cerca di convincere i debitori a restituire il denaro per vie legali, sia di un team di omaccioni cazzuti, guidato da Henry Cavill e Jake Gyllenhaal, che invece le vie legali se le mangia a colazione.
Le due squadre lavorano all’unisono per mettere in croce i debitori e togliere loro ogni altra opzione che non sia pagare. Ma il team di omaccioni entra in azione anche qualora i debitori facciano i furbetti e tentino di avere la meglio con la forza.
Alla fine quello che invece interessa al nostro amico Guy è mettere in scena l’azione.
E come te la mette in scena? Come in ogni heist movie che si rispetti, ti piazza prima una sequenza in cui espone tutte le regole del colpo, e poi te lo mette in scena rispettandole per filo e per segno, con qualche contrattempo qua e là per dare al tutto un po’ di pepe.
Normale amministrazione, se non fosse che, di solito, negli heist movie questa sequenza occupa una piccola porzione per poi lasciare il posto ai preparativi e al colpo.
Guy Ritchie le dà invece lo stesso peso del colpo vero e proprio: la tiene lunga e se la gusta tutta, assaporando ogni minimo dettaglio con certosina pignoleria.
E poi BOOM!, via col terzo atto in cui BOOM!, c’è una bellissima esplosione e ci si diverte un mondo a vedere ‘sti manzi che si guadagnano la pagnotta uccidendo, esplodendo, ma anche scappando, schivando e tutto l’armamentario.
Nel mezzo di tutto ‘sto risplendere di bicipiti, una morale sembra esserci: se paghi la gente bene, non avrà problemi a sacrificarsi per te; se non paghi i tuoi debiti, e questo vale per entrambi gli schieramenti, finisci male.
Comunque, dai, se avete 98 minuti e volete vedere un regista divertirsi a fare cose che gli riescono bene, ci sono modi peggiori per passare il tempo.
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