| Titolo originale | Nuhai |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Taiwan |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | Qi Shu |
| Attori | Roy Chiu, Esther Liu, Yu-Fei Lai, Bamboo Chu-Sheng Chen, Xiao-Ying Bai Pin-Tung Lin. |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | 2,86 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 25 luglio 2025
Xiaoli, ragazza introversa, trova forza nell'amicizia con Lily, ma il passato della madre riemerge, costringendola a scegliere tra libertà e destino.
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CONSIGLIATO SÌ
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1988. Lin Xiaoli è una ragazza introversa e vive in una famiglia che la trascura sempre. Il padre, un meccanico rimproverato frequentemente dal suo principale, è quasi sempre ubriaco e quando torna a casa aggredisce verbalmente e fisicamente la madre. La donna, che lavora come parrucchiera, si porta addosso i segni di un passato doloroso e scarica spesso la sua frustrazione su di lei (si rivolge a lei solo per sgridarla, la manda a scuola senza colazione) e mostra la sua predilezione per la figlia minore. Un giorno in classe Xiaoli conosce la nuova compagna Li Lili, tornata a Taiwan dopo l'abbandono del padre, che a differenza di lei ha un carattere solare e uno spirito ribelle. Insieme fumano, saltano la scuola, si truccano ed escono in motorino con alcuni ragazzi. Questo incontro trasforma la ragazza e la rende consapevole che, a differenza di sua madre, può cambiare il proprio destino.
La popolare attrice taiwanese Shu Qi ha lavorato a lungo al progetto di Girl, suo primo lungometraggio come regista che ha scritto nell'arco di dieci anni. Nel film possono rintracciarsi delle tracce autobiografiche; anche Shu Qi ha vissuto un'infanzia e un'adolescenza difficile nella sua famiglia e a 16 anni è scappata di casa per cercare fortuna come modella e attrice a Hong Kong.
Girl segue la protagonista nei suoi spostamenti inquieti, cattura attraverso i primi piani la sua tristezza, l'incapacità di reagire e disegna sul suo volto la paura quando si trova nella sua stanza e avverte la presenza del padre a casa. La descrizione degli ambienti è precisa ma sono soprattutto i personaggi, anche quelli minori, che sono caratterizzati in modo incisivo, come per esempio la sorella o il titolare dell'officina dove lavora il padre di Xiao Li. Bastano pochi elementi a Shu Qi per disegnare un quadro doloroso e intenso. Non forza mai la mano ma le interessa soprattutto stare attaccata alla sua protagonista per mostrarne la graduale trasformazione.
L'approccio realista forse gli impedisce di avere un maggiore respiro in alcune scene come quella in cui Xiaoli e Lili sono dietro al motorino di due ragazzi. Ma, da un punto di vista cinematografico, questo stesso momento ha un immediato impatto e richiama il primo film di Tsai Ming-liang, Rebels of the Neon God. Non è l'unica citazione.
L'inizio è fulminante e rappresenta un vero atto di devozione nei confronti di Hou Hsiao-hsien, tra i
registi che hanno fatto conoscere Shu Qi a livello internazionale dopo il suo passato come attrice di
film erotici. L'inizio del film, con il sottopassaggio e un'illuminazione quasi da stordente videoclip
non è un semplice omaggio all'apertura di Millennium Mambo, tra le più belle di tutto il cinema del
XXI secolo e proprio con il volto e il corpo di Shu Qi che è come se danzasse nell'aria. L'opera del
celebre regista taiwanese è probabilmente tra i motivi che hanno spinta l'attrice a fare il grande passo
alla regia.
In molti momenti, Girl continua a dialogare col suo cinema, anche nell'inquadratura del
palloncino rosso che è un possibile riferimento e Le voyage du ballon rouge. Al tempo stesso il film di
Shu Qi cerca anche una sua strada autonoma, basandosi prima di tutto sulla necessità di raccontare
questa storia. Poi cerca soluzioni diverse come nei flash onirici (la mano che strangola Xiaoli) e
decolla a cominciare dalla fuga della protagonista con la madre che la va a cercare. Il finale è la parte
più bella. L'osservazione e la descrizione della realtà vengono gradualmente sovrastati dalle forme del melodramma. Una specie di Douglas Sirk rivisitato, apparentemente classico, poi autenticamente
intimo e infine infuocato.
Xiaoli, una giovane ragazza introversa, trova conforto nell'amicizia con Lily, una coetanea vivace che incarna i sogni e le speranze che Xiaoli ha a lungo soffocato. Ma quando il passato doloroso di sua madre riaffiora, rivelando un'esistenza fatta di rinunce simili a quelle che Xiaoli sta affrontando, la ragazza si ritrova intrappolata in un ciclo generazionale di frustrazione e rimpianti. In bilico tra il desiderio di libertà e il peso dell'eredità familiare, Xiaoli dovrà trovare il coraggio di rompere il silenzio e scegliere il proprio destino.
Taipei, fine anni 80. Una famiglia disfunzionale, un padre vessatore e alcolizzato, una madre che incassa rabbiosa, e in mezzo due sorelle. La minore percepisce solo lateralmente l'oppressione, mentre la primogenita adolescente, Hsiao-lee (Bai Xiao-ying), è ormai assuefatta a un quotidiano di reiterata miseria. Il presente è chiuso, asfittico, senza apparente via d'uscita.
Shu Qi, star taiwanese, attrice feticcio di Hou Hsiao-hsien ma anche interprete di blockbuster made in Taipei, debutta alla regia. La Mostra non ci pensa due volte e mette il suo film Girl in Concorso. L'opera è sincera ma esile, a tratti sconcertante per semplicità. Tuttavia dalla narrazione delle turbolente stagioni di un'adolescente che alla fine degli anni '80 riesce, seppur in modo scombinato, [...] Vai alla recensione »
Non impressiona, invece, l'unica opera prima in Concorso, firmata da Shu Qi, 50enne taiwanese dalla consolidata e premiata attività di attrice, che con "Girl" racconta la misera adolescenza di Hsiao-lee, consolata soltanto dall'amicizia con la coetanea Li-li. Una famiglia devastata, nei quartieri poveri della città: la madre fa la parrucchiera per racimolare qualche soldo e ha un carattere anaffettivo [...] Vai alla recensione »
Esordio alla regia della "diva dei due mondi" Shu Qi, icona del cinema di Taiwan e Hong Kong, Nühai (Girl) è un racconto di formazione dove il trasporto autobiografico è palpabile, così come la delicatezza con cui la materia è trattata. Resta tuttavia un'opera terribilmente ordinaria, la cui scrittura appare indecisa e improntata a una drammaticità tutta televisiva, tale fa far dubitare che il concorso [...] Vai alla recensione »
Unica opera prima in concorso a Venezia 82, Nühai (Girl) segna il debutto dietro la macchina da presa di Shu Qi, attrice feticcio di Andrew Lau e Hou Hsiao-hsien. Già dall'ambientazione, siamo nella città portuale di Keelung, a Taiwan, nel 1988, non è difficile immaginare che per tratteggiare la vicenda e la ragazza protagonista del titolo, Shu Qi abbia attinto dai ricordi della sua giovinezza, trascorsa [...] Vai alla recensione »
C'è una scena, nel prologo di Girl, che appare assolutamente esplicativa dei processi mentali/emotivi della protagonista del film, e della drammatica condizione esistenziale in cui versa. All'inizio della sequenza la vediamo percorrere uno stretto cunicolo infossato nell'erba, finché non incontra un muro di pietra, oltre cui non è (ancora) possibile procedere.