
Anno | 2025 |
Genere | Commedia |
Produzione | Romania, Austria, Lussemburgo |
Durata | 170 minuti |
Regia di | Radu Jude |
Attori | Serban Pavlu, Eszter Tompa, Ilinca Manolache, Gabriel Spahiu, Alina Serban Ana Dumitrascu, Nicodim Ungureanu, Adonis Tanta, Lukas Miko, Rodica Negrea, Vasile Todinca, Oana Maria Zaharia, Marian Adochitei, Dan Ursu, Karina Ziana Gherasim, Oana Mardare, Alexandru Georgescu, Mihai Comanoiu, Claudiu Dumitru, Liliana Ghita, Doru Catanescu, Alexandru Dabija, Daiana Sargan, Carina Lapusneanu, Lucia Marneanu, Matei Jude, Doru Talos. |
Tag | Da vedere 2025 |
MYmonetro | 3,07 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 10 agosto 2025
Dracula rivive in storie diverse: un anziano vampiro attrazione turistica e un regista che usa l'IA per esplorare le sfaccettature di Vlad.
CONSIGLIATO SÌ
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Il mito e la storia di Dracula rivisti attraverso una moltitudine di racconti diversi: mentre un anziano "vampiro" si fa inseguire da un'orda di turisti come attrazione vacanziera, un regista chiede a un'applicazione di intelligenza artificiale di creare degli intermezzi narrativi che indaghino le mille sfaccettature di Vlad, tra passato e presente.
Cultore dell'eccesso, intrepido formalista, indagatore delle perversioni contemporanee: è il profilo di Radu Jude, autore rumeno che come pochi altri ha saputo interpretare il cinema (e il mondo) di questi tumultuosi anni venti.
Era forse inevitabile che i grandi successi di Sesso sfortunato o follie porno e Do Not Expect Too Much From The End Of The World lo portassero a un certo punto a confrontarsi con l'icona culturale suprema della sua Transilvania, e Jude lo fa a modo suo: come uno scherzo, indirettamente, e sovraccaricandone il simbolo per accumulo fino a farlo deflagrare in una galassia di riferimenti e provocazioni. Ecco che, al livello più terreno, per lui il vampiro è l'opportunismo, quello che sfrutta i lavoratori e quello che rivende all'industria del turismo un condensato di folklore per pochi spicci. Ma è anche la storia politica del suo paese, la religione (con addirittura un prete a vestire i panni del mostro) e i temi scottanti dell'oggi, tra cui c'è sicuramente l'intelligenza artificiale con relativo parassitico "azzannamento" e sfruttamento della vitalità artistica degli umani. Sembra appropriato che il regista - da raffinato pensatore che sa nascondersi dietro un pragmatismo ferreo - faccia da un lato una satira feroce dell'AI, scegliendone di proposito le allucinazioni più assurde, e dall'altro la stia comunque utilizzando come appoggio produttivo per colmare le lacune del suo budget, in un calderone di volgarità e immaginario orrorifico.
Lo fa però con un occhio da intenditore per l'estetica del brutto, un talento tanto singolare quanto indiscusso, e ampiamente messo in mostra già nei film precedenti. Dopo aver digerito e rigurgitato brutalmente la forma della comunicazione social in prima persona in Do Not Expect Too Much From The End Of The World, non stupisce che l'estetica della "AI slop" si vada a sistemare così naturalmente all'interno del suo cinema, come se fosse da sempre destinata a finire lì, magnetica nella sua assurdità. Del resto è in buona compagnia, visto che alla bulimia del contenuto - con le infinite digressioni, storie nelle storie, ripetizioni e riflessi - fa compagnia un repertorio formale eterogeneo che ancora una volta mescola alto e basso, formati diversi e tecniche di ripresa che fanno collassare il nostro senso di realtà tra cinema classico e TikTok. Dietro alla comicità fallica e alla miseria del grottesco diffuso c'è comunque uno studio non banale sui mille volti e le mille accezioni di una figura come quella di Dracula, che viene scomposta e ridicolizzata trovandole a ogni snodo delle nuove particolarità. Peccato solo che la forma ormai classica di Radu Jude stavolta funzioni un po' meno. Un cinema pionieristico e di frontiera come il suo per definizione non può essere costante, e a danzare sul crinale dei nostri peggiori istinti a volte si finisce per perdere l'equilibrio. L'importante è che un autore originalissimo come lui rimanga esattamente dov'è, a fare della ricerca senza pari nel panorama contemporaneo.
Nello scrutare i volti di una parte non indifferente di critici e addetti ai lavori al termine della proiezione stampa di Dracula, quindicesimo lungometraggio per il cineasta rumeno Radu Jude, è stato possibile scorgere un minimo comun denominatore: il disappunto. Vagando nell'aria gli occhi di chi era appena uscito da quasi tre ore di apparente delirio camp dedicate al succhiasangue per eccellenza [...] Vai alla recensione »
Dracula corpo espanso, la cui volatilità è più un rischio che un potere. Partendo dal presupposto del who cares, ma assumendolo un po' più alla lettera in senso progettuale di quanto la sua estetica stia magnificamente esercitando in questo decennio di assoluta confusione (storica, sociale, umana...), Radu Jude prende il conte vampiro della tradizione gotica mondiale, lo shakera con Vlad III di Valacchia, [...] Vai alla recensione »
"Io sono Dracula e puoi succhiarmi il c***o": l'incipit del nuovo film di Radu Jude contiene la ripetizione ossessiva di questa frase all'interno di brevissimi filmati generati dall'intelligenza artificiale, ognuno della durata di pochi secondi e raffigurante le fattezze di Dracula in forme e contesti differenti. Questo preambolo introduttivo riassume tutte le caratteristiche della nuova opera del [...] Vai alla recensione »
"Il nostro film decostruisce il mito di Dracula attraverso decine di storie - assurde, pulp, letterarie, giocose, politiche, eccessive, cattive, fantastiche e realistiche. Un film sul cinema." Con queste parole il regista Radu Jude presenta l'ennesima sua bizzarra e inclassificabile creatura cinematografica. In principio fu il prompt. Un giovane regista rumeno vuole attualizzare il mito di Dracula, [...] Vai alla recensione »