| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Stefano Chiantini |
| Attori | Sara Silvestro, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli, Giorgia Spinelli, Antonio Zavatteri Alessandro Mauthe. |
| Uscita | giovedì 5 giugno 2025 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,87 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 30 maggio 2025
L'emozionante storia di un padre e una figlia. In Italia al Box Office Come gocce d'acqua ha incassato 53,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Jenny non perdona a suo padre Alvaro di aver abbandonato lei e sua madre, di punto in bianco e dopo undici anni di matrimonio, quando si è innamorato di un'altra donna, allontanandosi anche da Roma. Alvaro invece cerca di rimanere accanto alla figlia il più spesso possibile, ad esempio seguendola quando Jenny va a competere nelle gare di nuoto, lo sport in cui la ragazza eccelle. Proprio al ritorno da una di quelle gare Alvaro ha un ictus, e si ritrova ad aver bisogno di assistenza domestica suo malgrado. Ma il badante che gli viene reclutato da Margherita, la sua ex moglie, non gli piace. E Jenny, che si sente in colpa per aver trattato male suo padre fino al momento dell'ictus, decide di lasciare tutto e andare ad assistere il padre nella sua casa vicino al mare.
Come gocce d'acqua è la storia del riavvicinamento di un padre e una figlia che si sono voluti molto bene e continuano a volersene, anche a dispetto di ogni accadimento, ma non sanno come dimostrarselo.
Il loro rapporto è fatto di impazienza, di rimproveri, di risentimenti e di competizione - e come scoprirà Jenny, anche di segreti mai rivelati. Il film è scritto e diretto da Stefano Chiantini, e purtroppo questo doppio ruolo è il tallone d'Achille del progetto, perché la trama ha dei problemi evidenti, il primo dei quali è l'assenza, accanto ad Alvaro, della donna per cui l'uomo ha lasciato la sua famiglia, una donna che è ancora ben presente nella sua vita, ma inspiegabilmente non condivide il suo alloggio e permette che a fianco del compagno si immoli la figlia, ancora in giovane età. Non si spiega nemmeno perché, al netto della voglia di passare del tempo con lei e di riallacciare i loro rapporti, un padre amorevole consenta alla figlia di abbandonare tutto per fargli da infermiera, per di più contro il volere della madre della ragazza. Infine il senso di colpa di Jenny, che compare repentino, sembra davvero sproporzionato rispetto al sacrificio che la ragazza decide di compiere.
A salvare Come gocce d'acqua sono invece le ottime interpretazioni degli attori, a cominciare dalla giovane Sara Silvestro, davvero una rivelazione per naturalezza e presenza scenica nei panni di Jenny, per proseguire con Edoardo Pesce, intenso e ricco di sfumature nel ruolo di Alvaro, e di Barbara Chichiarelli (Margherita), fino al sempre affidabile Antonio Zavatteri (l'allenatore di nuoto Paolo).
Anche il montaggio di Luca Benedetti è degno di nota per la capacità di dare un ritmo scorrevole, soprattutto nelle scene iniziali, alla narrazione. Molto meno efficaci invece le musiche di Piernicola Di Muro, non in sé, ma in quanto spalmate insistentemente su tutta la storia. Chiantini ha una buona mano di regia e una bella capacità di lavorare con i suoi interpreti, ma la mancanza di terzietà rispetto alle problematiche della sceneggiatura fa suggerire per il futuro una più netta separazione dei ruoli.
Un padre, una figlia. Alvaro guida il camion, Jenny è una prom essa del nuoto. Un padre, una figlia. Un rapporto che s'è incrinato quando lui ha lasciato la moglie permettersi con un'altra. Ma quando un aneurisma lo lascia invalido, Jenny torna da lui, gli fa da badante. Stefano Chiantini evita di alzare la voce, rifiutale scene madri, fa parlare i silenzi.
Jenny, giovane promessa del nuoto, dopo aver vinto una gara ritorna a casa nel camion del padre con cui non è in buoni rapporti da quando se n'è andato di casa. L'uomo è colpito da un ictus e riporta importanti limitazioni fisiche. Jenny decide allora di assistere il padre ritrovando il legame perduto. Chiantini non è nuovo nel narrare piccole storie con uno stile scarno, in sottrazione, e curando [...] Vai alla recensione »
Quando si dice: se non ci fossero quei due, intesi come attori protagonisti, non ci sarebbe questo film. Edoardo Pesce e Sara Silvestro lavorano sulla spigolosa tavola di ruoli a rischio ricatto: padre e figlia, spostamenti progressivi d'amore. Camionista che ha lasciato la famiglia, ritrova il rapporto con la ragazza, promessa del nuoto, quando si tratta di affrontare ostacoli e sacrifici.
Jenny e Alvaro sono padre e figlia. Lei è una giovane promessa del nuoto, lui un camionista spesso lontano da casa, un uomo silenzioso dal cuore ruvido. Il loro è stato un rapporto idilliaco, ma poi Jenny non ha perdonato ad Alvaro di aver abbandonato la madre, Margherita. Quando l'uomo viene colto da un malore che lo costringe a cure e assistenza quotidiane, la ragazza non riesce a voltargli le spalle: [...] Vai alla recensione »
Jenny (Sara Silvestro) è una giovane promessa del nuoto. I suoi genitori, Alvaro (Edoardo Pesce) e Margherita (Barbara Chichiarelli) si sono separati quando era piccola. Da allora qualcosa si è spezzato tra Jenny e il padre, che la ragazza incolpa di aver lasciato la madre. Tutti gli sforzi di Alvaro di riconquistare il suo affetto non sembrano avere successo.
Dopo Una madre, con Come gocce d' acqua Stefano Chiantini continua la sua indagine fatta di mezzi toni e apparenti implosioni, spostando l'attenzione sull'altra faccia della genitorialità, quella paterna: a questa figura presta il proprio volto, situato nella zona di mezzo tra la spavalderia del guascone romano e l'asprezza di un certo maschile ferito ( "anima fragile", prendendo a prestito il titolo [...] Vai alla recensione »
Tra Jenny e Alvaro i rapporti si sono deteriorati nel tempo: lei è una giovane promessa del nuoto, il padre è un camionista piuttosto ruspante, ma i due si sono allontanati quando lui ha deciso di lasciare la madre per un'altra donna. Mentre sono entrambi in spiaggia, Alvaro viene colto da malore. Scampato il pericolo, ha bisogno di un badante, col quale però i rapporti si dimostrano subito difficili. [...] Vai alla recensione »
Jenny (Sara Silvestro, al suo debutto cinematografico) è una promessa del nuoto. Dopo aver vinto una gara importante che le apre le porte a una competizione nazionale, dovrebbe passare qualche giorno con il padre Alvaro (Edoardo Pesce), con cui non ha più un rapporto idilliaco da quando se n'è andato di casa. Ma l'uomo ha un malore, portato in ospedale e poi in terapia intensiva, si risveglia con [...] Vai alla recensione »
Dopo le madri, tocca alle figlie. Ancora una volta le storie sospese di Stefano Chiantini si confrontano con le fratture, i conflitti, i tormenti di famiglie al bivio, spesso frantumate, a volte solo bisognose di trasformare i non detti nelle parole che non si sono mai pronunciate. Perché nelle famiglie si parla poco, si rimugina troppo, si aspetta molto, ci si separa spesso.
Jenny (Sara Silvestro) è felice, spensierata e nuotatrice provetta. A insegnarle a nuotare, quando era ancora una bambina, era stato suo padre Alvaro (Edoardo Pesce), camionista, che però poi se ne era andato di casa, abbandonando lei e sua madre Margherita (Barbara Chichiarelli), che lavora come cassiera in un supermercato e ha una vita sentimentale piuttosto movimentata.