| Anno | 2024 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Valerio Ferrara |
| Attori | Fabrizio Rongione, Antonella Attili, Ilir Jacellari, Fabrizio Contri, Antonio Gerardi Roberto De Francesco, Zoe Massenti, Bruno Pavoncello, Valerio Desirò, Giulia Petrini, Antonello Tortu, Rosella Tancredi, Manuel Rulli, Valeria Montebello, Ernesto Mahieux, Matteo Pianezzi. |
| Uscita | mercoledì 2 aprile 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | PiperFilm |
| MYmonetro | 3,64 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 2 aprile 2025
Un barbiere è convinto di vedere messaggi segreti mandati dai lampioni. La sua credibilità cambia quando viene arrestato. In Italia al Box Office Il complottista ha incassato 39,6 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Antonio Calabrò è un barbiere con una predisposizione alla credulità nei confronti di qualsiasi complottismo gli venga presentato come reale. Il giorno in cui il lampione dinanzi al suo esercizio inizia a lampeggiare si dota di un alfabeto Morse e inizia a decodificare quello che ritiene un messaggio. Stabilito che si tratta della sigla di un ordigno utilizzato in più di un conflitto da quel momento intorno a lui inizia a formarsi un gruppo che vuole andare a fondo sul 'mistero'.
Il soggetto di un cortometraggio ampliato alla durata di un lungo senza far avvertire i problemi che solitamente si presentano nel passaggio.
Correva l'anno 2022 quando Valerio Ferrara, con il suo corto di diploma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, vinceva alla Cinèf a Cannes. Aveva ventidue anni. Ora che ne ha ventisei giunge sullo schermo con il suo primo lungo in cui parte da quel plot di base per presentarci uno spaccato di mondo che è purtroppo molto (verrebbe da dire troppo ma non per il film) vicino alla realtà.
Grazie a una sceneggiatura che sa rendere il clima di una metropoli come Roma di cui coglie la vita quotidiana in un quartiere non centrale ma grazie anche a un disincantato sguardo sul mondo dei media capace di veicolare qualsivoglia sedicente 'verità', Ferrara ci immerge in una storia che non fatichiamo ad immaginare come possibile. Lo fa grazie ad un casting di interpreti tutti aderenti al ruolo su cui emerge la presenza di Fabrizio Rongione che sa offrire al suo Antonio il giusto mélange di rabbia a stento repressa, di auto convincimento ma anche, in definitiva, di onestà con se stesso. Intorno a lui un aggregazione di persone/personaggi ognuna con una sua (s)ragione per credere al complotto che ruota intorno alla bomba e pronti anche, ad un certo punto, a farsi abbindolare dal politico di turno (un Roberto De Francesco che sa essere presente in numerosi film in ruoli a cui sa come aderire con la giusta misura).
La convinzione che ci sia sempre un retro pensiero in qualsiasi azione è abbastanza presente nel modo di sentire di un popolo (quello italiano) che ha vissuto storicamente troppe disillusioni che hanno inciso in maniera diretta sul proprio atteggiamento nei confronti della società.
Qualcuno che se ne intendeva (tanto che non è necessario citarne nome e cognome anche perché si tratterebbe di una riflessione tramandata) disse: "A pensare male del prossimo si fa peccato ma spesso ci si indovina". Grazie ai social questo atteggiamento si è diffuso a macchia d'olio assumendo le caratteristiche più iperboliche ed assurde. Più ci si ritiene informati e più si ha, da parte di alcuni che non sono purtroppo pochi, la presunzione di saper discernere propendendo ahimè per la versione in cui si possono attribuire fantasiose responsabilità a presunti poteri più o meno occulti che stanno in una sorta di zona franca nell'ombra da cui agiscono contro la collettività. Il complottista ne coglie l'esistenza e come descriverla. Con leggerezza ma non dimenticando di promuovere una riflessione in materia.
Valerio Ferrara si è presentato all'esordio già con solide credenziali. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, due suoi corti hanno già richiamato l'attenzione ai Festival di Cannes, Venezia e Austin. Arriva quindi giovanissimo al suo esordio nel lungometraggio, dimostrando però già non solo una spiccata creatività, ma anche una solida tecnica.
La pellicola dal punto di vista tecnico, considerata la giovane et? del regista, ? perfetta. Scenografia, fotografia, fonia, colonna sonora, montaggio, ritmo e recitazione rendono il film piacevole e scorrevole nonch? privo di sbavature. Purtroppo, per?, tutto si conclude con un bell'esercizio accademico che scade, invece, dal punto di vista autoriale.
In un quartiere popolare di Roma, c'è Antonio (Fabrizio Rongione), un barbiere che tormenta i clienti e i vicini di negozio con le teorie che legge online. Nella piccola comunità di quartiere, perfino nella sua stessa casa, né il cognato Ignazio (Antonio Gerardi) né la sua stessa moglie Susanna (Antonella Attili) lo prendono sul serio. Tanto meno quando si convince che i lampioni della città mandano [...] Vai alla recensione »
Esistono molti film sui complotti veri, presunti o di finzione, e pochi film sui complottisti. Solitamente quando i film raccontano i complotti o le teorie del complotto, lo fanno attraverso storie di grande fantasia, in cui chi indaga è un eroe, ha ragione contro un mondo che lo ritiene un pazzo. Non è quindi un complottista ma qualcuno che ha scoperto qualcosa, non è un personaggio che vede complotti [...] Vai alla recensione »
Il barbiere complottista è il titolo del cortometraggio con cui nel 2022 l'allora allievo del Centro sperimentale di cinematografia Valerio Ferrara ha vinto la Cinéfondation di Cannes. Come spesso succede, ora quel progetto è diventato un lungo d'esordio, ampliato nella trama ma rimasto pressoché identico nella sostanza. Al centro del racconto c'è sempre un uomo qualunque, ossessionato dai poteri forti [...] Vai alla recensione »
Non è infrequente che soprattutto i giovani registi, gli esordienti, decidano di riprendere un cortometraggio "gonfiandolo" fino a farlo diventare un lungometraggio - e, va detto, che salvo rari casi il carattere un po' artificiale dell'operazione si vede perché il materiale di partenza, malgrado tutto, bastava per un corto ma non è sufficiente a dar vita a un lungometraggio.
Nella periferia romana il barbiere del quartiere (Fabrizio Rongione) assilla i suoi parenti, clienti ed amici con le sue teorie complottiste, che spaziano dalla politica allo spionaggio internazionale. Il suo pensiero è ormai un'ossessione prodotta principalmente dalle ore e ore trascorse online e sui social più disparati. Nessuno lo prende sul serio, anzi, il più delle volte diventa oggetto di scherno [...] Vai alla recensione »
Non tutti sanno che Valerio Ferrara è uno degli ultimi registi italiani premiati al Festival di Cannes: aveva ventisei anni quando, nel 2022, vinse alla Cinéf con il cortometraggio Il barbiere complottista, saggio di fine anno prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia. A ventotto debutta nel lungometraggio con Il complottista, presentato nel Panorama Italiano di Alice nella Città, che espande [...] Vai alla recensione »