| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Alfonso Bergamo |
| Attori | Randall Paul, Paolo Briguglia, Roberta Giarrusso, Tony Sperandeo, Azzurra Martino Susanna Mollica, Davide Colucci, Craig Peritz, Pietro Manigrasso, Mario Paradiso Jr., Ferdinando Ciaccia. |
| Uscita | giovedì 28 novembre 2024 |
| Distribuzione | Brandos Film Distribution |
| MYmonetro | 3,39 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 maggio 2025
Il terzo lungometraggio di Alfonso Bergamo, tra noir e revenge movie . In Italia al Box Office The Garbage Man ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 6,6 mila euro e 4,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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In un luogo imprecisato del Sud Italia un netturbino che si fa chiamare Man trascorre un'esistenza solitaria. Vive con la madre invalida, di cui si prende cura e che porta i segni dei traumi dovuti ai soprusi subiti dal marito in passato. Quando l'amico e collega più anziano di origini americane Christopher - con il quale si diverte a scovare nella spazzatura oggetti ancora integri e dotati di una qualche bellezza - gli fa conoscere la figlia e la nipotina, Man intravede una luce nuova, una speranza di cambiamento. Dovrà prima però fare i conti con il boss criminale Rosario, a cui Man versa regolarmente denaro per estinguere un debito contratto anni prima dal padre defunto.
Tra noir e revenge movie, il film tenta di affidarsi alla forza delle immagini. Ma l'atmosfera suggerita non basta a raggiungere la tensione necessaria, né a rendere il dramma e la vendetta abbastanza coinvolgenti.
Il terzo lungometraggio di Alfonso Bergamo si svolge soprattutto di notte, in uno scenario azzeccato, una periferia quasi priva di luogo e tempo ben ritratta dal regista con l'aiuto del direttore della fotografia Daniele Poli. Il contrasto ricercato tra luce e oscurità ha una chiara valenza simbolica, così come altri segni disseminati lungo la storia, a cominciare dal mestiere del protagonista, impegnato nella raccolta dei rifiuti ma pure desideroso di ripulire il mondo dal marcio che impregna la società.
L'idea del netturbino costretto a indossare i panni dell'antieroe, seppur non particolarmente originale, sembra possedere la carica necessaria per sostenere un film che cerca la sua ragion d'essere nella forza delle immagini e guarda al cinema di genere poggiandosi su alcuni stilemi: la reazione brutale del protagonista alla violenza che lo circonda, sia quella del padre nel passato sia quella del mafioso locale; l'ingiustizia del sistema in cui è inserito (il suo tentativo di denuncia rivolto alla polizia cade nel vuoto); la coppia complementare di amici formata da Man, sempre silenzioso, e Christopher, che non smette di parlare.
Il problema è che l'atmosfera ricreata da questi elementi non raggiunge mai la tensione necessaria. In tal senso, non giovano la risoluzione frettolosa dei momenti chiave in cui culminano il dramma e la vendetta, il taglio grottesco di certe scene o di alcuni personaggi, la presenza di una colonna sonora invasiva e ridondante a voler sottolineare la crescita del pathos ma ottenendo l'effetto contrario. E così nemmeno il buon casting, in particolare il protagonista Paolo Briguglia e la faccia da cattivo di Tony Sperandeo, riesce ad essere valorizzato come avrebbe potuto.
Luce buio luce buio Inizia così il capolavoro "The Garbage Man". Quattro parole in cui si evince una frase di Freud: "La paura non risiede nel buio ma nella luce." infatti come Kubrick illuminava i corridoi perché bui, Alfonso ha deciso di illuminare con la luce blu il portone d'ingresso. La musica è fenomenale, ti fa entrare all'interno [...] Vai alla recensione »
Nelle sale dal 28 novembre, The Garbage Man di Alfonso Bergamo è la dimostrazione sia di come il livello delle produzioni indipendenti italiane possa volare alto, sia della vitalità di un filone cinematografico particolarmente vispo come il revenge movie, che gioca su determinati archetipi ma offre al contempo interessanti spazi di manovra e soluzioni drammaturgiche meno prevedibili o in ogni caso [...] Vai alla recensione »