jonnylogan
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domenica 1 marzo 2020
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c'era una volta a roma
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Paolo, Riccardo, Giulio e Gemma sono quattro ragazzi cresciuti nella Roma dei primi anni ’80. La loro amicizia, dopo periodi d’incomprensione e di allontanamento, proseguirà inalterata fino ai giorni nostri.
Gabriele Muccino scrive e dirige una nuova Meglio gioventù con un manipolo di attori che fanno parte della ex meglio gioventù del cinema di casa nostra, per un paio di loro ci si affaccia già sulla soglia dei cinquanta, usando nuovamente parte del cast dei suoi film storici, da L’ultimo bacio a Ricordati di me passando per Baciami ancora, e cercando di raccontare come gli anni più belli siano quelli delle frequentazioni nate sui banchi di scuola o fra semplici vicini di casa, non necessariamente appartenenti al medesimo ceto sociale.
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Paolo, Riccardo, Giulio e Gemma sono quattro ragazzi cresciuti nella Roma dei primi anni ’80. La loro amicizia, dopo periodi d’incomprensione e di allontanamento, proseguirà inalterata fino ai giorni nostri.
Gabriele Muccino scrive e dirige una nuova Meglio gioventù con un manipolo di attori che fanno parte della ex meglio gioventù del cinema di casa nostra, per un paio di loro ci si affaccia già sulla soglia dei cinquanta, usando nuovamente parte del cast dei suoi film storici, da L’ultimo bacio a Ricordati di me passando per Baciami ancora, e cercando di raccontare come gli anni più belli siano quelli delle frequentazioni nate sui banchi di scuola o fra semplici vicini di casa, non necessariamente appartenenti al medesimo ceto sociale. Amicizie che si accompagneranno per sempre, fra infortuni personali, famiglie che si sfaldano, dove gli aerei collidono con le Torri Gemelle, il Muro di Berlino crolla, i litigi sembrano irreparabili e gli ideali giovanili sono accantonati per fare posto al pragmatismo dell’età adulta. Nonostante tutto questo i quattro protagonisti, ai quali aggiungere Francesco Acquaroli nel ruolo di un politico vittima di Mani Pulite e la figlia Margherita, stereotipo di donna arricchita e con tempo libero da dedicare alla beneficenza, non si perderanno mai veramente di vista. Il dodicesimo lungometraggio di Muccino fallisce proprio negli eccessivi stereotipi che definiscono i protagonisti. Dall’avvocato carico d’ideali di gioventù, impersonato da Favino, ma che decide di passare al ‘lato oscuro’ per riscattare una vita fatta di stenti, a Kim rossi Stuart, professore di lettere e greco ed eterno precario, oltre che altrettanto idealista e da sempre perso nei propri pensieri, all’appassionato di giornalismo e critica cinematografica, portato in scena da Santamaria, che vive con l’aiuto della moglie, per finire con Micaela Ramazzotti, che grazie ad un’eccellente prova ha per l’ennesima volta dimostrato di non essere solamente la compagna di Paolo Virzì. Centoventinove minuti al termine dei quali si giunge ad un epilogo carico di buoni sentimenti. Da un cast così ben assortito, e da un regista che in passato aveva saputo esplorare con profondità rapporti di famiglia e interpersonali, ci aspettavamo però decisamente di più.
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fabiuz62
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giovedì 27 febbraio 2020
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sipuò vedere, come no...
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Non voglio dare pareri altisonanti (di cui, oltretutto, non sarei capace...), ma credo questo film sia la classica "commediona" italiana, altri lo definirebbero un polpettone. Evidente, persino smaccato, il riferimento a "C'eravamo tanto amati", come tanti hanno sottolineato, ma senza alcuno scatto, senza il guizzo che ti fa uscire dal cinema soddisfatto.
Si può vedere, per carità, ma se ne può fare anche a meno.....
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morinik2
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martedì 25 febbraio 2020
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passato futuro
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Non mi dilungo nel riassumere la trama (la vita di 3 amici e 1 amica dagli anni '80 ad oggi), non farei però facili paragoni con il più volte citato "C'eravamo tanto amati".: sembrano simili (i cambiamenti negli anni) ma sono diversi. Quello di Scola inizia con i 3 amici che sono già adulti (partigiani, la guerra è appena finita e l'Italia è da ricostruire) e le loro storie si intrecciano con gli eventi storici (come anche ne "La meglio gioventù") , in quello di di Muccino gli avvenimenti storici servono solo per scandire il tempo che passa. LA storia sono solo loro, i 3 sedicenni nell'Italia degli anni '80 (la Milano da bere, ma anche scioperi violenti, terrorismo e corruzione) pieni di sogni, speranze, rabbia, Adolescenti desiderosi di mangiarsi la vita e di riscatto (Giulio), di seguire i propri sogni ( Riccardo, il Sopravvissuto), di seguire la propria vocazione (insegnare e amare Gemma per sempre,Paolo).
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Non mi dilungo nel riassumere la trama (la vita di 3 amici e 1 amica dagli anni '80 ad oggi), non farei però facili paragoni con il più volte citato "C'eravamo tanto amati".: sembrano simili (i cambiamenti negli anni) ma sono diversi. Quello di Scola inizia con i 3 amici che sono già adulti (partigiani, la guerra è appena finita e l'Italia è da ricostruire) e le loro storie si intrecciano con gli eventi storici (come anche ne "La meglio gioventù") , in quello di di Muccino gli avvenimenti storici servono solo per scandire il tempo che passa. LA storia sono solo loro, i 3 sedicenni nell'Italia degli anni '80 (la Milano da bere, ma anche scioperi violenti, terrorismo e corruzione) pieni di sogni, speranze, rabbia, Adolescenti desiderosi di mangiarsi la vita e di riscatto (Giulio), di seguire i propri sogni ( Riccardo, il Sopravvissuto), di seguire la propria vocazione (insegnare e amare Gemma per sempre,Paolo). Gli amici sono 3 ma potrebbero essere alcuni lati di ognuno di noi: da adolescenti speranza, ambizione, voglia di rivalsa, amore unico, solo e immenso, rabbia (tutto è bianco o nero), aitruismo ; da adulti: disillusioni, fallimenti, errori, rassegnazioni, traguardi raggiunti a qualsiasi prezzo (tradimenti e cinico opportunismo) ma anche con serietà e amore per il proprio lavoro.
La vita che li ha allontanati, divisi, messi l'uno contro l'altro gli riserva una seconda (per Gemma anche terza e quarta) posssibilità e nonostante tutto l'amicizia resta anche dopo 40 anni e i loro figli forse ricominceranno il ciclo che sarà così similmente diverso da quello della generazione precedente.
Ci sono alcune sequenze che restano impresse: il pappagallino, reale nella scena dell'addio feroce tra Paolo e Gemma e immaginario nel loro rincontro all' Opera, le scale fatte furiosamente dalle "tre" Gemma
Insomma, un gran bel film, ben diretto e recitato, oltre che dagli affermati FAvino, Santamaria, Rossi Stuart, Ramazzotti (lei è Gemma), anche dai giovani, con una bella colonna sonora (Piovani e alla fine anche un ritrovato Baglioni) e che verrà apprezzato negli anni, senza paragoni
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morinik2
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lunedì 24 febbraio 2020
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passato futuro
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Non mi dilungo nel riassumere la trama (la vita di 3 amici e 1 amica dagli anni '80 ad oggi), non farei però facili paragoni con il più volte citato "C'eravamo tanto amati".: sembrano simili (i cambiamenti negli anni) ma sono diversi. Quello di Scola inizia con i 3 amici che sono già adulti (partigiani, la guerra è appena finita e l'Italia è da ricostruire) e le loro storie si intrecciano con gli eventi storici (come anche ne "La meglio gioventù") , in quello di di Muccino gli avvenimenti storici servono solo per scandire il tempo che passa. LA storia sono solo loro, i 3 sedicenni nell'Italia degli anni '80 (la Milano da bere, ma anche scioperi violenti, terrorismo e corruzione) pieni di sogni, speranze, rabbia, Adolescenti desiderosi di mangiarsi la vita e di riscatto (Riccardo, il Sopravvissuto), di seguire i propri sogni (Giulio), di seguire la propria vocazione (insegnare e amare Gemma per sempre,Paolo).
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Non mi dilungo nel riassumere la trama (la vita di 3 amici e 1 amica dagli anni '80 ad oggi), non farei però facili paragoni con il più volte citato "C'eravamo tanto amati".: sembrano simili (i cambiamenti negli anni) ma sono diversi. Quello di Scola inizia con i 3 amici che sono già adulti (partigiani, la guerra è appena finita e l'Italia è da ricostruire) e le loro storie si intrecciano con gli eventi storici (come anche ne "La meglio gioventù") , in quello di di Muccino gli avvenimenti storici servono solo per scandire il tempo che passa. LA storia sono solo loro, i 3 sedicenni nell'Italia degli anni '80 (la Milano da bere, ma anche scioperi violenti, terrorismo e corruzione) pieni di sogni, speranze, rabbia, Adolescenti desiderosi di mangiarsi la vita e di riscatto (Riccardo, il Sopravvissuto), di seguire i propri sogni (Giulio), di seguire la propria vocazione (insegnare e amare Gemma per sempre,Paolo). Gli amici sono 3 ma potrebbero essere alcuni lati di ognuno di noi: da adolescenti speranza, ambizione, voglia di rivalsa, amore unico, solo e immenso, rabbia (tutto è bianco o nero), aitruismo ; da adulti: disillusioni, fallimenti, errori, rassegnazioni, traguardi raggiunti a qualsiasi prezzo (tradimenti e cinico opportunismo) ma anche con serietà e amore per il proprio lavoro.
La vita che li ha allontanati, divisi, messi l'uno contro l'altro gli riserva una seconda (per Gemma anche terza e quarta) posssibilità e nonostante tutto l'amicizia resta anche dopo 40 anni e i loro figli forse ricominceranno il ciclo che sarà così similmente diverso da quello della generazione precedente.
Ci sono alcune sequenze che restano impresse: il pappagallino, reale nella scena dell'addio feroce tra Paolo e Gemma e immaginario nel loro rincontro all' Opera, le scale fatte furiosamente dalle "tre" Gemma
Insomma, un gran bel film, ben diretto e recitato, oltre che dagli affermati FAvino, Santamaria, Rossi Stuart, Ramazzotti (lei è Gemma), anche dai giovani, con una bella colonna sonora (Piovani e alla fine anche un ritrovato Baglioni) e che verrà apprezzato negli anni, senza paragoni
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luciano sibio
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lunedì 24 febbraio 2020
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imbarazzante
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Direi che quanto espresso nel titolo della presente recessione la dice lunga sul film.
Non so chi possa avergli dato i soldi per imbastire una tale nefandezza cinematografica. Forse,considerato il nome altisonante del regista,le prime reazioni conseguenti al botteghino e il basso costo della nefandezza,il rendimento era assicurato,altrimenti non si spiega.
Nulla di quanto riportato nella storia presenta un minimo di degna considerazione. L'unico salvagente per questa indegnità può essere la successiva riproposizione per una fruizione televisiva su un pubblico oramai sconfitto dalla noia difronte all'ennesima puntata di Don Matteo,ma sarà una bella lotta.
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Direi che quanto espresso nel titolo della presente recessione la dice lunga sul film.
Non so chi possa avergli dato i soldi per imbastire una tale nefandezza cinematografica. Forse,considerato il nome altisonante del regista,le prime reazioni conseguenti al botteghino e il basso costo della nefandezza,il rendimento era assicurato,altrimenti non si spiega.
Nulla di quanto riportato nella storia presenta un minimo di degna considerazione. L'unico salvagente per questa indegnità può essere la successiva riproposizione per una fruizione televisiva su un pubblico oramai sconfitto dalla noia difronte all'ennesima puntata di Don Matteo,ma sarà una bella lotta.
Il cinema italiano, ed è inutile ripeterlo, se si imbriglia in storie come queste dense di romanticismi stucchevoli,moralismi da 4 soldi e spaccati di vita alla Luigi Tenco in "vedrai vedrai" e peraltro pure copiati da precedenti film ancora ben fissi nelle ns memorie, è la fine.
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giorgione
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domenica 23 febbraio 2020
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inguardabile
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hI CHIESTO AL BOTTEGHINO SE MI RESTITUIVANO IL MALTOLTO PREZZO DEL BIGLIETTO. Film pessimo, sono uscito prima della fine, liberandomi come un ostaggio da un sequestro di persona.. Banale in tutto, dialoghi infantili, storia senza nè capo nè coda. Veramente pessimo,, il peggiore dei film che ho visto nell'anno,.
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giorgione
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domenica 23 febbraio 2020
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inguardabile!
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Mi faccio promotore di una class action oer avere i soldi indietro, contro Muccini che ha scritto e diretto questo film, contro iquttro blasonati attori che hanno recitato in un film del genere e contro Rai Cinema che un tale film ha cofinanziato ( anche con i miei soldi del canone) Dopo un incubo duato due pre, sono uscito prima della fine! Pessimo. Si salva un pò la fatografia e a tratti la scenografia. Dialoghi banali, storia senza capo nè coda.. Inguardabile. I 9 euro del biglietto dateli in beneficenza
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roby 82
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sabato 22 febbraio 2020
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tra "c'eravamo tanto amati" e "ovosodo"
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Prendete "Ceravamo tanto amati" di Ettore Scola, e "Ovosodo" di Virzì e otterrete "Gli anni più belli".
Un film non da cinema, molto al di sotto delle attese, con delle scene tra Favino, Stuart e la Ramazzotti recitate talmente male che pensi siano tre novelli attori.
La storia è quella dei due film, loro da giovani, le loro avventure e la vita che gli fa prendere tre strade diverse. Gli anni passano, le dissavventure anche, fino a ritrovarsi vecchi e con tanta nostralgia del tempo che fu. La ciliegina sulla torta della scopiazzatura arriva anche nel finale con la Ramazzotti e Favino che ripetono tale e quale le battute finali di Gassman e la Sandrelli del film di Scola.
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Prendete "Ceravamo tanto amati" di Ettore Scola, e "Ovosodo" di Virzì e otterrete "Gli anni più belli".
Un film non da cinema, molto al di sotto delle attese, con delle scene tra Favino, Stuart e la Ramazzotti recitate talmente male che pensi siano tre novelli attori.
La storia è quella dei due film, loro da giovani, le loro avventure e la vita che gli fa prendere tre strade diverse. Gli anni passano, le dissavventure anche, fino a ritrovarsi vecchi e con tanta nostralgia del tempo che fu. La ciliegina sulla torta della scopiazzatura arriva anche nel finale con la Ramazzotti e Favino che ripetono tale e quale le battute finali di Gassman e la Sandrelli del film di Scola.
Film voto 5.
Recitazione voto 5 "Santamaria è rimasto il Paolo di "Baciami ancora" che sbaita, urla. La Ramazzotti oramai è il solito copia e incolla...tanto sa recitare solo cosi, o che lavori con Verdone o che lavori con Virzì non cambia mai. Salvo solamente Kim Rossi Stuart che recita sempre magistralmente, e una brava Emma Marrone.
Voto 4 a Gabriele Muccino, solite scene urlate tra gli attori come un classico dei suoi film, e alcune scene che a tratti sembravano improvvisate tra gli attori. Il prodotto finito è risultato un remeke spacciato per un suo film anzi il suo film della vita. Non ci siamo proprio.
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lorifu
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venerdì 21 febbraio 2020
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gli anni più belli tra ricordi e rimpianti
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Sono andata a vedere il nuovo film di Muccino con una certa curiosità, anche per constatare se rispetto al precedente, “A casa tutti bene”, ci fosse stato un riscatto. A mio avviso, Muccino da troppo tempo ormai non riesce a bissare i successi de “L’Ultimo Bacio” o “Ricordati di me” per “eccesso di stimoli” non calibrati ed è la ragione per cui questo film piuttosto ambizioso gli riesce solo in parte. Muccino ne “Gli anni più belli” racconta l’amicizi[+]
Sono andata a vedere il nuovo film di Muccino con una certa curiosità, anche per constatare se rispetto al precedente, “A casa tutti bene”, ci fosse stato un riscatto. A mio avviso, Muccino da troppo tempo ormai non riesce a bissare i successi de “L’Ultimo Bacio” o “Ricordati di me” per “eccesso di stimoli” non calibrati ed è la ragione per cui questo film piuttosto ambizioso gli riesce solo in parte. Muccino ne “Gli anni più belli” racconta l’amicizia quarantennale di quattro ragazzi in un’Italia che cambia tra gioie, delusioni, speranze e illusioni che li indurrà a riflettere sulle scelte fatte nell’arco di decenni tra ripensamenti e rimpianti. Il periodo è quello che va dagli anni ‘80 ad oggi, e quattro attori adolescenti che per una buona mezz’ora copriranno i ruoli che saranno poi di Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria e Micaela Ramazzotti, in un crescendo mucciniano fatto di strepiti e recitazione sopra le righe, non riusciranno a scivolare credibilmente nei protagonisti adulti.
Il soggetto risente dell’influenza di “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, rimanendo soltanto un modello a cui tendere e anche se le vicende scorrono in una Roma spesso notturna e affascinante, la storia manca di introspezione psicologica e nessun tema è affrontato a dovere. Anche i riferimenti storici, appena accennati attraverso qualche sequenza, come quella della caduta del muro di Berlino, o dell’attacco alle Torri Gemelle sono irrilevanti, ai fini di un’adeguata riflessione. Muccino ama raccontare storie in cui convergono problematiche generazionali e questa è forse la cosa che gli riesce meglio ma in questo film è stato aiutato dalle prestazioni eccezionali degli attori citati che incarnano i quattro amici, tra cui Gemma, la donna contesa che Muccino ha reso, non si capisce se volutamente o meno, personaggio evanescente. L’impressione che si ricava vedendo questo film è una sensazione d’incompiutezza. Eppure sei là in attesa di provare quelle emozioni che rimangono sempre a pelo senza mai affiorare, a parte la scena in cui Gemma sale le scale per raggiungere l’unico amore della sua vita.
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paolacaselli
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venerdì 21 febbraio 2020
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Concordo pienamente con Erica
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