Eric Clapton: Life in 12 Bars

Film 2017 | Documentario +13 135 min.

Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneGran Bretagna
Durata135 minuti
Regia diLili Fini Zanuck
AttoriEric Clapton .
Uscitalunedì 26 febbraio 2018
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Lili Fini Zanuck. Un film con Eric Clapton. Genere Documentario - Gran Bretagna, 2017, durata 135 minuti. Uscita cinema lunedì 26 febbraio 2018 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Una storia emozionante sull'uomo Eric Clapton, sulla sua vita e sull'incredibile potere salvifico della musica.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Non un film concerto ma una biografia sotto forma di confessione: Slowhand si mette a nudo per potersi perdonare .
Recensione di Raffaella Giancristofaro
sabato 24 febbraio 2018
Recensione di Raffaella Giancristofaro
sabato 24 febbraio 2018

Nato nel 1945 a Ripley, paesino del Surrey, Inghilterra, il chitarrista bianco più famoso del mondo scopre all'età di nove anni di essere figlio della sorella maggiore e che i suoi nonni sono subentrati a lei nella funzione di genitori. Con questo incipit da tragedia greca e la voce over di Clapton che accompagna la narrazione come in una seduta psicanalitica, punteggiata dallo score intimo di Gustavo Santaolalla, si apre una monografia ricchissima di materiali, che, pur attraversando la storia del rock e blues, segue la pista emozionale, l'evoluzione dei sentimenti post traumatici del musicista: la scoperta choc dell'infanzia all'amore frustrato per Pattie Boyd (già moglie dell'amico George Harrison), la scomparsa dell'anima gemella Jimi Hendrix, la dipendenza dall'eroina, il lutto del figlio Conor nel 1991 e la palingenesi con la creazione del centro di recupero Crossroads ad Antigua.

La direzione non poteva essere un'altra, perché dietro la macchina da presa - ma sostanzialmente in sala di montaggio, visto che la voce di Clapton e di molti altri si sovrappone al cospicuo girato preesistente - c'è Lili Fini Zanuck, terza moglie di Richard Zanuck (figlio di Darryl, fondatore della Twentieth Century Fox) e con lui co-produttrice del premio Oscar per A spasso con Daisy (1989).

Lili Fini Zanuck è un'amica del musicista, che a lei si affida per dare forma alla propria storia: premessa che dà al film una grande cura ma anche un'ingerenza rilevante da parte del suo stesso oggetto di indagine.

La carriera musicale di Clapton viene illuminata all'incirca dagli inizi degli anni '60 (The Roosters, The Yardbirds, John Mayall, i Cream) con una vistosa ellissi sui dischi composti sotto l'abuso di alcol, per poi riemergere alla cerimonia dei Grammy 1993, quelli di Tears in Heaven, dedicata al figlio. Pietra angolare per una rinascita personale e professionale. Ciò detto, questa scelta non intacca l'eccezionalità dell'archivio messo a disposizione da Clapton, una vera gioia di ogni musicofilo: oltre alle foto e agli home movies girati nella villa di Ewhurst, sempre nel Surrey, rivelatori anche delle debolezze più inconfessabili - scene di abbrutimento da dipendenza ma anche una lettera d'amore - c'è il girato e il fotografico delle case discografiche: la Atlantic, rappresentata dal leggendario scopritore di talenti Ahmet Ertegun e le relative sessioni di registrazione; il footage occasionale dell'incisione di All You Need Is Love, il mitico assolo di While My Guitar Gently Weeps e la collaborazione all'album All Things Must Pass, segno di una forte stima di George Harrison per Clapton; la scoperta di un nuovo suono allontanando i microfoni dagli amplificatori; il live con Steve Winwood ad Hyde Park, le foto che documentano la session occasionale con Aretha Franklin, negli stessi studi di Wilson Pickett e Otis Redding; la scoperta degli Allman Brothers grazie al produttore Tom Dowd.

Ma al di là di queste tappe della storia del rock ciò che conta è lo spirito del titolo: quelle 12 bars cioè le misure sulle quali si articola il blues, passione e salvezza di Clapton, alfabeto dei bluesman afroamericani e bagaglio comune a chi ha "storie da raccontare", ferite profonde che trovano voce solo tramite sei corde. A fronte di questo amore viscerale e necessario per la musica dello spirito, che Clapton ha contribuito a far diventare mainstream anche per l'America bianca, si perdonano al film alcune autoindulgenze e intermittenze del ricordo. Anche perché questo merito anche politico gli viene attribuito dal favoloso B. B. King, vero nume tutelare e ispirazione di questo biopic dalla missione catartica.

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GUARDA L'INIZIO
giovedì 22 febbraio 2018
 

Un viaggio affascinante nella vita di Eric Clapton, dall'infanzia ai giorni nostri, che fa luce sulle tragedie personali, le ambizioni, le amicizie e gli amori del più grande chitarrista di tutti i tempi, l'unico vincitore di 18 Grammy Awards inserito [...]

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