| Titolo originale | Warcraft |
| Anno | 2016 |
| Genere | Fantascienza, Avventura, Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 123 minuti |
| Regia di | Duncan Jones |
| Attori | Travis Fimmel, Paula Patton, Ben Foster, Dominic Cooper, Toby Kebbell, Ben Schnetzer Robert Kazinsky, Daniel Wu, Ruth Negga, Clancy Brown. |
| Uscita | mercoledì 1 giugno 2016 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,91 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 14 giugno 2016
Un'epica avventura fantasy e ricca d'azione ispirata all'omonimo videogioco messo sul mercato nel 1994. In Italia al Box Office Warcraft - L'inizio ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 3,5 milioni di euro e 1,8 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il regno di Azeroth vive in pace da anni, sotto il governo benevolo dell'umano Re Llane e di sua moglie - sorella del più fido guerriero del re, Lothar - e sotto la protezione del concilio del Kirin Tor e di Medivh, Guardiano del regno e suo mago più potente. Ora, però, Azeroth è pericolosamente minacciato dall'invasione, attraverso un oscuro portale, degli orchi di Draenor, brutali creature nate per combattere e comandate dal crudele sciamano Gul'dan. Tra loro, solo Durotan, amato e rispettato leader del Clan dei Lupi Bianchi, è disposto a mettersi contro il tiranno per porre fine al suo delirio di distruzione. Ad ogni costo. Anche se per farlo dovrà cercare l'alleanza degli uomini.
I numeri degli umani che, dal momento del lancio, hanno comprato il software e aperto un account per entrare nel "World of Warcraft", nelle sue prime e successive uscite, è strabiliante: una moltitudine difficile da visualizzare, esattamente come l'orda di orchi del film, e un fenomeno con radici multiple, legato a sua volta ad un universo di pensiero di diviso in due e zeppo di pregiudizi. Chi sono gli utenti di Warcraft, un'orda di sociopatici frustrati o un'alleanza di creativi, interpreti sani delle opportunità della globalizzazione digitale? Il film giunge come risposta universale: nel buio della sala si potranno sedere gli uni e gli altri, spettatori di ogni età, giocatori virtuali e fini biblisti (il figlio di Durotan viene messo dalla madre in una cesta e affidato alla corrente proprio come Mosè, in attesa di rivestire un ruolo fondamentale nel prossimo capitolo della saga), riuniti e pacificati nel nome del fantasy e della sua natura potentemente allegorica.
Gli orchi che si affollano all'entrata del portale magico per l'altro mondo, dopo che il loro è stato raso al suolo dalla politica di un dittatore assetato di sangue e potere, sono infatti personaggi dell'oggi e di sempre, che le magie grafiche della ILM e gli occhialini 3D permettono di vedere in più dimensioni: da lontano come branco indistinto, preda di tradizioni tribali e rumorose, e da vicino, come esseri più che mai antropomorfi, la cui etica è spesso più solida di quella degli uomini stessi.
Duncan Jones, specialista di storie a cavallo tra due mondi, si cimenta col kolossal con discreto successo, guardando decisamente più verso L'Ultimo dominatore dell'aria che alle creature di Peter Jackson e indovinando perfettamente il cast, a partire da Travis Fimmel nei panni di Lothar.
Una guerra senza buoni o cattivi, dove la violenza stessa è presupposto e condanna, ultima ratio e unica alternativa. Jones asseconda l'urgenza narrativa con grande senso del ritmo e fa del suo meglio per spianare un sentiero emotivo riconoscibile nel campo troppo vasto, monocromatico e caotico che è di sfondo agli Orchi. Non è che l'inizio della saga, dunque le priorità narrative sono molte e lo spazio per le sfumature risicato. Il limite maggiore del film sta infatti nella natura classica e prevedibile degli snodi di trama e si ha la sensazione di star assistendo a ciò che deve accadere prima che cominci il bello. Per fortuna, non tutto è rimandato: attorno ai personaggi del dolente Lothar, della mezzosangue Garona e di Khadgar, l'apprendista guardiano, prende rilievo un film nel film in grado di appassionarci quanto basta fino allo scadere del tempo.
Premetto che sono un grande fan di Blizzard e da sempre appassionato della saga di Warcraft. Ho visto il film alla prima di Londra e secondo me è riuscito perfettamente e rappresenta con grande precisione non solo gli eventi avvenuti nel gioco (Warcraft: Orcs & Humans del 1994, non World of Warcraft!), ma anche i personaggi e le ambientazioni.
È sempre un'operazione rischiosa tentare di trasporre, sul grande schermo, un videogioco famoso. A maggior ragione, se trattasi di un fantasy, genere che ha fan poco disposti a perdonare le libere interpretazioni di chi li adatta per la sala cinematografica. Capite quindi i rischi dell'avventurarsi nel variegato e complesso mondo di Warcraft, la meravigliosa saga per PC che da più di vent'anni (Warcraft: [...] Vai alla recensione »