Il Clan

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Un film di Pablo Trapero. Con Guillermo Francella, Peter Lanzani, Lili Popovich, Gastón Cocchiarale, Giselle Motta.
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Titolo originale El clan. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 108 min. - Argentina, Spagna 2015. - 01 Distribution uscita giovedì 25 agosto 2016. MYMONETRO Il Clan * * * - - valutazione media: 3,13 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
movieman sabato 1 agosto 2020
cronaca nera e dittatura militare in argentina Valutazione 5 stelle su cinque
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  Fra gli anni 70 e gli anni 80 del secolo scorso, l’Argentina attraversò uno dei suoi periodi più bui, crudeli e dolorosi. Nel 1976 venne instaurata, per contrastare i moti rivoluzionari, una dittatura militare che durò fino al 1983, quando venne indebolita da diversi fattori politici, per cedere il posto ad un governo più democratico. La repressione, in quel periodo, fu ferocissima: un numero enorme ed imprecisato di dissidenti fu fatto sparire nell’oceano con i cosiddetti “voli della morte” (le vittime vennero prima narcotizzate). [+]

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francesca50 sabato 18 gennaio 2020
riflessioni sulla dittatura Valutazione 0 stelle su cinque
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Film come questo fanno riflettere su cosa è stata la dittatura in Argentina e come purtroppo le dittature lascino sempre il timore di nuove recrudescenze.
Il pericolo è che però non si arrivi mai a una vera democrazia che sarebbe basata su autenticità dell' informazione e libertà economica con meritocrazia.
Nel nostro paese pure vi sono ancora strascichi per una dittatura, finita più di 70 anni fa, e del cui ricordo ci si serve per una nuova sottile dittatura che è quella della burocrazia, che tutto soffoca sotto l'apparenza di favorire la giustizia parola quasi inesistente.

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minnie venerdì 8 settembre 2017
"sei un ingrato alejandro" Valutazione 5 stelle su cinque
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Ho visto questo film con crescente accanimento, nel senso che un gran film è così: ti prende e non ti lascia fino alla fine. In effetti quando una dittatura finisce, lascia degli strascichi tremendi, sempre (vedi lo splendido sceneggiato  tedesco Ku'damm 56) ed è questo che il regista, un grande Pablo Trapero, ha voluto dire mostrando la vicenda della famiglia Puccio, irreprensibile all'apparenza ma con i sequestrati in cantina e con tanti scheletri nell'armadio. Ci vorrebbe un regista così a raccontare i delitti della Uno bianca in Italia, quando quattro fratelli, all'apparenza irreprensibil tutori della legge, hanno trasformato Bologna in uno scenario di crimini orrendi, qualche anno dopo la storia nefanda della famiglia Puccio. [+]

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ennio venerdì 8 settembre 2017
misero tentativo di imitare tarantino Valutazione 2 stelle su cinque
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L'unica cosa valida di questo film è farci conoscere la storia reale dell' inquietante vicenda che narra. Una famiglia retta da uno psicopatico rapitore seriale che tiene al laccio come complici moglie e figli nella sua folle ossessione.
Ma la narrazione è a dir poco irritante, con ritmi e dialoghi da commedia brillante e musiche del tutto fuori luogo, sembra di essere trasportati in un road-movie americano piuttosto che in una torbida storia di prigioni in umide cantine. Guillermo Francella non è nè John Travolta nè Harvey Keitel, abbia pazienza il regista. E poi scene prese dal finale del film e messe un pò a casaccio a metà, mah. [+]

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andrej venerdì 3 febbraio 2017
l'insostenibile meschinita' del male Valutazione 4 stelle su cinque
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Buon film drammatico, tratto da fatti realmente accaduti ai quali si mantiene sostanzialmente fedele. Buona la regia, bravi e convincenti gli attori; la storia (anche se vera) ha dell’incredibile ed e’ davvero sconcertante e sconvolgente: tipico esempio di quando la realta’ supera la fantasia. Non vi sono soste, lungaggini, momenti di noia e l’interesse resta sempre vivissimo. Certo nuoce un po’ l’impossibilita’ assoluta di simpatizzare/empatizzare coi protagonisti (oltre che moralmente pessimi anche irrimediabilmente meschini): infatti viene a mancare la possibilita’ di identificarsi con loro e di partecipare emotivamente alle loro disgrazie. Ma questo non e’ colpa del regista ne’ della sceneggiatura; e’ il semplice e inevitabile risultato della mediocre mostruosita’ delle loro azioni. [+]

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filippo catani mercoledì 28 dicembre 2016
bella storia ma registro sbagliato Valutazione 3 stelle su cinque
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Il clan Puccio guidato dall'insospettabile padre metteva a segno rapimenti nell'Argentina della dittatura e anche nei primissimi anni della nuova democrazia.
Basato su una storia vera, il film racconta la storia del clan Puccio e più in generale del clima di violenze e intimidazioni che si viveva in Argentina sotto la dittatura e anche nei primi anni del post. Ovviamente il clan godeva della copertura delle alte gerarchie e c'era insomma un tornaconto economico-politico un po' per tutti. Il film si concentra principalmente sul rapporto tra il padre e il figlio rugbysta che partecipa sì ai rapimenti ma che a volte sembrerebbe tentato di cambiare vita o comunque sembrerebbe avere qualche scrupolo di coscienza. [+]

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emanuele 1968 mercoledì 19 ottobre 2016
bello Valutazione 4 stelle su cinque
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 Bello, i soldi servono, però fino ad un certo punto.

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domenico astuti martedì 11 ottobre 2016
un piccolo affresco incompiuto Valutazione 2 stelle su cinque
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Raccontare una storia vera, di una banale famiglia criminale, in un’epoca drammatica il cui contesto è una dittatura latinoamericana, è da sempre un’intenzione nobile, complessa, che richiede gusto narrativo, profondità psicologica e un’idea moderna tra Cinema politico e commedia umana. Negli anni scorsi il grande regista cileno Pablo Larrain si è cimentato con questo genere di drammaturgia realizzando dei piccoli capolavori come Toni Manero e Post Mortem. Con le stesse intenzioni ma con un risultato contraddittorio, a volte dalla resa televisiva, in alcuni passaggi iniziali farraginoso ( Incominciare con un video del dittatore Massera e poi del Presidente radicale Raul Alfonsin, intervallati dal signor Puccio e dai membri della famiglia ) il regista Pablo Trapero ( Carancho, Elefante Bianco ) realizza una pellicola coraggiosa ma allo stesso tempo senza decidere quale direzione prendere, cosa veramente raccontare e come; avvitandosi in una regia modesta e servendosi di una sceneggiatura a volte afasica, senza una reale drammaturgia. [+]

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nanni giovedì 8 settembre 2016
il clan Valutazione 3 stelle su cinque
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Argentina anni 80. Il paese alle prime elezioni democratiche postdittatura fa i conti con quel difficile passaggio. Non tutti i responsabili della precedente stagione degli orrori, come sempre accade, sono stati liquidati. Parte della catena del comando politico/militare/burocratico sopravvissuta impunita a quel periodo ora gestisce in proprio come se quasi nulla fosse cambiato, grazie ad una vasta e profonda rete di complicità in grado di garantire coperture e protezione e mettendo a frutto “l’esperienza politica” precedente, sequestri di persona a scopo di lucro. Arquimedes Puccio scrupoloso funzionario dei servizi ai tempi della dittatura, è ora, con immutata solerzia, il loro braccio armato………. [+]

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des esseintes mercoledì 7 settembre 2016
per chi volesse verificare Valutazione 0 stelle su cinque
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È incredibile che si neghi la realtà.
Chi voglia controllare se quello che ho detto sull'uso della parola "negro" in Argentina è vero cerchi su Wikipedia in spagnolo "Racismo en la Argentina" e poi clicchi sulla versione inglese della stessa pagina.

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