Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà

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Un film di Ken Loach. Con Barry Ward, Simone Kirby, Jim Norton, Andrew Scott, Francis Magee.
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Titolo originale Jimmy's Hall. Drammatico, durata 109 min. - Gran Bretagna, Irlanda, Francia 2014. - Bim Distribuzione uscita giovedì 18 dicembre 2014. MYMONETRO Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà * * * - - valutazione media: 3,07 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
vanessa zarastro domenica 15 giugno 2014
l’importanza di sentirsi normale Valutazione 5 stelle su cinque
80%
No
20%

Ken Loach dirige un film molto bello e commovente ambientato nell’Irlanda dei primi anni ‘30. Jimmy Gralton ritorna in patria dopo essere stato costretto a rimanere dieci anni a New York; ritorna a lavorare la sua terra e a vivere con la sua mamma, coraggiosa donna irlandese che una volta portava i libri da leggere nelle scuole. Riapre con i compagni e amici la sala – un centro sociale ante litteram – dove si ballano tutti i generi moderni, si praticano vari sport, in particolare la boxe, s’impara a disegnare, a cantare e così via. Una forma di volontariato sociale che non piace né al potere ecclesiastico locale né ai ricchi nobili latifondisti. [+]

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enzo70 sabato 20 dicembre 2014
la maestria di ken loach nei tormenti irlandesi Valutazione 4 stelle su cinque
79%
No
21%

Ken Loach ha il merito di essere uno dei pochi registi della scena internazionale che riesce a fare un cinema impegnato, coerentemente impegnato su temi sociali tipici della sinistra senza compromessi. Un duro e puro del messaggio solidale; ed è un merito perché il messaggio è scontato, il mezzo non lo è mai. E nella semplificazione estrema dei temi che tratta il regista inglese riesce a non essere mai banale. E si torna in Irlanda, nella verde, cattolica e sempre tormentata Irlanda; Jimmy Gralton torna a casa dopo essere stato costretto a fuggire negli States durante la guerra civile del 1921. Il problema per lui non era stato il conflitto tra i sostenitori e gli oppositori dell’accordo con la Gran Bretagna; la sua sala da ballo era il corpo del reato, un posto dove incontrarsi e discutere; inconcepibile che nell’Irlanda di allora questo posto non fosse la parrocchia del paese. [+]

[+] loach celebra la libertà e la voglia di vivere (di antonio montefalcone)
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giorgio47 mercoledì 24 dicembre 2014
oscurantismo contro la ragione Valutazione 4 stelle su cinque
78%
No
22%

Un grande registra, un bravo sceneggiatore ed ecco un ottimo film. Se si aggiunge che questo binomio è uno degli ultimi rimasti a trattare argomenti seri e, anche se collocati, come nel caso di questo film, in tempi lontani, attuali come non mai! Il film è una storia di amore e fondamentalmente di ribellione, che senza mezzi termini mette da una parte il potere, i ricchi e la chiesa e dall'altra i pensanti poveri e diseredati ma liberi ,che purtroppo nella loro comunità sono troppo spesso in minoranza e quindi perdenti. E' la ragione contro l'oscurantismo che riesce a trascinare, anche con l'aiuto e con l'opera di una chiesa sempre a braccetto con il potere anche quello più bieco, chi dovrebbe esser per colloc [+]

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zarar domenica 4 gennaio 2015
qualche volta dormicchia anche ken loach Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

Non è uno dei migliori film di Ken Loach, anche se è interessante l’approccio indirizzato a mostrare il conflitto di classe che intreccia strettamente il conflitto religioso cattolico-protestante e quello nazionalistico. Chi non può dimenticare l’Irlanda di registi come Sheridan o Greengrass, o anche solo, per es., Philomena, per quanto riguarda il peso della Chiesa cattolica irlandese sui destini degli individui, non riesce ad emozionarsi per un film un tantino agiografico, con uno sfondo da cartolina nostalgica e parecchie concessioni al sentimentalismo. I temi su cui Loach è grande, a mio parere, perché li sente proprio nella pelle, non sono quelli storico-politici, ma le storie anonime di vita in cui l’individuo si misura nel quotidiano con il sistema capitalistico in una lotta tanto più titanica, quanto più oscura e inavvertita tra le pieghe della grande storia. [+]

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luigi chierico martedì 6 gennaio 2015
ricchezza e poverta' Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Protagonista principale di questo bel film è l’ Irlanda con i suoi colori, il verde dei suoi prati, la campagna accogliente con i suoI magnifici animali, cavalli e buoi. L’Irlanda lacerata nella prima metà del XX secolo da guerre d’indipendenza e civili, sommosse, scioperi, arresti e deportazioni, lotte religiose tra cattolicesimo e chiesa anglicana. Sono proprio tanti i film che hanno trattato l’argomento, tutti toccanti; per citarne solo qualcuno che mi torna a mente: Il campo, La moglie del soldato, Nel nome del padre ed infine Il vento che accarezzava l’erba, dello stesso regista Ken Loach. Alle belle scene offerte dal paesaggio irlandese si accompagna tanta bella musica, canto e ballo. [+]

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enrico danelli domenica 4 gennaio 2015
comunismo di propaganda Valutazione 2 stelle su cinque
60%
No
40%

Superficiale. Miope. I titoli di testa scorrono su immagini della crisi del '29 negli Stati Uniti, crisi che sembrerebbe la madre di tutti i mali (nel proseguio del film così si sentenzia).  La cattivissima chiesa cattolica ostacola in tutti i modi un onesto ragazzone irlandase che all'inzio ha il solo scopo di far ballare al calduccio i suoi compaesani e poi si scopre essere comunista e per giunta con l'immagine di un giovane Lenin appesa nel suo locale. I salti logici nel film sono moltissimi: uno su tutti. Il vero coinvolgimento politico del protagonista viene preceduto da una discussione molto approfondita dei suoi accoliti, discussione che si conclude per una astensione. [+]

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great steven domenica 13 ottobre 2019
prelati bigotti e liberi pionieri a confronto. Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

JIMMY'S HALL – UNA STORIA D'AMORE E LIBERTà (UK/FR/IRL/BELG/GIAP, 2014) di KEN LOACH. Con BARRY WARD, SIMONE KIRBY, ANDREW SCOTT, JIM NORTON, BRIAN F. O'BYRNE
Irlanda, 1932. Sullo scenario della Grande Depressione, va al governo il partito repubblicano di sinistra (Fianna Fáil). Jimmy Gralton, piccolo proprietario di idee socialiste fuggito a New York perché malvisto aspramente dalla destra durante la guerra civile del 1922, può tornare a casa. I nuovi giovani, per i quali è un eroe, gli chiedono di riaprire il capannone-balera dove organizzava feste da ballo, ma che costituiva anche una specie di scuola popolare con corsi di letteratura, pittura, pugilato e danze folkloristiche. [+]

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catcarlo mercoledì 21 gennaio 2015
jimmy's hall Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Assieme a ‘Pride’, il nuovo film di Ken Loach ha segnato un Natale caratterizzato dal racconto, ravvivato in ogni caso da britannico umorismo, di gloriose sconfitte, ma anche della necessità di combattere certe battaglie indipendentemente dal loro esito: sin dall’inizio ci sono pochi dubbi su quale sia il destino che attende la lotta di Jimmy Gralton contro i mulini a vento nell’Irlanda degli anni Trenta. Ritornato dagli Stati Uniti, egli trasforma una vecchia costruzione in punto d’incontro per la gente del suo piccolo paese natale: uno spazio in cui divertirsi, ma anche dove imparare visto che di sera si balla dopo che durante il giorno si è fatto scuola o magari si è discusso di politica in tutta libertà. [+]

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omero27 sabato 3 gennaio 2015
un ken loach vecchia/nuova maniera Valutazione 3 stelle su cinque
57%
No
43%

Ken Loach propone una dramma dolce ambientato nell'irlanda rurale degli anni '30. Loach abbandona , o quasi, i lirismi e l'intimismo dei sui ultimi film e torna agli inizi. Un ritorno alle origini, quasi una riscoperta delle proprie radici culturali, personali, stilistiche. un bel film che consiglio a tutti ( credo che un pubblico maturo lo apprezzi moltissimo). Favolosi i primi 30 secondi del film, una fotografia della crisi americana del '29, un po' Fitzgerald e un po' De Sica.

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drumtaps domenica 28 dicembre 2014
un quadrifoglio di emozioni Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%

...come sempre Ken Loach è riuscito nella difficile operazione di far convivere il buon cinema a temi storici e sociali di alto spessore.
Bella l'ambientazione e pur nella linearità della costruzione non mancano momenti di forte emozione.
L'ennesimo centro di un regista lucido e appassionato.

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