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billiebissi
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martedì 24 settembre 2013
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film deludente
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Film deludente, il solito Ron Howard, metodico, scientifico, attento a tutto, tranne a metterci un pò di anima!!!
Il film non decolla mai, se non fosse per qualche effetto di fotografia e di sonoro....
A parte la trama conosciuta, ma questo si sa con queste storie realmente accadute, il film gioca tutto sul duello di bravura dello sceneggiatore e del montaggio.
bravi gli attori, deludente la regia, ottima fotografia.
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massi77
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martedì 24 settembre 2013
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bel film
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Bel racconto di un pezzo di storia della formula 1. Non mi ha emozionato come mi aspettavo, sembrano tante belle scene di storia messe insieme, manca continuita.
Le riprese delle corse e la fotografia mi sono piaciute la caratterizzazione dei personaggi pure.
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jonathanlivingstone
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lunedì 23 settembre 2013
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finalmente film sui motori senza scoppiati e nos
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Arrivato al cinema con scettica curiosità,devo ammettere di esserne uscito piacevolmente colpito. Ottima la regia "invecchiata" come solo Howard sa fare,bene gli effetti scenici e la dinamicità del film.Pur essendo cosi lungo non trova momenti di noia,e soprattutto riesce a mettere in luce la nobiltà e il carattere di due leggende di questo sport.Timidi ma meritati applausi alla fine della proiezione del film,la dicono lunga sull' appeal che lo stesso ha sviluppato in sala:capitano molto raramente al cinema.Questa volta è capitato.voto ottimo
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jacopo b98
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lunedì 23 settembre 2013
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ron howard fa risorgere il kolossal classico
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Amicizia, rivalità e vicende varie legate ai due piloti di Formula 1 James Hunt (1947-1993, Hemsworth), inglese ubriacone, che conduceva una vita sregolata, e Niki Lauda (Brühl), tedesco, metodico ed intelligente. Al culmine della stagione 1976, Lauda ha un incidente terrificante ed esce sfigurato dalla macchina in fiamme. Questo cambierà qualcosa. È la storia di due “ripudiati” quella al centro di questo film di Howard, uno dei migliori della sua carriera. Infatti Lauda fu cacciato dalla famiglia poiché non era degno di appartenervi, stessa cosa pressoché per Hunt. È una storia di rispetto, di rivalità, di eccessi e violenze.
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Amicizia, rivalità e vicende varie legate ai due piloti di Formula 1 James Hunt (1947-1993, Hemsworth), inglese ubriacone, che conduceva una vita sregolata, e Niki Lauda (Brühl), tedesco, metodico ed intelligente. Al culmine della stagione 1976, Lauda ha un incidente terrificante ed esce sfigurato dalla macchina in fiamme. Questo cambierà qualcosa. È la storia di due “ripudiati” quella al centro di questo film di Howard, uno dei migliori della sua carriera. Infatti Lauda fu cacciato dalla famiglia poiché non era degno di appartenervi, stessa cosa pressoché per Hunt. È una storia di rispetto, di rivalità, di eccessi e violenze. Ma soprattutto di sport. Ed è questo che è Rush: sport puro al 100%. Riporta infatti in piedi il grande kolossal classico hollywoodiano, in cui lo spettatore deve necessariamente schierarsi, partecipare al film, tifare Lauda o Hunt, due visioni diverse del mondo. Una di uno sregolato rocchettaro inglese, l’altra di un metodico sportivo. Ed è qui il fulcro e la grande potenza del film. Oltre a questo Howard e il suo sceneggiatore Peter Morgan vanno a fondo su temi importanti: cosa vuol dire vincere? Quanto vale una vita? Ha senso rischiarla tutti i giorni gareggiando? Ecc. ecc. Dopodiché non c’è molto altro da dire: le scene delle gare, com’era prevedibile, sono tremendamente spettacolari e le musiche di Hans Zimmer valorizzano ogni singola inquadratura. Howard fa cinema sentimentale, ma non sentimentalista e non si abbandona mai al classico sentimentalismo e buonismo hollywoodiano. Onore al merito. Per finire non si possono non citare almeno i due protagonisti, bravissimi entrambi, spinti sulla giusta strada da regista.
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shiningeyes
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lunedì 23 settembre 2013
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bravissimo ron!
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Ron Howard ha dichiarato che prima di girare “Rush” non si era mai interessato minimamente al mondo della Formula 1. E' il caso di dire che il film sia fatto male o che offra una visione distorta di quel mondo? Niente di tutto questo.
“Rush” è girato con una perizia tecnica e una scioltezza da far sembrare il vecchio Ron un esperto del settore, ma non si parla solo di un film semplicemente girato bene, comunque.
Il film è un collant di emozioni forti intrise dalla bellissima storia della rivalità dei piloti James Hunt e Niki Lauda; uomini, eroi e sportivi con due caratteri opposti: il primo, don giovanni, festaiolo e folle sulla macchina da corsa, il secondo, serio, professionale e ligio alle regole.
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Ron Howard ha dichiarato che prima di girare “Rush” non si era mai interessato minimamente al mondo della Formula 1. E' il caso di dire che il film sia fatto male o che offra una visione distorta di quel mondo? Niente di tutto questo.
“Rush” è girato con una perizia tecnica e una scioltezza da far sembrare il vecchio Ron un esperto del settore, ma non si parla solo di un film semplicemente girato bene, comunque.
Il film è un collant di emozioni forti intrise dalla bellissima storia della rivalità dei piloti James Hunt e Niki Lauda; uomini, eroi e sportivi con due caratteri opposti: il primo, don giovanni, festaiolo e folle sulla macchina da corsa, il secondo, serio, professionale e ligio alle regole.
Le premesse per un bel film ci stanno già, dato che il sapiente Ron, sa come articolare le emozioni dei suoi protagonisti e come definirle psicologicamente, e la buona sceneggiatura di Morgan gli facilita le cose.
Ma il pezzo forte rimane comunque la regia: Howard ci trasporta praticamente nelle monoposto ultra veloci e nel nascente ambiente glamour che stava circondando la Formula 1 degli anni 70, il tutto condito dalle fenomenali sequenze delle gare automobilistiche, riprese talmente bene da farti sentire il cuore in gola nei momenti più pericolosi che passa un pilota durante la corsa nella sua macchina, tra incidenti e una non indifferente percentuale di rischio di morte.
Piccola menzione sul sonoro e sul montaggio sonoro che rendono i suoni dei motori veramente realistici - e fidatevi da uno che la Formula 1 la seguiva parecchio, ma ora non più – e, non dimentichiamoci del favoloso montaggio che intervalla il punto di vista del pilota con quello della macchina con le inquadrature su come pompano i cavalli.
Tutto bello, l'unica cosa che manca è un attore che offra emozioni dal punto di vista recitativo nel ruolo di James Hunt, perché Hemsworth non ha nulla da offrire in fatto di sentimenti: pessimo e fin troppo statuario; ottima sorpresa Daniel Bhrul, riesce a centrare perfettamente le caratteristiche di un campione come Niki Lauda (odore di nomination agli Awards).
Insomma, “Rush” è un gran bel film che dovrebbe strappare numerose statuette in varie manifestazioni, ma più che altro è un film bello, da farti drizzare i peli e da farti venire vari groppi in gola dalle emozioni che ti provoca. Quando vi siederete guardando questo film vi sembrerà di sedervi in una Ferrari o Mclaren. Garantito.
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fedson
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lunedì 23 settembre 2013
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ron howard in corsa per gli oscar!
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L'inglese james Hunt e l'austriaco Niki Lauda sono due esperti piloti automobilistici. Uno è lo spaccone di turno, materiale, egoista, donnaiolo, nonché la star dei suoi successi che si gode; l'altro è matematico, inamovibile nella sua quadrata ideologia, metodico ed introverso. La loro diversità verrà messa a dura prova in una dura stagione di Formula 1 trasformandosi in una valida rivalità che li renderà leggenda. Era dai tempi di A Beautiful Mind che Ron Howard non mostrava un film seriamente all'altezza del suo nome e del suo immenso talento, qui insindacabilmente riconosciuti. Il regista sperimenta una regia assolutamente dinamica, studiata, in perfetta armonia con la spettacolare fotografia che pervade le lunghissime e pericolose piste nei quali i due piloti gareggeranno all'ultimo sangue per il titolo mondiale.
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L'inglese james Hunt e l'austriaco Niki Lauda sono due esperti piloti automobilistici. Uno è lo spaccone di turno, materiale, egoista, donnaiolo, nonché la star dei suoi successi che si gode; l'altro è matematico, inamovibile nella sua quadrata ideologia, metodico ed introverso. La loro diversità verrà messa a dura prova in una dura stagione di Formula 1 trasformandosi in una valida rivalità che li renderà leggenda. Era dai tempi di A Beautiful Mind che Ron Howard non mostrava un film seriamente all'altezza del suo nome e del suo immenso talento, qui insindacabilmente riconosciuti. Il regista sperimenta una regia assolutamente dinamica, studiata, in perfetta armonia con la spettacolare fotografia che pervade le lunghissime e pericolose piste nei quali i due piloti gareggeranno all'ultimo sangue per il titolo mondiale. Ed è anche una regia, quella di Howard, che racconta, in modo intimo e realistico, la storia di queste due leggende della Formula 1, trascinandola con se fino al fatidico traguardo finale. Ron Howard parla chiaro, stavolta. Niente trucchi. Niente inganni. Niente riconoscimenti forzati a uno dei due piloti e niente fantasie per entrambi. Il film gode di un potere magnetico nell'intrattenere lo spettatore che sembra essere il motore di una Formula 1: una volta partito, non si può fermare. I sogni ci sono, ma non sono quelli americani e patriottici. Sono ambizioni e traguardi per i quali vale veramente la pena di lottare; gloria, soldi e successi non c'entrano nulla. Si parla di qualcosa di molto più grande. Qualcosa più forte della morte e al di là della paura. Si tratta di passioni, ambizioni, sogni in fondo così reali che quasi possiamo toccarli con la mano. Veri sogni di veri uomini che combattono per vere passioni. La pellicola riesce ad emanare, senza maschere o mezzi termini, una voglia di inseguire le passioni di questi due personaggi, così complessi ma così delicati, al punto che, noi spettatori, non possiamo fare a meno di tifare per entrambi. Il perché di tutto questo mare di emozioni ci viene mostrato da scene, sequenze, immagini e suoni che penetrano all'interno dei nostri occhi e delle nostre orecchie fino a raggiungerci nel profondo. Sono la nostra sensibilità e le emozioni il vero motore del film. E' un motore sempre attivo, irrefrenabile, carico di odio ma a tempo stesso di rispetto, di amicizia e di pura lealtà (vedi i due protagonisti), la cui macchina (il film stesso) sembra sfuggirci da un volante rappresentato dalle nostre più intime emozioni che non riescono a trattenersi di fronte all'estrema grandezza e umanità della pellicola. Con questo, Ron Howard firma un film sportivo dotato di una forte vena drammatica che riesce ad accattivarsi appassionati di Formula 1 e non, gareggianti e semplici spettatori, critica e pubblico che siano. Non ce n'è per nessuno, tranne che per James e Niki!
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lucarossi
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lunedì 23 settembre 2013
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un imperdibile capolavoro da oscar!
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Era un'ossessione ancor prima che andassi al cinema: la mitica rivalità tra James Hunt e Niki Lauda, due grandi campioni divisi dal modo di intendere lo sport, ma uniti da una competizione accesa e dai risvolti profondamente umani.
In genere cerco di sapere il meno possibile di un film prima di andarlo a vedere. In questo caso, sapevo già quasi tutto.
Sarei potuto andare incontro a una cocente delusione, ma è stato esattamente il contrario.
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Era un'ossessione ancor prima che andassi al cinema: la mitica rivalità tra James Hunt e Niki Lauda, due grandi campioni divisi dal modo di intendere lo sport, ma uniti da una competizione accesa e dai risvolti profondamente umani.
In genere cerco di sapere il meno possibile di un film prima di andarlo a vedere. In questo caso, sapevo già quasi tutto.
Sarei potuto andare incontro a una cocente delusione, ma è stato esattamente il contrario. Rush non solo mi è piaciuto, mi ha mandato in visibilio, ha scavato nelle mie emozioni, mi ha affascinato, sorpreso, mi ha attratto nella storia come poche altre pellicole.
James e Niki si conoscono in una delle formule minori, la Formula 3. James è un donnaiolo. Ama bere, fumare, godersi la vita. In pista, è talento puro.
Niki è più freddo, calcolatore, sa gestirsi molto bene, accetta una percentuale di rischio ben precisa prima di scendere in pista.
A quei tempi, correre in Formula 1 significava danzare con la morte. Morivano due piloti a stagione. James è affascinato dal pericolo e crede sia una delle ragioni della sua popolarità con le donne.
Di corsa in corsa, di macchina in macchina, i due giovani piloti arrivano nell'Olimpo delle corse automobilistiche, la Formula 1.
Quando Niki si ritrova in Ferrari e James in McLaren la competizione tra i due esplode. Sempre attenti l'uno alle mosse dall'altro, usano ogni mezzo per superarsi. Eppure, è impossibile non leggere il forte legame umano, il rispetto, la sportività cristallina che lega i due piloti. Si sfottono, ma si ammirano.
La storia del mondiale del '76 è nota ai più. L'incidente di Niki, l'incredibile ritorno in pista, la sfida finale...
James rimarrà legato ai propri piaceri, un tipico eroe di quegli anni, con tutte le nefaste conseguenze. Niki diventerà una leggenda dello sport, della Ferrari e della Formula 1.
Resta del film lo splendido rapporto umano tra i due, che, soprattutto oggi, dovrebbe insegnare agli pseudo sportivi che si scambiano invettive per novanta minuti da una curva all'altra quale sia il vero senso dello sport.
La regia di Ron Howard è impeccabile, attenta ai particolari, incalzante, con ritmi quasi perfetti. Le musiche di Hans Zimmer sono la giusta colonna sonora di un capolavoro da Oscar.
Recensione pubblicata originariamente su www.lucarossi369.com
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(di paolorol)
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(di deathproof97)
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arturo s
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lunedì 23 settembre 2013
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buono
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Sono andato a vederlo senza troppe aspettative ma ne sono rimasto soddisfatto.
Non è niente che rimmarrà nella storia della cinematografia, ma tre stelle le merite tutte, film semplice che scorre agile per tuti i 120 minuti. Howard resta alla larga da ambizioni più elevate e questo ha contribuito alla realizzazione di un buonissimo film di intrattenimento in cui tutte le compenenti sono presenti e sapientemente dosate.
Moltro bella la ricostruizione dell'epoca e ottima la scelta degli attori, sembrava di vedere i veri Hunt e Lauda.
Consigliato.
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enzo70
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lunedì 23 settembre 2013
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ron howard ricorda una grande sfide dello sport
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Ron Howard ripropone in veste cinematografica la leggendaria rivalità in pista tra Niki Lauda James Hunt. La pellicola è un inno, ma vero, al mondo della formula 1, fatto di tecnologia e follia, velocità e razionalità, uomini e denari. E Lauda e Hunt rappresentano i due lati di una stessa medaglia, genio e regolatezza, la norma contro la violazione della regola, ma, poi, alla fine, il rispetto tra due grandissimi campioni. Un film ben diretto da Howard e ancora meglio interpretato da Chris Hemsworth e Daniel Bruhl che rapresentano benissimo i caratteri dei due protagonisti. Al centro del film le storie vere, quelle di due straordinari piloti, dove l’incredibile forza di volontà è complementare con il talento.
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Ron Howard ripropone in veste cinematografica la leggendaria rivalità in pista tra Niki Lauda James Hunt. La pellicola è un inno, ma vero, al mondo della formula 1, fatto di tecnologia e follia, velocità e razionalità, uomini e denari. E Lauda e Hunt rappresentano i due lati di una stessa medaglia, genio e regolatezza, la norma contro la violazione della regola, ma, poi, alla fine, il rispetto tra due grandissimi campioni. Un film ben diretto da Howard e ancora meglio interpretato da Chris Hemsworth e Daniel Bruhl che rapresentano benissimo i caratteri dei due protagonisti. Al centro del film le storie vere, quelle di due straordinari piloti, dove l’incredibile forza di volontà è complementare con il talento. E, comunque, va dato atto al regista di aver ricordato sia a chi ha qualche anno in più che ai più giovani uno dei più incredibili periodi del’automobilismo. E poi le scene, i pistoni, che battono, il rumore assordante dei motori di Formula 1, dalle poltrone del cinema si sente l’odore bruciato degli pneumatici surriscaldati. Insomma, davvero un film riuscito e che consiglio di vedere non solo agli appassionati di motori.
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oliver barrett
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domenica 22 settembre 2013
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grande howard!
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Due riflessioni all'uscita del film. La prima. Ron Howard ormai sta al cinema come Ken Follett alla letteratura. In ogni film che gira riesce a farci immergere in quel mondo, come se fosse il SUO, creando un'atmosfera in cui si rimane senza fiatare come fosse una magia. Seconda. La favola della cicala e della formica a distanza di oltre duemila anni ancora attira e seduce, ieri i lettori, oggi gli spettatori, almeno a giudicare dal botteghino.
Qui ci troviamo nella storia recente, io ricordo molti dei personaggi, almeno per nome, e soprattutto ricordo il terribile incidente di Lauda, la sua faccia deformata dalle ustioni, la sua caparbietà e la sua straordinaria capacità alla guida delle Ferrari, l'unico che potesse dare del Tu al Drake.
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Due riflessioni all'uscita del film. La prima. Ron Howard ormai sta al cinema come Ken Follett alla letteratura. In ogni film che gira riesce a farci immergere in quel mondo, come se fosse il SUO, creando un'atmosfera in cui si rimane senza fiatare come fosse una magia. Seconda. La favola della cicala e della formica a distanza di oltre duemila anni ancora attira e seduce, ieri i lettori, oggi gli spettatori, almeno a giudicare dal botteghino.
Qui ci troviamo nella storia recente, io ricordo molti dei personaggi, almeno per nome, e soprattutto ricordo il terribile incidente di Lauda, la sua faccia deformata dalle ustioni, la sua caparbietà e la sua straordinaria capacità alla guida delle Ferrari, l'unico che potesse dare del Tu al Drake. Dall'altra parte l'inglese James Hunt, grande pilota, ma allergico a ogni disciplina e, lo dice Clay Regazzoni, con una dote "immortale". Come moderni cavalieri, si sfidano a singolar tenzoni in giro per il pianeta, fino all'epilogo, dove la formica, come sempre, ha l'ultima parola.
Bel film, girato senza risparmio, tutte macchine di Formula Uno di trenta anni fa, telecamere infilate nei motori e nei caschi e anche nelle anime dei protagonisti, perché alla fine, ed è questo un leit-motiv dei film di Howard, è sempre il fattore umano che decide tutto.
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