
Anno | 2011 |
Genere | Avventura |
Produzione | USA |
Durata | 73 minuti |
Regia di | Matthew Gordon |
Attori | Ryan H. Jackson, Casey Brown (III), William Ruffin, Joice Baldwin, Kyle Manning Patrick Rutherford, Mike Jones (IV), John Alex Nunnery. |
MYmonetro | 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 18 novembre 2011
Il regista Matthew Gordon racconta una commovente storia di formazione.
CONSIGLIATO SÌ
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Glen Allan, Mississippi. Il quattordicenne Robbie Hendrick vive con la nonna e il fratellastro Fess, piu' giovane di lui. La madre se ne e' andata da casa ma Robbie non ha smesso di sperare nel suo ritorno. Il suo comportamento a scuola non e' dei migliori e ha la fama di un ragayyo che ruba tanto che il preside gli propone di non punirlo per l'ennesimo tentativo di furto a patto che lui durante le vacanze scriva un lungo tema su un soggetto a piacere. Ma la vita di Robbie non è felice e il controllo degli assistenti sociali è stretto il ritorno del fratello maggiore, speranza dello sport ma studente non assiduo non cambia molto. Robbie cerca e ottiene un lavoro estivo ma presto dovrà compiere una scelta che gli provocherà sofferenza. Matthew Gordon al suo primo lungometraggio di finzione riesce a fare centro grazie a una sensibilità e a un senso della misura fuori dal comune. Il suo è cinema indipendente nel senso più completo del termine. Il cast è costituito interamente da non attori che vivono nella zona e le modalità di realizzazione hanno coinvolto, al di là dei ruoli attoriali l'intera popolazione. Ma ciò che offre al suo film una intensità straordinaria è lo sguardo con cui accompagna il suo giovane protagonista in un percorso in cui Robbie non smette di sperare. Per chi lo osserva dall'esterno non è altro che un giovane border line ma il modo in cui cerca di far crescere meglio di lui il piccolo Fess è commovente senza un'oncia di retorica. C'è una tenerezza profonda nel modo in cui si dichiara orgoglioso del fratellastro quasi volesse offrirgli quello che può di una sicurezza interiore che avrebbe dovuto arrivargli da un mondo adulto che gliel'ha negata. Il cinema ha bisogno di esordi come questo.