Manderlay

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Un film di Lars von Trier. Con Bryce Dallas Howard, Isaach De Bankolé, Willem Dafoe, Danny Glover, Chloë Sevigny.
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Drammatico, durata 139 min. - Danimarca 2005. - 01 Distribution uscita venerdì 28 ottobre 2005. MYMONETRO Manderlay * * * - - valutazione media: 3,46 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
staikòn martedì 16 febbraio 2016
un von trier più sociale e meno introspettivo? Valutazione 4 stelle su cinque
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Pur essendo il seguito di Dogville (capolavoro del regista danese del 2003), Manderlay apparentemente non sembra avere molto a che fare con il film precedente. E' vero, le scelte per la scenografia e la struttura narrativa (la storia è divisa in otto capitoli, con voce narrante esterna ed onnisciente) sono le stesse, ma i temi trattati sembrano separati. Persino Grace è diversa, e non solo nell'aspetto (Bryce Dallas Howard ha preso il posto di Nicole Kidman), ma anche e soprattutto nel comportamento. La timida Grace di Dogville lascia spazio ad una Grace più forte, più ferma, più determinata. Von Trier ragiona qui su un piano molto più politico e sociale, piuttosto che sull'animo umano, come di fatto accadeva nel primo film. [+]

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tarantinofan96 domenica 2 agosto 2015
usa: terra delle opportunità. Valutazione 5 stelle su cinque
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Manderlay, secondo capitolo della trilogia intitolata ‘America, terra delle opportunità’, è sicuramente un film più politico rispetto a Dogville e ragiona sui rapporti interni tra i cittadini di una società decostruita e successivamente riformata in base ai principi della democrazia, usando come pretesto il tema della schiavitù.

Lars Von Trier sembra quasi dirci che la schiavitù è necessaria per mantenere la stabilità all’interno di una società e può sembrare questo il messaggio per una buona parte del film, ma in realtà è molto più complesso e si rivela totalmente nella parte finale. [+]

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shiningeyes giovedì 29 agosto 2013
più polemico e meno intenso del precedente Valutazione 4 stelle su cinque
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Sequel di Dogville della trilogia “Usa – Terra delle opportunità”, dove stavolta si punta l'indice contro l'imposizione del modello democratico americano sui paesi che attacca ed ha attaccato (Iran Afghanistan, Viet Nam). Von Trier lo fa nella sua solita maniera originale riprendendo la svolta minimalista già vista a “Dogville” e, lo fa comparando gli Usa alla figura di Grace (interpretata da Bryce Dallas Howard), che decide di portare il modello democratico in una comunità di schiavi neri da lei liberata e che figurano come i paesi oppressi che l'America “aiuta”. La storia assomiglierà molto a quella di “Dogville”, cambia giusto la posizione di Grace, dove prima lei era una schiava qui lei sarà al comando, provando soprattutto ad esser una comandante più umana e con una bella messa in mostra di doveri morali che potrebbero apparire come le trite e ritrite giustificazioni americane di quando essi invadono un paese, per poi poterlo sfruttare. [+]

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luca scial� domenica 15 luglio 2012
teatro al cinema Valutazione 3 stelle su cinque
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Figlia di malavitoso latifondista, Grace giunge a Manderlay, uno dei tanti villaggi in cui ci sono neri che lavorano il cotone. La schiavitù è stata da poco abolita ma i neri non sono pronti a quella pseudo-libertà, così come la società stessa. Allora cercano tra tante difficoltà di imporsi delle regole e Grace usa i guanti di velluto con loro, sebbene spesso sia in grande difficolt.
Lars von Trier utilizza le stesse modalità adoperate in Dogville, portando il teatro al cinema. Film ambizioso, sofisticato, difficile da seguire per la sua lentezza, logorroicità e prosaicità. Affronta tematiche delicate come la democrazia e la schiavitù, che finoscono per fondersi e confondersi.

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molenga mercoledì 7 dicembre 2011
sweet home alabama Valutazione 4 stelle su cinque
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Secondo film della trilogia americana di Von trier, "Manderley" offre uno sguardo del filosofico e schietto regista sul tema della schiavittù e della comune natura umana: c'è il mito della caverna ma c'è hobbes in questa pellicola tanto ben recitata-un altro complimento alla Kidman per i film che scarta e quelli che accettta-che segna anche un miglioramento della regia rispetto a "dogville". Grace, fuggita con il padre e ui suoi scagnozzi da Dogville, si ritrova in una piantagione dell'Alabama dove gli schiavi vivono ancora com schiavi convinti che sia normale così: ma la schiavitù è stata abolita da 7 decenni, e grace si fa consegnare dal babbo alcuni uomini per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori di colore: subirà una lezione assai più educativa di quella della puntata precedente. [+]

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fedeleto lunedì 21 marzo 2011
la lunga strada da dogville a manderlay Valutazione 3 stelle su cinque
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No
67%

Dopo il capolavoro di Dogville,il regista LARS VON TRIER( europa,the kingdom,le onde del destino,dancer in the dark),continua il suo discorso di comunita' e civilta',proseguendo con Manderlay.La storia continua proprio dove era finito Dogville,ovvero,grace con il padre si ferma a manderlay e viene a conoscenza che lo schiavismo dei negri ancora predomina in questa cittadina.Motivata a cambiare la vita di questi uomini una volta morta la dittattrice provera' a portare la democrazia,solo che non tutto andra' come previsto, e le apparenze a volte ingannano.Von trier dirige un buon seguito,e la bryce dallas con i suoi lineamenti angelici non fa rimpiangere eccessivamente la differenza con la kidman(il paragone insistente non sarebbe nemmeno del tutto idoneo poiche' la dallas e' quasi esordiente),nonostante tutto la sceneggiatura e' buona e mette in risalto uno spaccato di vita americana,scende forse troppo nel provocatorio per certi aspetti(guarda la catalogazione degli schiavi)ma il suo scopo e' proprio quello opposto ovvero denunciare questo abuso che per anni ha provocato solo razzismo e abusivismo. [+]

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paride86 venerdì 15 gennaio 2010
non ottimo come dogville Valutazione 3 stelle su cinque
40%
No
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Dopo aver lasciato Dogville, Grace e suo padre approdano a Manderlay, dove, nonostante la schiavitù sia stata abolita da un pezzo, i neri continuano a lavorare per i padroni bianchi.
Lars Von Trier cerca di indagare e spiegare a modo suo le ragioni psicologiche del fenomeno della schiavitù, insistendo parecchio sulla parte debole, ovvero il servo nero. e mostra la compiacenza e la "vigliaccheria" contrapponendola alle buone intenzioni (e alle successive reazioni) di Grace, che puntualmente dovrà fare i conti con se stessa e con le sue convinzioni.
Questa volta Von Truer non raggiunge i fasti di "Dogville", forse per la storia in sé o magari perché ha alzato troppo il tiro. [+]

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eugenio martedì 12 gennaio 2010
lo schiavismo alla trier Valutazione 4 stelle su cinque
45%
No
55%

Manderlay, del regista danese (Von) Trier, presentato al Festival del cinema di Cannes, nel 2005, costituisce una pellicola volutamente provocatoria e assolutamente particolare. Secondo tempo del gia' tanto criticato Dogville con l'attrice Bryce Dallas Howard, subentrata all'australiana Kidman del primo per esigenze di copione, Manderlay, ambientato negli Stati Uniti, verso gli anni 30, traccia un tema difficile da narrare senza retoriche e crismi di fondo lo schiavismo. Grace, con il padre e la sua banda di gangster, dopo lo sterminio di un'intera comunità (neonati compresi) ha abbandonato Dogville, come ci dice la voce narrante del film, alla ricerca di un nuovo posto dove stabilirsi. Lungo il tragitto verso il sud degli Stati Uniti (sapientemente stilizzato dal regista mediante l'ausilio di una semplice cartina geografica ), la protagonista si imbatte in una comunità di abitanti di una piantagione di cotone, Manderlay appunto in Alabama. [+]

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silvia mercoledì 8 febbraio 2006
film per intenditori Valutazione 2 stelle su cinque
13%
No
87%

la curiosità ci ha spinto a noleggiare questo film. Ci è piaciuto l'ultimo quarto d'ora. L'abbiamo trovato lento e carico di un'atmosfera troppo surreale per far percepire sul serio la drammaticità degli eventi. non lo consiglierei

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marcello lunedì 2 gennaio 2006
non ce lo siamo filati molto da noi in italia Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
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questo film di lars von trier in italia e' passato inosservato..non se ne parlato proprio..lo penso adesso a 2mesi dalla data di usicta..non l'ha visto quasi nessuno..forse ci siamo dimenticati o stufati di lui..peccato dopo tutto quello che ci aveva regalato e dopo tutto quello che e' stato detto su du lui..essendo forse il regista che e' stato il piu' di tutti negli anni 90'..sono stato in 2stati esteri e il film e lanciato abbastanza bene..occasioni perse..chissa quando avremo ancora un regista cosi capace di film da 140minuti con la stessa liberta' e capacita' e radicalismo espressivo simile a quella del ancor giovane(cinematograficamente parlando) regista danese..5 stelle alla carriera

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