| Titolo originale | Meduzot |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Israele, Francia |
| Durata | 78 minuti |
| Regia di | Etgar Keret, Shira Geffen |
| Attori | Sarah Adler, Nikol Leidman, Gera Sandler, Noa Knoller, Ma-nenita De Latorre Zaharia Harifai, Ilanit Ben Yaakov, Tsipor Aizen. |
| Uscita | venerdì 16 novembre 2007 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | Sacher |
| MYmonetro | 3,54 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 25 febbraio 2020
In un allegro disordine ognuno cerca il suo posto, l'amore, l'oblio o il ricordo, perché così è la vita a Tel Aviv. In Italia al Box Office Meduse ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 156 mila euro e 33,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Tel-Aviv, oggi. Al suo matrimonio, mentre il marito e gli invitati sono occupati a divertirsi e si dimenticano temporaneamente di lei, Keren (Noa Knoller) si rompe una gamba e il gesso che ne consegue fa saltare la luna di miele ai Caraibi. Batya (Sarah Adler), invece, fa la cameriera al ricevimento di nozze e, la mattina successiva, incontra sulla spiaggia una strana bambina (Nikol Leidman) che sembra essere uscita dalle onde: tra le due nasce uno strano legame, che cambia la vita della ragazza in modo decisamente drastico. Anche Joy (Ma-nenita De Latorre) è, a suo modo, una cameriera: arriva in Israele dalle Filippine e tenta di non perdere i legami con la famiglia: il lavoro per una vecchia signora severa le scalda finalmente il cuore...
Poetico, tristemente dolce, malinconico eppure colorato: il primo film della coppia esordiente Keret-Geffen non può che commuovere e affascinare sin dalle prime inquadrature. L'attenzione per i particolari, i tagli di ripresa, la tavolozza pittorica e le sottili geometrie sono al contempo meticolosi e impressionanti: è impossibile non sorridere di gioia mentre si esplorano le vie artistiche di questa coppia di scrittori prestati (e, si spera, acquisiti) al cinema.
Mentre si susseguono momenti di vero genio, quali una cascata che si trasforma in quadro, o un mare che diviene mezzo di trasporto, viviamo la lirica del silenzio, che lascia spazio ai rumori quotidiani, bellissimi da riscoprire. E' così che gli occhi di una bambina venuta dal mare, insieme ai suoi sorrisi, risvegliano in noi immagini e ricordi ancestrali, cullati dalla colonna sonora, impalpabile ma sapientemente presente. Portati per mano dalla tragedia dell'impossibilità della comunicazione umana, che appare in tutto il suo sgomento, non possiamo che scorrere come un album di fotografie in movimento i quadri della storia, sempre viva, senza tempi morti e con ricorrenti citazioni, come uno specchio nello specchio.
Un libro che non sia un romanzo, ma soltanto una raccolta di racconti, può essere bellissimo,come ad esempio “L’amante fedele“di M. Bontempelli, premio Strega 1953,che costituisce fascino per la Lettura;chi può dimenticare Medina?. Così dicasi per questo delizioso e poetico film,vedendolo pare sfogliare le pagine di un libro illustrato,soffermarsi a guardare più che a leggere, e il girar pagina è la [...] Vai alla recensione »
Un "primo film" che viene da Israele, diretto da una coppia di artisti, Shira Geffen (anche sceneggiatrice) e Etgar Keret, premiato con la Caméra d'Or a Cannes. Vale assolutamente la pena vederlo: pur lontano dalle implicazioni geopolitiche con cui siamo soliti pensare quel paese, Meduse mette in scena personaggi che forse ci somigliano, di certo ci riguardano, con un tocco lieve ma ricco di senso. [...] Vai alla recensione »