| Titolo originale | The Curse |
| Anno | 1987 |
| Genere | Horror |
| Produzione | USA, Italia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | David Keith |
| Attori | Cooper Huckabee, Malcolm Danare, Claude Akins, Wil Wheaton, Amy Wheaton, John Schneider Kathleen Jordon Gregory, Malcolm De Nare. |
| MYmonetro | 1,91 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Un meteorite cade nei pressi di una fattoria, contaminando il terreno. Le conseguenze dell'inquinamento porteranno a una serie di mutazioni orrorifiche sugli abitanti del luogo.
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CONSIGLIATO NÌ
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Il giovane Zachary Hayes vive con la sorellina Alice e la madre Frances nella fattoria del patrigno, vessato dall'estremo bigottismo dell'uomo e dalle angherie del fratellastro obeso e deficiente, Cyrus. Una notte, durante una terribile tempesta, un meteorite si abbatte su campi degli Hayes, portando con sé delle mutazioni genetiche irreversibili per l'intera comunità del Tennessee. Oltre alla confusione causata dai primi sintomi, c'è di mezzo anche uno speculatore edilizio che vorrebbe i terreni degli Hayes.
Tratto dal racconto "The Colour Out of Space" del maestro dell'horror H.P. Lovecraft, questo film è tutt'altro che interessante. Piatto nella sceneggiatura e involontariamente comico, ben curato solo nelle riprese, è un classico filmaccio anni '80. Unica nota di spicco: la scena della mucca piena di schifezze e insetti vari che si colloca fra le scene splatter più rivoltanti della storia dei B-movie horror. Wil Wheaton (Stand by me - Ricordo di un'estate, 1986) è il vero fratello di Amy Wheaton, gradevole anche l'interpretazione Kathleen Jordon Gregory, la Morticia Addams di questa sbilenca fattoria.
B-movie splatter con un soggetto ideato sulla falsariga della classica fantascienza anni cinquanta tipo quella cult della invasione degli ultracorpi e di Fluido mortale con scene nauseanti da voltastomaco ed effetti speciali carnevaleschi o meglio da baraccone degli orrori basati su trucchi posticci ma efficaci. Un film di genere senza pretese artistiche, che oggi purtroppo fa pensare a cose reali [...] Vai alla recensione »