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elo
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venerdì 26 gennaio 2007
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scegiete di vedere questo film!
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Chi afferma che Trainspotting è un'apologia della droga non ha chiaramente capito niente nè del film nè del suo significato, che va sviscerato andando a fondo, senza fermarsi alla patina superficiale...questo film è una condanna allo stile di vita borghese, perbenista, uno schiaffo morale a tutti quei benpensanti che si trincerano dietro la loro immagine di perfetti cittadini e poi magari si drogano con droghe lecite e si macchiano di tutti i crimini peggiori, prima di tutti l' indifferenza nei confronti di chi soffre veramente, aspirando nella vita ad un televisore a schermo gigante, o a un conto in banca pieno di zero, dimenticando i sogni, le speranze, la poesia della vita. I quattro protagonisti vogliono fuggire dal solito, dalle lavatrici, dagli apriscatole elettrici, dai telequiz rimbambenti e ammazza-cervello, e dall'atmosfera asfissiante della Scozia, che come dice McGregor, non ha trovato "neanche una cultura decente da cui farsi colonizzare".
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Chi afferma che Trainspotting è un'apologia della droga non ha chiaramente capito niente nè del film nè del suo significato, che va sviscerato andando a fondo, senza fermarsi alla patina superficiale...questo film è una condanna allo stile di vita borghese, perbenista, uno schiaffo morale a tutti quei benpensanti che si trincerano dietro la loro immagine di perfetti cittadini e poi magari si drogano con droghe lecite e si macchiano di tutti i crimini peggiori, prima di tutti l' indifferenza nei confronti di chi soffre veramente, aspirando nella vita ad un televisore a schermo gigante, o a un conto in banca pieno di zero, dimenticando i sogni, le speranze, la poesia della vita. I quattro protagonisti vogliono fuggire dal solito, dalle lavatrici, dagli apriscatole elettrici, dai telequiz rimbambenti e ammazza-cervello, e dall'atmosfera asfissiante della Scozia, che come dice McGregor, non ha trovato "neanche una cultura decente da cui farsi colonizzare". Ma è una fuga inutile, perchè l'eroina, come il film vuol farci capire, non ci aiuta a sfuggire gli orrori della società buonista e salutista...anzi, uccide non solo il corpo, ma l'amicizia, l'amore, la stima per se stessi...e l'anima, facendo diventare proprio quel genere di persona da cui si cercava di sfuggire..un aspirante borghese perbenista, un robot, un automa. Trainspotting è un capolavoro, perchè descrive senza remore e senza inutili eufemismi quella che ormai è una realtà quotidiana di fronte alla quale non si può chiudere gli occhi senza far finta di niente, e perchè permette di capire che chi si droga non è l'ultima feccia della società, ma un essere umano, la cui sofferenza va capita e aiutata. E in qualche modo spinge a riflettere sul senso della vita, negandone le certezze.
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soad
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martedì 21 agosto 2007
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veramente un gran bel film
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Purtroppo sono pochi quelli che non hanno capito il vero messaggio del film,visto che ci sono state molte critiche perchè,è vero il film non da una propria e vera condanna alla tossico-dipendenza però non ne mostra neanche una bella immagine e secondo me l'immagine che mostra è reale,quel degrado in una scozia dimenticata da dio.Insomma il film rappresenta una situazione molto comune ai tempi di oggi solo per la prima volta vista dagli occhi di un tossico-dipendente.secondo me il film è veramente bello uno tra i miei preferiti perchè particolare e capace di stupire lo spettatore insomma qualcosa di mai visto prima.stupendo e geniale.
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merit
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martedì 12 giugno 2001
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reale
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Non sono un tossico.
Ma trainspotting è un capolavoro.Mostra la realtà della droga per quello che è,senza cadere nella "palla" de"I ragazzi dello zoo di berlino",ne nell'eccesso goliardico di "Paura e delirio a las vegas".E pura verità.
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mr pink
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venerdì 3 giugno 2005
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trainspotting:il capolavoro
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Cari utenti,
ciò che penalizza il capolavoro di Danny Boyle è il fatto che il pubblico non riesca a trovare un messaggio positivo in "Trainspotting". Comincio dicendo che il film andrebbe assolutamente visto anche solo per il monologo iniziale di Ewan McGregor che descrive il classico stereotipo americano|scozzese. Il film tratta la dipendenza dei protagonisti con leggerezza che però va interpretata in un certo modo. Il protagonista ha genitori che prendono le sue azioni con leggerezza e per distogliersi dalla crudezza della realtà quotidiana si abissa in un mondo fatto di siringhe ed eroina. Ciò è importantissimo per capire il messaggio. Trainspotting assomiglia molto al capolavoro del "genio", Arancia meccanica poiché hanno in comune il fatto che i giovani del presente e del futuro hanno bisogno di attenzioni.
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Cari utenti,
ciò che penalizza il capolavoro di Danny Boyle è il fatto che il pubblico non riesca a trovare un messaggio positivo in "Trainspotting". Comincio dicendo che il film andrebbe assolutamente visto anche solo per il monologo iniziale di Ewan McGregor che descrive il classico stereotipo americano|scozzese. Il film tratta la dipendenza dei protagonisti con leggerezza che però va interpretata in un certo modo. Il protagonista ha genitori che prendono le sue azioni con leggerezza e per distogliersi dalla crudezza della realtà quotidiana si abissa in un mondo fatto di siringhe ed eroina. Ciò è importantissimo per capire il messaggio. Trainspotting assomiglia molto al capolavoro del "genio", Arancia meccanica poiché hanno in comune il fatto che i giovani del presente e del futuro hanno bisogno di attenzioni. Il personaggio di Alex nel film di Kubrick viene preso alla leggera dai genitori e perciò ha bisogno di emergere dallo stereotipo con cui il mondo ha intenzione di guardarlo, comincia a picchiare a stuprare ecc...
Il messaggio di Trainspotting è che drogarsi è sbagliato. Il modo in cui il protagonista si disintossica definitivamente ci viene descritto come un'andata dall'inferno al paradiso accompagnato da strane visioni (vedi il bambino). E proprio il bambino ci mostra la crudezza delle azioni che persone in euforia possono provocare. La fine del film ci mostra che una via di fuga esiste... che tutto può essere sconfitto: la dipendenza dalla droga e persino l'abbraccio fraterno degli amici. Bisogna fare dei sacrifici come quello di tradire i propri amici: essi ostacolano il flusso bellissimo della vita, che non va buttata negli ospedali a soffrire, ma nelle strade per essere vissuta.
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f.a.
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lunedì 25 giugno 2007
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trainspotting
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Ciò che rende Trainspotting sicuramente un prodotto estremamente allettante risiede nel fatto che, nonostante il film si costruisca su quella che è una tematica di profondo degrado, il risultato nel complesso è semplicemente dinamico, incalzante, vivo. La bellezza di Trainspotting, probabilmente, risiede proprio in questo: catturare quella che è l'essenza, l'energia (seppur auto-distruttiva) nel suo complesso. Aldilà di banali considerazioni sulla tematica (narrativa), che per taluni giustificano eclusivamente il modello di critica discrimando tra bello o brutto, giusto o sbagliato trascurando forse ciò che rende magico il nastro di celluloide: esperienza di vita che nasce proprio talvolta dall'essere così lontano (o così vicino) al nostro quotidiano; in una parola diversità.
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Ciò che rende Trainspotting sicuramente un prodotto estremamente allettante risiede nel fatto che, nonostante il film si costruisca su quella che è una tematica di profondo degrado, il risultato nel complesso è semplicemente dinamico, incalzante, vivo. La bellezza di Trainspotting, probabilmente, risiede proprio in questo: catturare quella che è l'essenza, l'energia (seppur auto-distruttiva) nel suo complesso. Aldilà di banali considerazioni sulla tematica (narrativa), che per taluni giustificano eclusivamente il modello di critica discrimando tra bello o brutto, giusto o sbagliato trascurando forse ciò che rende magico il nastro di celluloide: esperienza di vita che nasce proprio talvolta dall'essere così lontano (o così vicino) al nostro quotidiano; in una parola diversità. Trainspotting appunto forse non è il racconto del omonimo romanzo di Irvine Welsh ma piu' che altro un sunto della sua energia. Ambientato sul finire degli anni ottanta ad Edimburgo il film di D. Boyle ci racconta le vicende di M. Renton ed il suo piccolo, squallido gruppetto di "amici" alla ricerca di un senso (o forse del non senso) della loro vita. Psichedelico, allucinatorio il film si snoda attraverso scelte stilistiche talvolta "posticcie", trash che amplificano sicuramente il senso d'atmosfera nera. Senza dignità Trainspotting è sicuramente un film duro, esplicito tra continue fughe da se stessi, dalle personali problematiche, dalla realtà.
Trainspotting, in una parola buttare via il tempo.
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peppino
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mercoledì 9 maggio 2007
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film didascalico
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sin dalle prime battute trainspotting si impone come un film fuori dalle righe. per un certo verso,paradossalmente, l'unica relazione individuabile con i generi conosciuti, è che è un film didascalico. nello svolgersi delle dinamiche rette da un filo conduttore politicamente scorretto e ameno da ogni eticità consuetudinaria, immerso in unn crogiuolo di tonalità verde acido in una fotografia ricercata e dandy, trainspotting sviluppa se stesso per mezzo della voce narrante di mark, antieroe suburbano di glasgow, cosciente della propria dipendenza da eroina, che ci illustra con un brutale e aliena lucidità il le peripezie, le cadute, gli slanci, gli ammacconi, le infamità, le bassezze, le relazioni, le emozioni, i sentimenti, che un giovane "tossico" disilluso e anche un pò introverso, vive nella sua quotidianeità, e il percorso che alla fine intraprenderà (percorso che in un certo senso è un po la sommatoria di etorogenei accidenti)altro non sarà che l'unico modo per sopravvivere.
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sin dalle prime battute trainspotting si impone come un film fuori dalle righe. per un certo verso,paradossalmente, l'unica relazione individuabile con i generi conosciuti, è che è un film didascalico. nello svolgersi delle dinamiche rette da un filo conduttore politicamente scorretto e ameno da ogni eticità consuetudinaria, immerso in unn crogiuolo di tonalità verde acido in una fotografia ricercata e dandy, trainspotting sviluppa se stesso per mezzo della voce narrante di mark, antieroe suburbano di glasgow, cosciente della propria dipendenza da eroina, che ci illustra con un brutale e aliena lucidità il le peripezie, le cadute, gli slanci, gli ammacconi, le infamità, le bassezze, le relazioni, le emozioni, i sentimenti, che un giovane "tossico" disilluso e anche un pò introverso, vive nella sua quotidianeità, e il percorso che alla fine intraprenderà (percorso che in un certo senso è un po la sommatoria di etorogenei accidenti)altro non sarà che l'unico modo per sopravvivere....almeno per mark. in compagnia di altri poersonaggi bizzarri e altamente caratterizati mark e company daranno anima e corpo ad un film, secondo la mia sensibiltà, a tratti geniale.
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[+] finalmente qualcuno che può parlare di cinema
(di woody86)
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xfile
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martedì 6 febbraio 2001
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analisi sociale
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A me non è sembrata affatto una apologia della droga, ma un' analisi della società, del fatto che spesso siamo abituati a drogarci in maniera lecita, come per es. fanno i genitori del protagonista, come fa chi si droga del tram tram quotidiano; poi i colori le riprese del film a me hanno dato l'impressione di una analisi e di una critica del nostro modo di vivere. Il film a volte sembra voler sfociare nell'esistenziale.
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bohemiã©n
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giovedì 21 luglio 2011
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un' endovena di realtà
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Credo, come alcuni qui su mymovies, che molte persone non abbiano davvero capito questo film, credendolo un'inno alla droga e alla vita sregolata (basta fare un giro su forum o gruppi FB per capire cosa intendo).
Trainspotting è uno di quei film che ti arrivano dritti allo stomaco, se trovi una qualche affinità con la linea di pensiero che accompagna tutte le vicende, dall'inizio alla fine.
E' un film che, universalmente, non può non colpire chi non ha scelto lo stile di vita imperante e per questo si sente un eterno outsider.
E' un film sulla sofferenza, sull'indifferenza delle persone, sui conflitti silenziosi tra genitori e figli, le finte amicizie, il modo di vivere superficiale che ormai impera e lascia un senso di vuoto immenso in chi non lo sente come suo.
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Credo, come alcuni qui su mymovies, che molte persone non abbiano davvero capito questo film, credendolo un'inno alla droga e alla vita sregolata (basta fare un giro su forum o gruppi FB per capire cosa intendo).
Trainspotting è uno di quei film che ti arrivano dritti allo stomaco, se trovi una qualche affinità con la linea di pensiero che accompagna tutte le vicende, dall'inizio alla fine.
E' un film che, universalmente, non può non colpire chi non ha scelto lo stile di vita imperante e per questo si sente un eterno outsider.
E' un film sulla sofferenza, sull'indifferenza delle persone, sui conflitti silenziosi tra genitori e figli, le finte amicizie, il modo di vivere superficiale che ormai impera e lascia un senso di vuoto immenso in chi non lo sente come suo. Un film degli anni novanta sempre attuale e per questo un vero capolavoro.
La droga, pur essendo il filo conduttore, è solo la via di fuga dei protagonisti, i quali, chi più chi meno, ne sono assolutamente consci. Per questo la vita da eroinomani è mostrata così com'è, priva di qualsiasi condanna moralistica. In realtà non ce n'è bisogno: il film propone Mark Renton come l'anti-eroe per eccellenza, eppure, si intravede in lui una personalità complessa, profonda e sensibile...troppo diversa per integrarsi nella società. La droga non è fine a se stessa ma un divertissement da un disagio esistenziale incompreso e spesso preso alla leggera. I protagonisti sono completamente soli di fronte ai loro problemi e non hanno alcun punto di riferimento. I genitori, quando ci sono, come nel caso di Mark, si comportano con preoccupazione per le cose di superficie (Mark si droga) senza andare molto oltre (ma PERCHE' si droga?), causando un senso di alienazione e solitudine senza via d'uscita.. La scena in cui portano Mark in braccio nella sua cameretta dopo l'overdose e la scena al bingo rendono bene l'idea dell'assenza di comunicazione e della distanza che c'è tra genitori e figli.
Ma dopo la discesa agli inferi e la disintossicazione, scegliere la vita sarà davvero la soluzione finale per Mark? Omologarsi, anche se consciamente....quanto può durare per una persona con una sensibilità così diversa?
Il lavoro di Boyle è davvero uno dei migliori sul senso della vita, un vero film "generazionale", e credo che molti dei nati tra fine '70 e inizi '80 non possano che amarlo e sentirlo proprio. Testimone il fatto che dopo 15 anni se ne continua a parlare.
Il libro ha un tono un po' diverso, più "corale" (compaiono molti più personaggi), meno grottesco ma più crudo. Credo che Boyle, nel film, abbia voluto sottolineare maggiormente l'aspetto di denuncia e di disagio. Nel libro è certamente presente, ma si perde un po' nei mille personaggi e nei mille fatti raccontati.
Un'ultima considerazione: Ewan McGregor in questa interpretazione è davvero eccezionale. Penso sia tra i suoi lavori migliori. (Ewan stesso ha dichiarato che Trainspotting è il film a cui è più legato).
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simona proietti
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giovedì 9 giugno 2011
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colonna sonora di un'overdose
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Questo film è una colonna sonora di un'overdose. Coglie assolutamente nel segno. Ebbene, mi ritrovo qui a scrivere la mia opinione su questo film, dopo 15 anni che è uscito, ma lo faccio con estremo rigore e vigore. Non ho problemi a confessare di aver avuto a che fare con la droga: per questo dico che le atmosfere ricreate dal regista Danny Boyle, sono ASSOLUTAMENTE azzeccatissime. Perfetta la scena in cui il protagonista in crisi di astinenza si ritrova nel suo letto e vede camminare sul soffitto il bambino morto della sua amica . In quella scena c'è tutta la disperazione ed il mondo di chi si fa: di chi è vittima di una crisi di astinenza. Era difficile saper riportare in immagini delle sensazioni fisiche e mentali.
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Questo film è una colonna sonora di un'overdose. Coglie assolutamente nel segno. Ebbene, mi ritrovo qui a scrivere la mia opinione su questo film, dopo 15 anni che è uscito, ma lo faccio con estremo rigore e vigore. Non ho problemi a confessare di aver avuto a che fare con la droga: per questo dico che le atmosfere ricreate dal regista Danny Boyle, sono ASSOLUTAMENTE azzeccatissime. Perfetta la scena in cui il protagonista in crisi di astinenza si ritrova nel suo letto e vede camminare sul soffitto il bambino morto della sua amica . In quella scena c'è tutta la disperazione ed il mondo di chi si fa: di chi è vittima di una crisi di astinenza. Era difficile saper riportare in immagini delle sensazioni fisiche e mentali. Ottima anche la scena in cui il protagonista viene raccolto in mezzo alla strada per essere buttato davanti ad un pronto soccorso, poichè vittima (questa volta) di una dose tagliata male, che rischiava di farlo passare a miglior vita. La dose di adrenalina che in ospedale gli salva la vita, diventa un simbolo per tutti i ragazzi che hanno tristemente avuto modo di vedere la morte da vicino. La colonna sonora è incredibile: ritmata, aggressiva, discotecara... come è l'esistenza di ogni tossicodipendente. Film immortale.
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barmario
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martedì 29 dicembre 2009
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ti sbatte in faccia cos'è l'eroina
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Film cult degli anni '90, ti sbatte in faccia cos'è davvero l'eroina attraverso la storia di alcuni amici in una Scozzia degradata, che quasi sembra non ti offra grosse alternative. Ognuno ha il suo carattere e con il medesimo si pone nei confronti della droga in modo diverso: dall'eroinomane più convinto, a quello consapevole e che si colpevolizza, a quello sportivo che finisce anch'egli per cadere nel giro per emulare i compagni, fino al recidivo che però alla fine ce l'ha fa ad uscirne.
Memorabili alcune scene, come la nuotata all'interno del wc, la visione del neonato appeso al soffitto che gira la testa all'interno, le lensuola piene di feci scagliate contro i suoceri. Crudezza ed ironia condite da una colonna sonora tipicamente anni '90, veloce e dura.
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Film cult degli anni '90, ti sbatte in faccia cos'è davvero l'eroina attraverso la storia di alcuni amici in una Scozzia degradata, che quasi sembra non ti offra grosse alternative. Ognuno ha il suo carattere e con il medesimo si pone nei confronti della droga in modo diverso: dall'eroinomane più convinto, a quello consapevole e che si colpevolizza, a quello sportivo che finisce anch'egli per cadere nel giro per emulare i compagni, fino al recidivo che però alla fine ce l'ha fa ad uscirne.
Memorabili alcune scene, come la nuotata all'interno del wc, la visione del neonato appeso al soffitto che gira la testa all'interno, le lensuola piene di feci scagliate contro i suoceri. Crudezza ed ironia condite da una colonna sonora tipicamente anni '90, veloce e dura.
Visto in età adolescenziale ti resta impresso anzichennò e forse ti fa passare anche la voglia di drogarti...
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