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rongiu
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sabato 4 settembre 2010
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un geniale affabulatore.
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Correva l’anno 1992 - Nel panorama cinematografico appare un nuovo regista ed un nuovo film.
Il regista si chiama Quentin Tarantino, il film è - Le iene - Cani da rapina "Reservoir Dogs."
Trama: Rapina, fuga in un deposito, dibattiti, litigi, conseguenze emotive, morte protagonisti. (tranne uno, forse).
Chi è Quentin Tarantino: Un geniale affabulatore. (s.m. abile narratore)
Cos’è Reservoir Dogs: Un film contro ogni arroganza intellettuale. Quando sei incazzato sul serio utilizzi gli strumenti che meglio conosci per farti sentire.
Quali sono i sintomi (dell’incazzatura): Un geniale affabulatore ti sorprende quando parla e manipola argomenti quali, razza, musica, religione, violenza.
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Correva l’anno 1992 - Nel panorama cinematografico appare un nuovo regista ed un nuovo film.
Il regista si chiama Quentin Tarantino, il film è - Le iene - Cani da rapina "Reservoir Dogs."
Trama: Rapina, fuga in un deposito, dibattiti, litigi, conseguenze emotive, morte protagonisti. (tranne uno, forse).
Chi è Quentin Tarantino: Un geniale affabulatore. (s.m. abile narratore)
Cos’è Reservoir Dogs: Un film contro ogni arroganza intellettuale. Quando sei incazzato sul serio utilizzi gli strumenti che meglio conosci per farti sentire.
Quali sono i sintomi (dell’incazzatura): Un geniale affabulatore ti sorprende quando parla e manipola argomenti quali, razza, musica, religione, violenza. Insomma i suoi personaggi davanti alle telecamere non perdono mai vivacità anche in situazioni estreme. Tutto è strutturato intorno ai dialoghi che sono sempre stimolanti. Tarantino ti scuote dal torpore.
Come ci riesce: Attraverso la macchina da presa, non lasciandoti via di scampo. Sei lì sotto tiro, sempre è comunque.
A cosa è paragonabile l’opera di Tarantino: Al giocattolo più famoso dell’artista Mamontow. La Matrioska.
In che senso: La Matrioska è un insieme di bambole, russe, in legno, di dimensioni diverse, piacevolmente colorate. Ogni pezzo può essere inserito in un altro e si divide in due parti. I pezzi al loro interno non sono pieni, ma vuoti. Solo l’ultimo, il più piccolo, che prende il nome di “seme” è pieno. Il pezzo più grande si chiama “madre”. La matrioska, rappresenta una figura contadina, materna e generosa come lo può essere la terra. La mente creativa di Tarantino è generosa come lo è una matrioska.
Hai un messaggio per Mr. Tarantino? Si, benvenuto in Italia. Venezia è bella. Un sodalizio con Carlo Verdone porterebbe un Oscar in Italia.
Un esempio di narrazione fantasiosa (affabulazione)
Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per favore!»
One day a blind man was sitting on the slope of a sidewalk with a cap at his feet and a piece of cardboard with this written on it: “I am blind. Help me please.”
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello.
An advertising professional who was passing by stopped and noted that there were only a few cents in the hat.
Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
He bent and put in some money, then without asking the blind man’s permission took the cardboard, turned it, and wrote another phrase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
In the afternoon, the ad man passed by the blind man again and noted that his cap was full of coins and paper money.
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
The blind man recognized the step of the man and asked him if he was the one who had written on the piece of cardboard and, above all, what he had written.
Il pubblicitario rispose: Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo.
The ad man replied: Nothing that isn’t true. I simply rewrote your phrase in another way.
Sorrise e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: «Oggi è primavera e io non posso vederla».
He smiled and left. The blind man never knew that on the piece of cardboard was written: “Today is spring, and I can not see it.”
Morale: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.
Moral: Change your strategy when things aren’t going very well, and you will see that they then will go better.
Good Ciak!
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pier lorenzo pisano
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venerdì 1 aprile 2011
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una grande prima prova, cinica e violenta
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Il primo lungometraggio di Tarantino presenta molte tematiche che ritorneranno sempre: la violenza (qui ancora realistica e non ridicola, la formidabile sceneggiatura dai dialoghi ironici e sferzanti, un’esasperato citazionismo e in particolare un grosso debito col cinema orientale(al quale attinge pesantemente, basti pensare a “City on Fire”).
La vicenda tratta essenzialmente di una rapina andata male, per colpa di un infiltrato: ma l’attenzione è posta sui dialoghi e le differenti psicologie dei personaggi; la scena della rapina non verrà mai rappresentata sullo schermo, mentre attraverso vari flashback conosceremo gradualmente i retroscena e dettagli sui rapinatori.
La sequenza iniziale sintetizza l’essenza stessa del film: un gruppo di persone in un caffè, discutono di musica e di altri argomenti generici.
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Il primo lungometraggio di Tarantino presenta molte tematiche che ritorneranno sempre: la violenza (qui ancora realistica e non ridicola, la formidabile sceneggiatura dai dialoghi ironici e sferzanti, un’esasperato citazionismo e in particolare un grosso debito col cinema orientale(al quale attinge pesantemente, basti pensare a “City on Fire”).
La vicenda tratta essenzialmente di una rapina andata male, per colpa di un infiltrato: ma l’attenzione è posta sui dialoghi e le differenti psicologie dei personaggi; la scena della rapina non verrà mai rappresentata sullo schermo, mentre attraverso vari flashback conosceremo gradualmente i retroscena e dettagli sui rapinatori.
La sequenza iniziale sintetizza l’essenza stessa del film: un gruppo di persone in un caffè, discutono di musica e di altri argomenti generici. Questa scena è completamente slegata dal resto del film ed ha due funzioni: ci mostra i personaggi rilassati, a loro agio, scherzosi e crea nello spettatore empatia per loro (che sarebbe stato difficile creare mostrandoli come assassini spietati); in secondo luogo lancia alcuni indizi su ognuno attraverso i loro discorsi: i personaggi sono i loro dialoghi.
Mr. White(Harvey Keitel) è “anziano” rispetto agli altri e accomodante, ma sa farsi rispettare; Mr. Pink(Steve Buscemi) col suo discorso sulle mance appare anticonformista, cinico, materialista e calcolatore; Mr. Blonde(Michael Madsen) è taciturno, e l’unica battuta che dice è:“vuoi che spari a questo stronzo?”, che pur se detta in un contesto scherzoso esprime la sua violenza; Eddie "il bello" Cabot(Chris Penn) sembra amichevole, ma si distingue dagli altri: è lui che raccoglie le mance, si trova evidentemente in una situazione di superiorità, ed infatti è il figlio del boss; Joe Cabot(Lawrence Tierney) è il capo indiscusso, piu anziano di Mr. White, paga per gli altri e ignora le resistenze di Mr. Pink nel lasciare una mancia; Mr. Orange(Tim Roth) parla solo quando Joe chiederà chi non ha messo la mancia: fa la spia, ed infatti sarà lui a tradire.
È importante sottolineare come nulla faccia presagire che questi uomini siano dei criminali. Assistiamo solo ad una scena tranquilla in un bar.
Subito dopo questa lunga sequenza, il ritmo del film cambia drasticamente e davanti a noi c’è un uomo urlante in un lago di sangue, un irriconoscibile Mr. Orange(se confrontato alla persona vista nel bar) con Mr. White alla guida. Lo spettatore è catapultato nell’azione, senza nessuna idea su cosa stia succedendo, (sebbene inizialmente la sceneggiatura di Tarantino dopo la scena del bar prevedesse una didascalia “uno di questi uomini è un poliziotto. E prima della fine, saranno tutti morti tranne uno”).
A parte alcuni interni e pochissimi esterni, tutto il film si svolge nell’hangar, punto di ritrovo a rapina ultimata; come in un dramma teatrale tutta l’azione e la tensione passa attraverso il parlato, mentre la violenza oltre che verbale è anche fisica: celebre la scena della tortura del poliziotto da parte di Mr. Blonde a ritmo di "Stuck in the Middle With You".
Una grande prima prova, cinica e violenta; il piccolo hangar che ospita i rapinatori è una metafora del mondo fuori controllo in cui viviamo, dove la follia può presentarsi in ogni momento, nessuno è davvero in grado di conoscere gli altri, non ci si può fidare di nessuno ed anzi la fiducia paga pegno, non c’è nulla di pianificabile e l’imprevisto è all’ordine del giorno e tutti attendono impotenti il proprio destino.
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francesco manca
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domenica 10 febbraio 2008
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"la rivoluzione tarantiniana"
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Esattamente sedici anni fa, nel 1992, un nuovo talento visionario, ribelle e mai visto prima, sfornò uno dei film più controversi e criticati della storia del cinema. Il suo nome era Quentin Tarantino, divenuto oggi uno dei più importanti filmaker della New Hollywood.
Il suo primo lavoro dietro la macchina da presa, s’intitola appunto “Reservoir Dogs”, il cui titolo deriva da un miscuglio fra una termine francese (recevoir) e il titolo di un film di Sam Peckimpah (“Cane di paglia”), e cosa poteva venirne fuori da questa magica fusione di pura cinematografia e arte se non un Capolavoro ?
“Reservoir Dogs”, è un film volutamente “disordinato”, nel senso che la sceneggiatura, scritta dallo stesso Tarantino, raggruppa le scene secondo un ordine sparso, e quindi non cronologico, ed è forse questa la più significativa innovazione che ha rivoluzionato per sempre modo di fare cinema negli anni ’90, periodo in cui, se non ci fosse stato il mentore Tarantino, sarebbero stati ancora più grigi, bui e opachi di quanto non lo sono già stati.
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Esattamente sedici anni fa, nel 1992, un nuovo talento visionario, ribelle e mai visto prima, sfornò uno dei film più controversi e criticati della storia del cinema. Il suo nome era Quentin Tarantino, divenuto oggi uno dei più importanti filmaker della New Hollywood.
Il suo primo lavoro dietro la macchina da presa, s’intitola appunto “Reservoir Dogs”, il cui titolo deriva da un miscuglio fra una termine francese (recevoir) e il titolo di un film di Sam Peckimpah (“Cane di paglia”), e cosa poteva venirne fuori da questa magica fusione di pura cinematografia e arte se non un Capolavoro ?
“Reservoir Dogs”, è un film volutamente “disordinato”, nel senso che la sceneggiatura, scritta dallo stesso Tarantino, raggruppa le scene secondo un ordine sparso, e quindi non cronologico, ed è forse questa la più significativa innovazione che ha rivoluzionato per sempre modo di fare cinema negli anni ’90, periodo in cui, se non ci fosse stato il mentore Tarantino, sarebbero stati ancora più grigi, bui e opachi di quanto non lo sono già stati.
Un’altra interessante trovata di “Reservoir Dogs”, è quella di non voler far conoscere allo spettatore i veri nomi dei protagonisti della storia, che, essendo all’oscuro dell’identità di ognuno di loro, si chiamano usando nomi di colori: Harvey Keitel è “Mr. White, Tim Roth è “Mr. Orange”, Michael Madsen è “Mr. Blonde”, Steve Buscemi è “Mr. Pink”, Eddie Bunker è “Mr. Blue”, e lo stesso Quentin Tarantino, anche attore, è “Mr. Brown”. Ogni interprete di “Reservoir Dogs”, è divenuto immediatamente un mito, un cult, ognuno per un motivo diverso: Keitel, per la sua attitudine al comando e per la sua straordinaria capacità di saper prendere decisioni compromettenti, Roth, per la sua tenacia, per la sua forza, per la sua bravura che ha dimostrato interpretando un ruolo difficile, che gli frutterà negli anni a seguire, diverse collaborazione con Tarantino, Madsen per la sua sadicità e per il suo modo di fare molto calmo e accurato, e lo dimostra la famosa scena del taglio dell’orecchio ai danni del poliziotto preso in ostaggio, e così via per tutti gli altri…
A gran parte della critica, americana e non, “Reservoir Dogs” non è proprio andato giù, perché, come ben sappiamo, la pellicola è considerata tutt’oggi, una delle più violente di forte impatto psicologico della storia, e questo “estenuante” uso di violenza, fece scalpore al Sundance Film Festival del ’92, e ciò ricevette sì diverse critiche assai negative, ma diede a maggior ragione una bella scossa all’industria cinematografica di quel periodo, che cominciava già a cimentarsi nella produzione di “Teen/Blockbuster Movie” scadenti, che, ahimè, oggi giorno, hanno letteralmente invaso le sale di tutto il mondo.
“Reservoir Dogs” ha quindi risvegliato tutte quelle bellezze da tempo lasciate in ombra, adottando per l’occasione una magnifica colonna sonora in perfetto stile anni ’70, e dando alla luce una nuova forma di dialoghi (i dialoghi non-sense), che sono divenuti in seguito una caratteristica di distinzione tra le opere di Tarantino e gli altri “popcorn-movie” made in Usa.
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kronos
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venerdì 13 agosto 2010
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ad oggi il miglior tarantino
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La fama è arrivata con 'Pulp Fiction', ma il vero capolavoro tarantiniano rimane l'esordio low budget. 'Le iene' è il miglior concentrato filmico della Quentin filosofia: denso, imprevedibile, feroce, grottesco, autoriale e citazionista pur mantenendo una personalità propria.
Gli stessi ingredienti verranno felicemente riproposti in (alcuni) film successivi, 'Inglorious Basterds' compreso, ma non con la stessa tensione e compattezza narrativa del primo film.
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weach
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giovedì 14 ottobre 2010
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cinema surreale e fenomeno di trasfigurazione
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Quando il sangue potrebbe divenire amore in virtù di una rappresentazione surreale .
Tesi diffusamente accettata dalla critica e dallo stesso autore; l'eccesso produce rigetto e trasformazione.
Lessi di Gian Luigi Rondi un termine che a me piacque subito che ho ttrovato subito appropriato per questo film: qui si attua "un fenomeno di trasfigurazione " .
Premetto di non essere grande estimatore del genere
“sanguinario violento oltre i limiti dell’ immaginabile” ma qui c'è dell'altro , molto di più.
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Quando il sangue potrebbe divenire amore in virtù di una rappresentazione surreale .
Tesi diffusamente accettata dalla critica e dallo stesso autore; l'eccesso produce rigetto e trasformazione.
Lessi di Gian Luigi Rondi un termine che a me piacque subito che ho ttrovato subito appropriato per questo film: qui si attua "un fenomeno di trasfigurazione " .
Premetto di non essere grande estimatore del genere
“sanguinario violento oltre i limiti dell’ immaginabile” ma qui c'è dell'altro , molto di più.
Sicuramente questo film è cult del genere citato insieme anche a “Pulp Fiction” ed a molti altri.
QuentinTarantino , regista italo americano, con questo film realizza il suo esordio cinematografico di successo traendo ispirazione dal film di 1958 di Stanley Kubrick.
Tarantino è autodidatta , intelligente , molto personale , grottesco nel descrivere la violenza ;negli eccessi dipinge un mondo reale , affatto fantasioso perché è colpito dal cinismo del mondo , dalla violenza e sente il dovere e la capacità di rappresentarli, con una “lente macroscopica”; quasi volesse con tali esagerazioni sollecitare attenzione e favorire l’espiazione di un umanità insensibile ,dispersa , avulsa dall’armonia.
Il nostro personale convincimento ci porta a stigmatizzare la duttilità della regia nel costruisce brillantemente una sceneggiatura libera da schemi rigidi, fluida, profondamente istintiva ed intuitiva, con spirito creativo senza mai negarsi tocchi di ironia e di humor macabro, nero.
Tarantino è spesso “osservatore distaccato “; altre volte invece fortemente partecipativo;
del resto la vita non è univoca e la mutevolezza è il "leit motiv" del tutto .
Tarantino dice di se poco ; ama rappresentare e tutti lo ascoltano perché il tema del sangue e della violenza è vincente e lui sostiene comunque che mettendo al “ centro la violenza” questa un giorno poterebbe non essere più nostra.
weach illuminati
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mario73
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domenica 24 aprile 2011
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il folgorante esordio
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Nell'anno 1992, all'età di 29 anni, Quentin Tarantino, ex commesso di un videonoleggio, onnivoro di cinema, sforna un autentico capolavoro, in Italia passato assolutamente inosservato finanche nella seconda distribuzione (avvenuta successivamente all'uscita di "Pulp Fiction", sull'onda del successo di quest'ultima pellicola).
"Le Iene" è diventato poi, direi per fortuna, con il passare del tempo, un cult-movie. Meritandoselo.
Dal folgorante incipit in cui i sei componenti della banda messa su dall'anziano boss -i sei non si conoscono tra di loro ed usano nomi fittizi- parlano in una tavola calda, prima della rapina, del significato di "Like a vergin" di Madonna e di mance alle cameriere, si passa al post-raipna, finita in un massacro, con due rapinatori uccisi, uno gravemente ferito e vittime anche tra poliziotti e passanti.
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Nell'anno 1992, all'età di 29 anni, Quentin Tarantino, ex commesso di un videonoleggio, onnivoro di cinema, sforna un autentico capolavoro, in Italia passato assolutamente inosservato finanche nella seconda distribuzione (avvenuta successivamente all'uscita di "Pulp Fiction", sull'onda del successo di quest'ultima pellicola).
"Le Iene" è diventato poi, direi per fortuna, con il passare del tempo, un cult-movie. Meritandoselo.
Dal folgorante incipit in cui i sei componenti della banda messa su dall'anziano boss -i sei non si conoscono tra di loro ed usano nomi fittizi- parlano in una tavola calda, prima della rapina, del significato di "Like a vergin" di Madonna e di mance alle cameriere, si passa al post-raipna, finita in un massacro, con due rapinatori uccisi, uno gravemente ferito e vittime anche tra poliziotti e passanti. Chi tra loro è l'infiltrato della Polizia?
La struttura composita del film, che già precorre quella "circolare" di "Pulp Fiction" è già una innovazione, ma ciò che colpisce in questo esordio è l'assoluta padronanza dell'autore il quale sembra scrivere e dirigere il film con un occhio a Scorsese e l'altro al Kubrick di "Rapina a mano armata". Contrappuntato da una colonna sonora anni '70 da urlo e segnato da scene in cui violenza ed ironia generano una miscela esplosiva ed esaltante (su tutte la quasi insostenibile scena della tortura del poliziotto da parte di Mr. Blonde). Impreziosito dalla presenza di Harvey Keitel -anche produttore- e infarcito di attori allora poco conosciuti (uno su tutti Tim Roth), il film, che al contrario dei successivi film di Tarantino, non vede la presenza di figure femminili, segna un modo nuovo di raccontare il gangster movie, concentrando l'azione all'interno di un luogo chiuso - il capannone dove era fissato l'appuntamento dopo la rapina -, facendo crescere la tensione riavvolgendo la storia su se stessa, instillando in chi guarda i dubbi dei protagonisti e facendo sopportare un'enorme carica di violenza in maniera naturale. Da applausi.
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alex41
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venerdì 11 febbraio 2011
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la rivoluzione del cinema
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Quentin Tarantino realizza il suo primo lungometraggio senza neanche accorgersi che ha già creato un cult, una vera e propria novità nel cinema: il regista infatti prende una classica storia dei ladri e di una spia nel gruppo (ispirata a "Rapina a mano armata" di Stanley Kubrick), e invece di annoiare lo spettatore con le solite sequenze della rapina andata male, mette gli attori su un unico palco, cioè il deposito. Viene fuori un film quasi teatrale con battute fenomenali, per di più la violenza in questo film è la ciliegina sulla torta: la tortura del poliziotto è già da antologia e Tarantino si merita di salire sul podio dei grandi registi degli ultimi anni. Grande film. Ottimi Keitel, Roth, Buscemi e Madsen.
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Quentin Tarantino realizza il suo primo lungometraggio senza neanche accorgersi che ha già creato un cult, una vera e propria novità nel cinema: il regista infatti prende una classica storia dei ladri e di una spia nel gruppo (ispirata a "Rapina a mano armata" di Stanley Kubrick), e invece di annoiare lo spettatore con le solite sequenze della rapina andata male, mette gli attori su un unico palco, cioè il deposito. Viene fuori un film quasi teatrale con battute fenomenali, per di più la violenza in questo film è la ciliegina sulla torta: la tortura del poliziotto è già da antologia e Tarantino si merita di salire sul podio dei grandi registi degli ultimi anni. Grande film. Ottimi Keitel, Roth, Buscemi e Madsen. W TARANTINO!!
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killbillvol2
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domenica 6 maggio 2012
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reservoir dogs
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Il primo e grandioso film di Quentin Tarantino è un thriller violento, che mostra la violenza più che suggerirla, ed (strano a dirsi) è anche per questo che nel tempo è diventato un cult del cinema contemporaneo, dove anche nelle scene più crude non è mai morboso. A tratti divertente, riesce a coinvolgere lo spettatore catapultandolo in un garage per quasi un'ora e mezza.
Sei sconosciuti sono stati riuniti per realizzare il colpo perfetto, ma questo va parecchio male (due di loro muoiono e uno rimane ferito). I quattro superstiti vanno nel garage dove tutti si sarebbero dovuti incontrare dopo la rapina, e capiscono che tra di loro c'è un'infiltrato della polizia.
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Il primo e grandioso film di Quentin Tarantino è un thriller violento, che mostra la violenza più che suggerirla, ed (strano a dirsi) è anche per questo che nel tempo è diventato un cult del cinema contemporaneo, dove anche nelle scene più crude non è mai morboso. A tratti divertente, riesce a coinvolgere lo spettatore catapultandolo in un garage per quasi un'ora e mezza.
Sei sconosciuti sono stati riuniti per realizzare il colpo perfetto, ma questo va parecchio male (due di loro muoiono e uno rimane ferito). I quattro superstiti vanno nel garage dove tutti si sarebbero dovuti incontrare dopo la rapina, e capiscono che tra di loro c'è un'infiltrato della polizia.
Più della metà del cast non sopravvive fino ai titoli di coda, ma, in fondo, non si prova rimpianto quasi per nessuno, in quanto praticamente tutti i personaggi sono persone violente o sadiche(Mr. Blonde), oppure oportuniste e deboli(Mr. Pink) e così via... In più vanta una realistica scena di tortura girata tutta con un bellissimo piano sequenza, senza stacchi, e di dialoghi volgari e al limite del grottesco, come la conversazione iniziale al bar, in cui i vari protagonisti cogetturano sul vero significato della canzone "Like a Vergin" di Madonna. E' anche la dimostrazione che con un budget irrisorio si può realizzare un gran film...
VOTO REALE: 3 E MEZZO.
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nicolò
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martedì 3 aprile 2007
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un esordio sorprendente
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Girato a basso costo, come ogni film indipendente che si rispetti - una categoria che va segnalata spesso per la presenza di nuovi autori che potrebbero diventare i cavalli di battaglia di Hollywood -, "Le Iene" segna il debutto da regista dell'italoamericano Quentin Tarantino, con all'attivo già due sceneggiature importanti, per "Una vita al massimo" di Tony Scott e "Natural Born Killers" di Oliver Stone, anche se quest'ultimo film utilizza il suo ottimo copione solo per il soggetto. Ambientato in un capannone e con un'idea di base che riprende il vecchio cinema noir - i protagonisti non si conoscono e, regolarmente, uno di loro è un infiltrato - è uno dei più crudi e surreali film degli anni '90, dove la violenza abbonda e spesso è esagerata, tendente all'accumulo, come nella lunga sequenza in cui Mr.
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Girato a basso costo, come ogni film indipendente che si rispetti - una categoria che va segnalata spesso per la presenza di nuovi autori che potrebbero diventare i cavalli di battaglia di Hollywood -, "Le Iene" segna il debutto da regista dell'italoamericano Quentin Tarantino, con all'attivo già due sceneggiature importanti, per "Una vita al massimo" di Tony Scott e "Natural Born Killers" di Oliver Stone, anche se quest'ultimo film utilizza il suo ottimo copione solo per il soggetto. Ambientato in un capannone e con un'idea di base che riprende il vecchio cinema noir - i protagonisti non si conoscono e, regolarmente, uno di loro è un infiltrato - è uno dei più crudi e surreali film degli anni '90, dove la violenza abbonda e spesso è esagerata, tendente all'accumulo, come nella lunga sequenza in cui Mr. Blonde (Michael Madsen), uno dei rapinatori, tortura atrocemente un poliziotto tagliandogli l'orecchio destro. Fortissima la colonna sonora, una compagnia di attori come non se ne vedeva una così da tantissimo tempo (sopra tutti Keitel, Roth, Buscemi e Madsen), un cameo importante come quello dello scrittore Edward Bunker e persino dello stesso Tarantino, come accadrà in "Pulp Fiction".
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the reservoir dude
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martedì 21 giugno 2011
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il debutto alla regia dell'andy warhol del cinema.
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Il cinema è un'arte. I registi sono artisti. Questo film è arte. Che si riallaccia ad un filone ben preciso: Pop Art. Si sente il peso di Andy qui. Tarantino ormai è un marchio di fabbrica. Ne "Le Iene" descrive il suo punto di vista dell'America e dei suoi abitanti. Rappresenta l'americano medio, non molto lontano da Homer Simpson. Ricco di citazioni e rimandi, "Reservoir Dogs" mostra la violenza, anzi la analizza. Senza dichiararsi a favore o contro essa. La sequenza cult della tortura, quella del taglio dell'orecchio del povero Marvin (nome porta-sfortuna), è profonda, perché nasce da pulsioni insite nello stomaco. Il torturatore ne ha bisogno, ma non lo ammette. Ha fame di violenza. E Tarantino analizza questa pulsione, mostrando come nasce, come si sviluppa e le sue conseguenze.
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Il cinema è un'arte. I registi sono artisti. Questo film è arte. Che si riallaccia ad un filone ben preciso: Pop Art. Si sente il peso di Andy qui. Tarantino ormai è un marchio di fabbrica. Ne "Le Iene" descrive il suo punto di vista dell'America e dei suoi abitanti. Rappresenta l'americano medio, non molto lontano da Homer Simpson. Ricco di citazioni e rimandi, "Reservoir Dogs" mostra la violenza, anzi la analizza. Senza dichiararsi a favore o contro essa. La sequenza cult della tortura, quella del taglio dell'orecchio del povero Marvin (nome porta-sfortuna), è profonda, perché nasce da pulsioni insite nello stomaco. Il torturatore ne ha bisogno, ma non lo ammette. Ha fame di violenza. E Tarantino analizza questa pulsione, mostrando come nasce, come si sviluppa e le sue conseguenze. Come da Lui affermato, il suo vero interesse sta nello sciogliersi della vicenda violenta: egli, Tarantino, afferma che la violenza è insita nell'uomo e non la si può scacciare (al limite possiamo assopirla). Le citazioni sono nei film di Scorsese (Casinò, Mean Streets) e Kubrick (The Killing). Ha vinto un'Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale. Memorabile la colonna sonora, accuratamente scelta dallo stesso Quentin. Indimenticabile il Mexican Standoff finale. Non ci sono sopravvisuti. Apparte uno molto fortunato. Geniale e ricorrente in quasi tutti i suoi film l'intreccio a pezzi. Spezza il tempo. WOW. Un motivo per vederlo? E' arte.
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