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Ai confini del paradiso
Un film di Fatih Akin.
Con Baki Davrak, Nursel Kase, Hanna Schygulla, Tuncel Kurtiz, Nurgül Yesilçay, Patrycia Ziolkowska
Titolo originale Yasamin kiyisinda.
Drammatico,
durata 122 min.
- Germania, Turchia 2007.
- Bim
uscita venerdì 9 novembre 2007.
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![]() Troppe coincidenze forzate in un film tematicamente interessante
Giancarlo Zappoli
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Nonostante la contrarietà del figlio Nejat, Ali, un anziano turco che vive a Brema, decide di vivere con Yeter, una prostituta anch'essa turca che fa il mestiere per aiutare negli studi la figlia Ayten che vive a Istanbul. Ali causa accidentalmente la morte di Yeter e Nejat, che le si era affezionato, lascia il suo lavoro di docente e si reca in Turchia per cercare Ayten. La quale invece, ricercata perché appartenente a un gruppo antigovernativo accusato di terrorismo, ha raggiunto la Germania. Qui trova la solidarietà e l'amore di una studentessa, Lotte, la quale la segue nel suo ritorno da prigioniera in patria dandosi da fare per liberarla. |
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
Un bel film di contenuto filosofico
lunedì 12 novembre 2007
di laulilla
il film esprime a mio avviso l'impossibilità di qualsiasi forma di progettazione razionale dell'esistenza da parte di ciascuno di noi, poiché la nostra vita è dominata dal caso, che si fa beffe delle nostre aspirazioni e dei nostri propositi, che non possono trovare attuazione mai, anche se sembrano vicinissimi a esserlo. Il paradiso non ci sarà per nessuno, né per chi ha creduto di costruirsi una vita tranquilla, né per chi ha sperato nella rivoluzione, né per chi ha creduto di aiutare un'amica. continua » |
Germania-turchia, biglietto di andata e ritorno
venerdì 16 novembre 2007
di Giommaria
Il metallo lucido di una pistola imprime un altro cambio di direzione, come un colpo di vento improvviso, ad una sceneggiatura che non lascia tranquillo neanche per un attimo lo spettatore. Che a questo punto si è già chiesto almeno altre tre volte se gli sia sfuggito qualcosa e cerca di sistemare le lancette di un orologio che Fatih Hakin gioca a spostare avanti e indietro. Non ci si lasci ingannare però, la trama socio-politica di una Turchia in bilico tra l’accettazione di un destino europeo continua » |
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DVD | Ai confini del paradisoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 marzo 2008
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INTERVISTE | Dopo La sposa turca il regista mette in scena il secondo capitolo della trilogia sull'amore, la morte e il male.La morte secondo fatih akin
mercoledì 7 novembre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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Cerchi di solitudine ai confini del caso
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Seduto sulla sabbia, rivolto al mare, Nejat (Baki Davrak) è in attesa del padre. Il vento si sta alzando, e presto la barca di Ali (Tuncel Kurtiz) si mostrerà da dietro il molo del piccolo porto di Trebisonda. Su questa immagine, pacificata e quieta, si chiude Ai confini del paradiso (Germania e Turchia, 2007, 122'). Auf der anderen Seite, così suona il titolo tedesco del film scritto e girato da Fatih Akin,nato ad Amburgo 34 anni fa da genitori turchi. E «dall'altra parte» o ancora meglio «sull'altro lato», su quello che manca ai loro cuori, cercano d'arrivare gli uomini e le donne di questa storia che corre fra Paesi lontani e lingue lontane (purtroppo, nel doppiaggio italiano va perso l'intrecciarsi di turco, tedesco e inglese dell'edizione originale). » |
«Ai confini del paradiso» c'è la Turchia
di Alberto Crespi L'Unità
E Fatih Akin, turco nato ad Amburgo, ha 34 anni. Tre anni fa ha vinto l'Orso d'oro di Berlino con La sposa turca. Quest'anno si è aggiudicato a Cannes un meritatissimo premio per la miglior sceneggiatura con Ai confini del paradiso, che esce oggi in Italia. È un giovane su cui il cinema europeo può contare. Sì, abbiamo scritto «europeo»: Akin è il vero artista turco moderno, simbolo di una Turchia divisa fra due continenti e costretta, volente o nolente, a confrontarsi con l'Europa. Ai confini del paradiso ha una trama complessa: inizia con il giovane Nejat che torna in Turchia dalla Germania, alla ricerca di una ragazza. » |
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Turchia-Germania per anime perse
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Due donne non giovani scandiscono Ai confini del paradiso di Fatih Akin, bel film del giovane regista turco-tedesco autore del premiato La sposa turca. Una bruna e una bionda, una turca e una tedesca, Nursil Kase e Hanna Schygulla, simboleggiano il rapporto complesso tra i loro due Paesi (ostile ma anche solidale, comunque necessario per l'intensità del flusso migratorio da Turchia a Germania). Una, prostituta per mantenere agli studi la figlia ragazza, accetta la proposta di un vedovo anziano: per uno stipendio equivalente ai propri guadagni, vive con lui e fa l'amore soltanto con lui. » |
Amori difficili e colpi bassi del destino
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Dopo La sposa turca, un altro bellissimo film (Ai confini del paradiso) di Fatih Akin che va alla ricerca delle proprie radici in una storia intrecciata e multiculturale che confina con le rabbie di Fassbinder e con uno sguardo sulla Istanbul di oggi dove sventolano le bandiere, come nei libri di Pamuk. E come in Babel, i percorsi sono paralleli: affetti che non si incrociano, amori difficili, cortei pericolosi, rimorsi e rancori svenduti anche post mortem. Alla base dell' aggiornato melò che viaggia sulla linea Amburgo-Istanbul, un vecchio che sposa una prostituta e per sbaglio la uccide, mentre il figlio di lui cerca invano la figlia della donna. » |
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