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Anplagghed al cinema
Un film di Rinaldo Gaspari.
Con Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Silvana Fallisi
Commedia,
durata 100 min.
- Italia 2006.
uscita venerdì 24 novembre 2006.
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![]() Trasposizione cinematografica di un grande successo teatrale del noto trio comico
Andrea Chirichelli
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Una coda al bancomat, una famiglia sfollata dopo una scossa sismica che ha semidistrutto la loro casa, un giro all’interno di una galleria d’arte, momenti della vita quotidiana che diventano spunti per la nascita di situazioni comiche, farsesche, paradossali, diventate da anni il marchio di fabbrica per uno dei gruppi comici italiani più longevi e di successo. Anplagghed al cinema è un esperimento rischioso e, tutto sommato, riuscito. Non imbrigliati dai tempi cinematografici e dalla necessità di scrivere un’unica storia che si dipani per novanta minuti, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano sul grande schermo proponendo la formula comica a loro più congeniale, composta da gag e sketch di media lunghezza, già presentati nell’ultima, lunghissima, tournée teatrale, che ha fatto segnare ovunque il tutto esaurito. Il risultato è uno show convincente e piacevole che, senza mai sfiorare (alleluja!) temi politici, riesce a divertire sfruttando la simpatia dei protagonisti, la loro innata fisicità e presenza scenica e la misurata follia delle situazioni proposte (fra tutte, spicca la visita alla galleria d’arte, venti minuti di ininterrotto sghignazzo). Alla fine della proiezione si sciolgono anche le residue riserve legate alla scelta del mezzo cinematografico rispetto a quello televisivo: se l’atmosfera di un teatro stracolmo di gente che ride di gusto resta irripetibile, la sala si rivela essere un ottimo surrogato anche per i fan che avessero già assistito allo spettacolo. |
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"anplagghed al cinema: senza lode e senza infamia"
lunedì 3 settembre 2007
di Francesco Manca
Senza lode e senza infamia. Semplicemente un discreto prodotto comico per tutta la famiglia da gustare tanto per farsi qualche risata. L'operazione commerciale è evidente, le battute talvolta scontate, la gag ripetitive, gli sketch monotoni. Una pellicola interpretata da 4 attori (Aldo, Giovanni, Giacomo e Silvana Fallisi) e diretta da "ben" 2 registi, che di pretese ne ha poche, o per meglio dire, le stesse degli anni precedenti: quelle di far divertire il pubblico, di far sorridere senza l'uso continua » |
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| Giacomo | |
| "Sono mago Marlino! Vuole vedere la bacchetta magica?" | |
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| Giovanni Storti e Giacomo Poretti | |
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Giacomo: Abbiamo fatto la revisione a questo motociclo? Giovanni: Certo! Giacomo: Non direi proprio, non c'è il bollino blu Giovanni: Non è mica una banana! |
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| Giovanni Storti e Aldo Baglio | |
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Giovanni: Trenta piani quanto sono in misura? Aldo: Eh... trenta piani sono cento foot Giovanni: E cento foot quanto sono più o meno? Aldo: Cento foot sono più o meno venti yard Giovanni: E in metri non si può misurare? |
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Altre frasi celebri del film Anplagghed al cinema
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Aldo-Giovanni-Giacomo non finiscono di stupire
di Alessandra Levantesi La Stampa
Anplagghed è una parola che non esiste, una storpiatura del verbo «to unplug» che significa «togliere la spina, staccare». In teatro lo spettacolo di Arturo Brachetti per Aldo, Giovanni e Giacomo ha visitato 22 piazze sull'arco di 120 repliche e attirato 280 mila spettatori. Rinaldo Gaspari ne ha realizzato, con più macchine e in varie repliche, la registrazione che esce ora come film in 600 copie, cifra mai prima azzardata nell'ambito del teatro filmato. Il labile spunto della gustosa antologia di sketches è una disavventura spaziale concepita come una parodia di Star Trek e con tanto di valzer viennese come nella vorticosa galassia di Kubrick. » |
Risate «Anplagghed», il film le smorza
di Dario Zonta L'Unità
Quanti cornici italiani che hanno fatto fortuna, nati sui palchi dei teatri, delle arene estive, del palasport, delle cantine sono poi confluiti al cinema nel tentativo di ripetere la stessa fortuna con un altro linguaggio? Primo fra tutti Benigni, ma si può pensare, andando indietro nel tempo, al gruppo della Smorfia (Massimo Troisi e Lello Arena), a Vincenzo Salemme e, giocoforza, al trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ora, sorvolando sulla riuscita della versione cinematografica di ruoli, personaggi, gag, corpi e facce della comicità «dal vivo», c'è stato sempre il tentativo almeno di usare il cinema in luogo del teatro. » |
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Non punge la satira sociale del Trio
di Maurizio Cabona Il Giornale
La satira politica dovrebbe colpire il potere, ma in Italia colpisce solo certo potere. L'attuale maggioranza ne va esente, per via del suo soft power (egemonia culturale, si diceva una volta). Morale: prima, talora, ci si divertiva, anche non condividendo; ora, sempre, ci si annoia, anche condividendo. Indecisi se rispettare il silenzio di colleghi - un tempo ciarlieri - davanti all'impopolarità dei governanti, cioè quando c'è più bisogno di satira; o parlare, urtando il conformismo dell'apparato dello spettacolo (tutte le tv incluse, anche se per ragioni diverse fra loro), gli idoli televisivi Aldo, Giovanni e Giacomo avevano preso la via del teatro con Anplagghed (pronuncia italiana di Unplugged, sconnesso, titolo a sua volta sconnesso dal contenuto dello spettacolo), per la regia di Arturo Brachetti. » |
di Valerio Guslandi Ciak
François (Daniel Auteuil, per la terza volta davanti alla macchina da presa di Leconte) è un mercante d'arte senza scrupoli. La sua agenda è piena di appuntamenti, ma a ben guardare tra le tante persone che deve incontrare non c'è neanche un amico. François non ha nessuno su cui contare, anche se lui sostiene il contrario. A farglielo notare è la sua socia (Julie Gayet) che in vena di provocazioni lancia una sfida: l'uomo ha solo dieci giorni per presentarle il suo migliore amico. In palio, un vaso greco da 200mila euro. » |
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