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A Beautiful Mind
Un film di Ron Howard.
Con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ed Harris, Paul Bettany, Christopher Plummer.
continua»
Biografico,
durata 140 min.
- Gran Bretagna 2001.
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![]() Ron Howard lavora con abilità sulle allucinazioni del protagonista Russell Crowe, che riesce a farci commuovere
Giancarlo Zappoli
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È proprio capace di tutto l’australiano Russell Crowe. E dicono che si è ormai collocato saldamente nella parte alta della top list delle star hollywoodiane per merito distinto. Perché l’ombroso attore con aspirazioni di musicista rock (sempre a Berlino è stato presentato il documentario Texas in cui si esibisce con la sua band come già fece a Sanremo) è in grado di interpretare i personaggi più diversi con grande abilità trasformistica infondendo loro quelle doti di umanità che sembrerebbero un po’ difettare al Russell divo. Che è passato dallo scardinatore di multinazionali del tabacco di The Insider al "generale che divenne schiavo" de Il gladiatore mostrando anche come fosse possibile sostenere un film medio come Rapimento e riscatto grazie a un’interpretazione volutamente sottotono che non poteva non ricordare il grande Bogart. |
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premi nomination |
Premio Oscar 4 5 |
Golden Globes 4 2 |
La schizofrenia è una cosa seria
mercoledì 12 novembre 2003
di Simone
Ho sentito da molti (anche gente raffinata) giudizi positivi per questo film che porterebbe finalmente e ufficialmente la schizofrenia sul grande schermo, facendo interagire il protagonista insieme allo spettatore con i personaggi frutto delle sue allucinazioni. Un mio strettissimo amico che è uscito da un lungo periodo di delirio si è invece sentito ferocemente preso per il culo. Questi disturbi sono cose serie, da non farci il film col matematico numero 1 che esce dalla malattia DA SOLO e con continua » |
Io eternamente sospeso tra ragione e sentimento.
martedì 23 ottobre 2007
di adolfo adamo
A Beautiful Mind,è un film che non ti stancheresti mai di vedere! Incubi,incertezze,paure,fobie,proiezioni del protagonista riescono totalmente a rappresentare un'immensa umanità.Non occorre fortunatamente essere un genio per intendere cosa si prova a vivere in sospensione fra due parti:ragione e sentimento in perenne conflitto.Ottimo film,scritto diretto e interpretato in modo magistrale.La scelta del cast è stata azzeccatissima.Sentimenti,frustazioni,sconfitte,azioni e re-azioni portano lo spettatore continua » |
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L'insostenibie leggerezza della mediocrità
martedì 2 aprile 2002
di Cuccussette
Si sa che un Americano per premiare un film ci deve trovare quelli che sono i suoi valori di bravo puritano: dio, patria, famglia e dollaro. Di conseguenza chi vuol vincersi l'oscar deve per forza esaltare questi elementi. Parlasse di amicizia, di rimpianto o di fuga verso un'utopia, non andrebbe. Ecco quindi un bel polpettone con tanto di colpo di scena copiato pari pari da "Sixth Sense". Stessa struttura narrativa. Ovvero: ci viene mostrata una realtà percepita dalla mente malata del protagonista, continua » |
Chi è contro questo film è una squamosa e farraginosa testa di cazzo
martedì 9 aprile 2002
di li megghiu muerti vuestri
Inutile dire che i critici di questo film sono una massa di imbecilli che non meritano l'esistenza( e sono pure democratico). Si, ne sono convinto, chi è contro questo film è senz'altro un essere inferiore come gli albanesi, i negri, gli ebrei, i curdi, i Vanzina e i De Sica( quell'affidaqto di merda).Sono in definitiva convinto che tutti i frequentatori di questo sito siano una massa di imbecilli8 perdigiorno culattoni raccomandati figli di papà buoni a nulla viziati di merda al cazzo smerendino. continua » |
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| Alicia (Jennifer Connelly) | |
| Ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile… | |
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| John Nash (Russell Crowe) | |
| Forse è bello avere una grande intelligenza ma il dono più importante è scoprire un grande cuore… | |
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| John Nash (Russell Crowe) | |
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Trovo che raffinare le mie interazioni al fine di renderle socialmente accettabili richieda un grande impegno. Ho la tendenza ad accellerare il flusso di informazioni, senza agire di parola. Spesso non ottengo un buon risultato. Alicia: prova con me. Va bene. Io ti trovo attraente, il tuo atteggiamento seduttivo indica che tu provi la stessa cosa eppure il rituale richiede che noi continuiamo con un certo numero di attività platoniche prima di fare sesso. Io sto procedendo con queste attività, ma quanto al fatto concreto, tutto ciò che voglio è avere un rapporto sessuale con te il prima possibile.... Adesso mi darai uno schiaffo... |
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Altre frasi celebri del film A Beautiful Mind
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DVD | A Beautiful MindUscita in DVD
Disponibile on line da sabato 1 luglio 2006
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GALLERY | Dopo Il Codice Da Vinci ritorna Robert Langdon.Le immagini del film angeli e demoni
giovedì 6 novembre 2008 - Marlen Vazzoler
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Può essere davvero poco invidiabile la vita di un genio. Specialmente quando il soggetto in questione risponde al nome di John Forbes Nash, premio Nobel per l’Economia nel 1994. Fama, onori, soldi: che cosa desiderare di più? Nel caso specifico, raccontato da Ron Howard in A Beautiful Mind, i dolori sono stati di gran lunga superiori ai piaceri derivanti dalla gloria. Perché Nash, interpretato da uno stupefacente (e commovente) Russell Crowe, ha dovuto affrontare nella sua vita la più dura della prove: la malattia mentale, che lo ha accompagnato fin dall’epoca degli studi universitari. » |
di Roberto Nepoti La Repubblica
Supercandidato agli Oscar, un dramma ispirato a fatti reali che racconta quarantasette anni della vita di John Forbes Nash jr., matematico di genio insignito del Nobel. Tra l'ingresso di John all'università di Princeton (1947) e la consegna del premio (1994), A Beautiful Mind racconta le gioie e i dolori di un uomo eccentrico, anticonformista, irriducibile a un concetto di "umanità" intesa come mera omologazione. Studiando le reazioni ormonali dei suoi compagni alla vista di una bella bionda, Nash formula una teoria che analizza i principi matematici della competizione, influenzando profondamente l'economia degli anni 50. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
È teso verso qualcosa di straordinario, il giovane John Nash (un Russell Crowe addirittura sorprendente). A quel sogno è pronto a sacrificare se stesso, il proprio stare nel mondo. D’altra parte - dice nel 1947 a Charles (Paul Bettany), il suo fantasmatico compagno di stanza a Princeton -, "la gente non mi ama molto, e io non amo molto la gente". Però, decenni più tardi, dopo una grandezza a lungo solo patita, dirà che dai sogni e dai fantasmi è opportuno prendere le distanze. In molti modi ci si può avvicinare al film di Ron Howard (sceneggiato da Akiva Goldsman sulla base di una biografia di Nash scritta da Sylvia Nasar). » |
di Piera Detassis Ciak
Una mente stupenda. E insieme dissociata, immaginifica, dissolta. Nella splendida biografia scritta da Sylvia Nasar ( Il genio dei numeri, Rizzoli) John Forbes Nash, il ricercatore matematico protagonista del film di Ron Howard viene descritto così: "Il suo aspetto fanciullesco e il suo comportamento adolescenziale gli valsero soprannomi come Li'l Abner e Professor Bambino. Le sue lezioni erano più prossime a libere associazioni di pensiero che vere esposizioni". La sua storia è eroica e drammatica, una gran bella storia, forse più bella del film stesso (e naturalmente, nella realtà, meno edulcorata ). » |
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