L'avventura

Un film di Michelangelo Antonioni. Con Gabriele Ferzetti, Monica Vitti, Lea Massari, Renzo Ricci, Dominique Blanchar.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 140 min. - Italia 1960. MYMONETRO L'avventura * * * * - valutazione media: 4,31 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,31/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * 1/2
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Gabriele Ferzetti Monica Vitti
Monica Vitti (85 anni) 3 Novembre 1931 Interpreta Claudia
Lea Massari
Lea Massari (84 anni) 30 Giugno 1933 Interpreta Anna
Renzo Ricci
Renzo Ricci 27 Settembre 1899 Interpreta Il padre di Anna
Dominique Blanchar
Dominique Blanchar (90 anni) 2 Giugno 1927 Interpreta Giulia
Dorothy De Poliolo
Dorothy De Poliolo   Interpreta Gloria Perkins
I protagonisti dell' Avventura sono sostanzialmente tre: Sandro (Ferzetti), architetto, Anna (Massari), ricca e viziata, legata a Sandro, e Cla...
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I protagonisti deL'Avventura sono sostanzialmente tre: Sandro (Ferzetti), architetto, Anna (Massari), ricca e viziata, legata a Sandro, e Claudia (Vitti), romantica e abbastanza per bene, e amica di Anna. Durante una crociera alle Eolie, Anna scompare. Tutto il gruppo di amici la cerca fra gli scogli e in mare, fino a notte. Nulla. La cosa è molto misteriosa, viene avvertita la polizia. Sandro e Anna decidono di cercarla per proprio conto. Arrivano in Sicilia e di paese in paese domandano di Anna. Ma continuano a non venire a capo di niente, la donna è come un fantasma imprendibile. Ritrovano i loro amici, tutti squinternati, senza morale, senza vocazioni, senza niente, solo con un po' di soldi: una del gruppo seduce un giovane artista nel suo studio, praticamente davanti agli occhi di Claudia. Nel frattempo qualcosa è nato fra Sandro e Anna: un sentimento indecifrabile e indefinibile, che comunque si consuma in un campo vicino a una ferrovia. Anna ne è abbastanza felice, ma anche impaurita: ha tradito la sua amica. Sandro, su un campanile, improvvisamente chiede a Claudia di sposarlo, poi si lamenta del proprio lavoro: lui, architetto che fa i calcoli per i progetti degli altri. Nella piazza di una chiesa rovescia di proposito un calamaio sul disegno di una giovane. Li ritroviamo in una piazzetta di Taormina, all'alba. Lui è seduto su una panchina, lei gli si avvicina e, faticosamente, lo accarezza. Questo film consacrò Antonioni a livello internazionale. Il regista aveva trovato un equilibrio esatto e suggestivo, fotografando paesaggi e sentimenti con pulizia e rigore e lasciando trasparire nelle possibilità di comportamento dei personaggi cose che potevano anche essere sconvolgenti. Niente era dipendente da una volontà, non c'erano onestà, coerenza, umanità, logica, speranza, al massimo poteva esserci convenzione. Sandro è tutto questo, capace di fare qualsiasi cosa, di prendere tutte le decisioni in quel momento. Non ha morale, non ha talento, non ha volontà, parla e non si fa capire, ascolta e non capisce. È solo educato, com'era, come continua ad essere la borghesia che interessa ad Antonioni. Nel precedente Il grido il regista si era assunto responsabilità minori, tutto era determinato dalla necessità e dal piccolo sentimento, quasi dalla biologia. Per questo L'avventura mantiene minore vedibilità rispetto al primo, che è un'opera d'arte totale e perfetta, anche se, appunto, di respiro più corto. Certo, c'è sempre il gesto finale di Claudia, che può essere un richiamo di tenerezza e di speranza. Il film ebbe un clamoroso successo a Cannes (1960) anche se non vinse la Palma: è ormai tradizione consolidata che il film migliore non vinca la Palma ma ottenga premi speciali della critica. I temi deL'Avventura, distruttivi e senza speranza, indussero la magistratura a sequestrare il film per oscenità e offesa al pudore. Del resto l'incomprensione fa parte della liturgia del mito. Da secoli.

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Premi e nomination L'avventura MYmovies
L'avventura recensione dal dizionario Farinotti
Premi e nomination L'avventura

premi
nomination
Nastri d'Argento
1
1
Festival di Cannes
1
0
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Troppo ambizioso

giovedì 15 luglio 2010 di dario

La sceneggiatura non è all'altezza della situazione, costringe gli attori a recitare come belle statuine. Frasi oracolari, preziosismi letterari a go-go, presunzioni intellettuali insopportabili, regia estremamente ed inutilmente ambiziosa: non sviluppa un bel niente, sta sui suoi compiacimenti calligrafici e gode un mondo a creare enigmi chissà quanto preziosi. Il mistero non è certo nella vicenda, ma nell'ostinazione con cui viene perseguito il nulla facendolo passare continua »

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Ecco il cinema "difficile" di antonioni

venerdì 30 luglio 2010 di annalinagrasso

Il regista dell’incomunicabilità abbandona il proletariato de “Il grido”per descrivere il disagio esistenziale, il malessere, l’instabilità dei sentimenti nell’ambiente borghese(sono rinscontrabili degli elementi del cinema di Bunuel, “Il fascino discreto della borghesia”) attraverso il suo affascinante stile narrativo, ermetico ed intellettualistico. Ma più che di incomunicabilità( che approfondirà nei suoi film successivi) Antonioni pone l’attenzione sul sentimento stesso, di amicizia e di continua »

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Il cinema ermetico... di antonioni - 2^ parte

giovedì 27 novembre 2008 di ziogiafo

Sandro suggerisce di chiedere aiuto e di andare a denunciare la scomparsa della compagna, al comando dei Carabinieri di qualche isola vicina. Così fanno, e dopo poco arrivano sia i militari che il padre di Anna, un uomo distrutto dall’accaduto, che spera ardentemente che la figlia non sia suicidata. In questo clima di sofferenza e per certi versi deleterio - per gli atteggiamenti superficiali di tutti nonostante la serietà della vicenda - viene fuori la passione d’amore di Sandro per la seducente continua »

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Il cinema ermetico... di antonioni - 1^ parte

giovedì 27 novembre 2008 di ziogiafo

ziogiafo – L’avventura, Italia/Francia 1960 - L’affascinante cinematografia del maestro Michelangelo Antonioni, ha la caratteristica di descrivere il disagio esistenziale, le inquietudini che tormentano la vita interiore dei vari personaggi dei suoi film, attraverso uno stile narrativo artistico, strutturato con inquadrature precise che mettono in risalto i sentimenti, vagando nelle oniriche ambientazioni con immagini che parlano più dei dialoghi. La straordinaria arte del colto regista ferrarese continua »

Claudia (Monica Vitti) a Esmeralda Ruspoli a proposito dell'amica scomparsa, Leo Massari
Pochi giorni fa, all'idea che Anna fosse morta, mi sentivo morire anch'io. Adesso non piango nemmeno. Ho paura che sia viva. Tutto sta diventando maledettamente facile: persino privarsi di un dolore.
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Claudia (Monica Vitti) a Esmeralda Ruspoli a proposito dell'amica scomparsa, Leo Massari
Pochi giorni fa, all'idea che Anna fosse morta, mi sentivo morire anch'io. Adesso non piango nemmeno. Ho paura che sia viva. Tutto sta diventando maledettamente facile: persino privarsi di un dolore.
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Dominique Blanchar e il marito James Addams
Ma come fate a discutere con questo caldo?
Quando si è oltrepassata la cinquantina, mia cara, si ha soltanto il senso del freddo.
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Altre frasi celebri del film L'avventura oppure Aggiungi una frase

di Georges Sadoul

Una ricca e giovane romana (Lea Massari) parte per una crociera con un architetto (Gabriele Ferzetti), suo amante. Su un isolotto deserto scompare. Con una delle sue amiche (Monica Vitti) l’uomo percorre la Sicilia alla ricerca della donna scomparsa; ma finiscono col dimenticarla e diventano incerti amanti. Ecco come l’autore ha spiegato il suo film: “Sono stato colpito dalla fragilità dei rapporti umani, dall’instabilità morale, politica e persino fisica del mondo contemporaneo in cui la fisica diventa metafisica, in cui quasi non esiste frontiera tra scienza e fantascienza. »

di Guido Aristarco

Questa denuncia della fragilità dei sentimenti codificati dalla morale corrente rientra nel paragrafo, come si è visto caro ad Antonioni, dell’incomunicabilità, cioè della noia in senso moraviano, o meglio che Moravia ha rianalizzato nel suo ultimo romanzo: l’impossibilità di stabilire un rapporto concreto con l’individuo e la realtà, fra l’oggetto e il soggetto, il pensiero e la realtà; la mancanza di rapporti concreti con le cose, con se stesso e gli altri. «Per molti la noia è il contrario del divertimento; e divertimento e distrazione, dimenticanza. »

di Michelangelo Antonioni

Ci sono dei film gradevoli e dei film amari, dei film leggeri e dei film dolorosi. L’avventura è un film amaro, spesso doloroso. Il dolore dei sentimenti che finiscono o dei quali si intravede la fine nel momento stesso in cui nascono. Tutto questo raccontato con un linguaggio che ho cercato di mantenere spoglio di effetti. Dicono che il film sia «articolato su un ritmo disteso, in rapporti di spazio e di tempo aderenti alla realtà». Non sono parole mie. Parole per dire queste cose, ne ho pochissime a disposizione. »

di Giuseppe Marotta

Ma che uomo sono io? Avevo detto: «Non ho visto e non vedrò L'avventura». Che ci voleva, a mantenere la parola? Il film si proiettava da quindici giorni, o venti, e il meglio o il peggio che gli potevano accadere, in ogni sede, perfino quella giudiziaria, gli erano accaduti. Non gli mancavano, insomma, che le mazzate o le carezze mie. Per un autentico uomo ligio agli impegni assunti con gli altri e con sé, ciò non avrebbe contato. Ma io sono la copia vivente della mia povera madre, la quale non aveva ancora finito di gridarmi, alla maniera napoletana: «Che tu possa morire ucciso!» e già mi sussurrava «Uh figlio mio bello!», stringendomi e baciandomi come se mi avesse tratto a riva da un furibondo oceano. »

L'avventura | Indice

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