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Hello Denise
Un film di Hal Salwen.
Con Aida Turturro, Tom Daly, Carolyn Feeney, Dan Gunther, Dana Wheeler-Nicholson, Liev Schreiber.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 90 min.
- USA 1995.
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Giancarlo Zappoli
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La festa di Linda va deserta perché tutti gli invitati si sono defilati convinti della partecipazione degli altri, sentiti per telefono. Questa è solo una delle situazioni che si incontrano in un film in cui l'apparecchio telefonico domina incontrastato. È molto meglio nascondersi dietro un apparecchio telefonico che affrontare i rischi della conoscenza diretta. Fino a quando Denise non rintraccia, via telefono ovviamente, il donatore di seme che le sta dando un figlio. Una commedia che sa arrivare al centro di uno dei problemi che attraversano la nostra società (quello relazionale) con leggerezza e intelligenza. Film sorpresa della Settimana della Critica a Cannes 1995. |
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
La generazione x
martedì 22 novembre 2005
di andilento
Un film di dieci anni fa, geniale ma colpevolmente boicottato dalla programmazione televisiva. Cellulari, internet, webcam non avevano ancora raggiunto la capillare diffusione di oggi, ma il regista aveva visto giusto sulla china che avrebbero preso i rapporti sociali, soprattutto fra i più giovani. Poco importa che i protagonisti del film fossero legati fra loro dal filo di un vecchio telefono fisso... Resta l'idea di fondo, l'incapacità di misurarsi in relazioni amichevoli o sentimentali con persone continua » |
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Perché vedersi, basta una telefonata
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Sono le storie intrecciate di un gruppetto di uomini e donne ancora giovani, legati da amicizia e a volte da qualcosa di più: c’è una riunione festosa, una colazione al ristorante, un «appuntamento al buio» combinato fra due che ancora non si conoscono, un amore che comincia e poi finisce, la nascita di un bambino e ahimè una morte improvvisa che sconvolge gli equilibri della compagnia. Insomma in Hello Denise succedono le cose che abitualmente vediamo sullo schermo o nella realtà, tranne che la festa va deserta, al ristorante tutti i convitati trovano una scusa per sottrarsi, nessuno si presenta in clinica per vedere il bambino e perfino al funerale i personaggi, pur sinceramente dolenti, fanno scena vuota. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Questione di geni. Solo così si spiega come gli esordienti americani riescano a girare con tanta scioltezza, con tanto senso del cinema. Robert Rodriguez(El Mariachi), Kevin Smith(Clerks), ora Hal Salwen con Hello Denise: senza andare a scomodare grandissimi del passato (qualcuno si ricorda a che età Orson Welles girò Quarto potere?) ce n’è abbastanza per ripetere che i giovani registi USA continuano a mangiare “pane e pellicola”. Hello Denise, appunto. Costato meno di un miliardo di lire, girato pressoché tutto in interni, parlato fitto fitto. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
«Resta in linea»: la battuta è quasi uno slogan per Linda, Gaie, Frank, Jerry, Barbara, Martin, Denise. «Resta in linea» vale come una stretta di mano, un colpetto affettuoso sulla spalla, una carezza: un surrogato d’amicizia, un sostituto elettronico di tenerezza. In Hello Denise non è certo il terrore che corre sul filo, come recitava il titolo italiano di Sorry, Wrong Number (Anatole Litvak, 1948). Al massimo, pensando al parto di Denise in “diretta telefonica” - e riprendendo il titolo italiano d’un altro vecchio film(The Slender Thread, Sydney Pollack, 1965) - si potrebbe azzardare che sul filo corra la vita. » |
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