Marty Supreme |
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Un film di Josh Safdie.
Con Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion, Kevin O'Leary.
continua»
Biografico,
durata 149 min.
- USA 2025.
- I Wonder Pictures
uscita giovedì 22 gennaio 2026.
MYMONETRO
Marty Supreme
valutazione media:
3,48
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Film senza Infamia n? lode. Ma Chalamet ....
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| sabato 31 gennaio 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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I fratelli Safdie (Ben e Josh) per una volta si dividono portando al cinema due pellicole incentrate su storie realmente accadute e con sullo sfondo la magia, è il caso di dirlo, dello sport. E se per Ben il mondo dell’MMA, le arti marziali miste, non ha più segreti, grazie a The Smashing Machine (id.; 2025) con protagonisti Emily Blunt e Dwayne “The Rock” Johnson, per il fratello Josh il tennis tavolo diventa lo sport, e conseguentemente l’ispirazione, per la pellicola con la quale potrebbe sbancare la prossima notte degli Oscar. Una pellicola Ispirata alla vita di Marty Reisman, tennista da tavolo noto per le sue spacconate perennemente sopra le righe, ma anche dotato di carisma al di fuori del comune, il tutto però senza citarlo apertamente perché la sceneggiatura è solo liberamente ispirata alla sua biografia.
Stiamo parlando di un film d’azione e una dramedy nella quale a impersonare questo ex commesso e (anti)eroe, abile con parole e racchetta, è il trentenne Timothée Chalamet, giunto alla terza candidatura, dopo Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name; 2018) diretto da Luca Guadagnino, e il ruolo di Dylan nel Biopic A Complete Unknown (id.; 2025) firmato da James Mangold. Chalamet offre una prova Larger Than Life esattamente come le gesta del suo personaggio, riuscendo a occupare lo schermo nella sua totalità. Trasformando in semplici comprimari tutti gli altri membri del cast, fra i quali si apprezzano sia il ritorno di Gwyneth Patlrow a sei anni di distanza da Avengers: Endgame (id; 2019). Il ritorno sul grande schermo per il rapper Tyler, the Creator. Fran Drescher divenuta celebre per il ruolo di protagonista nella sitcom La Tata (the Nanny; 1993-1999) e il regista Abel Ferrara che per una volta si trova davanti, e non dietro, la macchina da presa.
Ma è Cahalamet che come detto, diviene un tutt'uno con il copione, il palco e il proprio ruolo. Rendendo quasi di contorno, sia la trama che il resto della troupe. Una trama che funziona perché veloce, come un servizio di rovescio; piena di colpi di scena, situazioni ai limiti dell’assurdo, create per giustificare le scelte di un personaggio che pensava di essere benedetto da un talento inaudito e per questo si sentiva autorizzato a fare di tutto per ottenere quel che gli serviva, incluso il furto e il raggiro.
Film che difficilmente rimarrà impresso nella memoria di chi lo vede. Per quanto stiamo parlando di una pellicola ben confezionata e altrettanto ben diretta, ma senza che giunti alla sua conclusione si possano cercare ulteriori chiavi di lettura che vadano oltre una sinossi accattivante. Probabilmente però tutto questo sarà sufficiente per convertire qualcuna delle nove candidature in altrettante statuette. E di certo è altrettanto difficile rimanere impassibili di fronte a uno Chalamet che arrivato alla sua ennesima candidatura, potrebbe finalmente ottenere la tanto agognata statuetta Oscar.
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