| Titolo originale | Final Destination - Bloodlines |
| Anno | 2025 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Zach Lipovsky, Adam B. Stein |
| Attori | Kaitlyn Santa Juana, Teo Briones, Richard Harmon, Owen Joyner, Anna Lore Rya Kihlstedt, Brec Bassinger, Tony Todd, Max Lloyd-Jones, April Telek, Alex Zahara, Travis Turner, Matty Finochio, Mark Brandon, Andrew Tinpo Lee, Panou, Jeanie Cloutier, Gabrielle Rose, Natasha Burnett. |
| Uscita | giovedì 15 maggio 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,08 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 16 maggio 2025
Il ritorno del sanguinoso franchise horror di successo della New Line Cinema, che riporta il pubblico all'origine del malvagio senso di giustizia della Morte. In Italia al Box Office Final Destination - Bloodlines ha incassato 1,4 milioni di euro .
Passaggio in TV
lunedì 23 marzo 2026 ore 22,30 su SKYCINEMASUSPENSE
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CONSIGLIATO SÌ
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La studentessa universitaria Stefani è ossessionata da un ricorrente incubo che ha a che fare con la nonna Iris, alle prese, cinquant'anni prima, con il disastro di un ristorante sospeso a 150 metri d'altezza, lo Skyview, a cui era andata con il fidanzato per vivere una serata magica. Desiderosa di capire cosa le sta succedendo, Stefani torna a casa dai suoi familiari, anche perché vuole capire cosa ne è stato di Iris, che nell'incubo muore, ma in realtà è viva e vegeta e se n'è andata da decenni. Nonostante la reticenza dei familiari che ritengono che Iris sia una pazza suonata, Stefani riesce a rintracciarla e la trova che vive in una casa isolata e fortificata in preda a una costante paranoia. Ma Iris decide di condividere con Stefani quello che sa e le spiega come quello che lei sta vedendo come un incubo fu in realtà la sua premonizione che le permise di salvare la vita a un sacco di persone allo Skyview. Ma le spiega anche che la Morte, con i suoi tempi, è decisa a rimettere le cose a posto facendo morire chi doveva morire, compresa la loro discendenza, dato che i figli di chi doveva essere morto non dovevano nemmeno nascere.
Quella di Final Destination è stata una delle serie horror di maggiore successo degli anni 2000 e buona parte del merito va allo sceneggiatore originario Jeffrey Reddick che ha sviluppato l'interessante concetto di avere la Morte stessa - invisibile, ma pervasiva - come villain e l'ha inserito in una particolare struttura narrativa con l'inizio destinato alla rappresentazione vivace e realistica di una catastrofe dalla quale si salvano incongruamente alcune persone e il seguito della vicenda intento a mostrare come la Morte voglia riportare le cose a posto facendo morire i sopravvissuti che, dal canto loro, lottano prima per capire cosa succede e poi per evitare di morire.
Questo format si è ripetuto inalterato per i vari seguiti, nei quali quindi l'interesse e le eventuali
piccole novità erano rappresentate dalle sempre più arzigogolate e bizzarre modalità in cui
avvenivano le morti dei sopravvissuti, sempre provocate dall'apparentemente casuale
concatenarsi di situazioni estreme. Questo nuovo episodio della serie arriva dopo parecchi anni
dall'ultimo, nel tentativo di rivivificare il franchise. Se la struttura narrativa resta sostanzialmente
ancorata a quella classica, ci sono alcune novità non del tutto trascurabili sia nella tipologia del
disastro iniziale, che è ambientato nel passato, sia negli sviluppi successivi che vedono i
discendenti dei sopravvissuti alle prese con l'opera crudamente riequilibratrice della Morte. Sono
piccole modifiche che non alterano gli equilibri narrativi consueti alla serie, ma testimoniano
almeno il tentativo di innovare, sia pure con cautela. Quello che più conta, però, in un film come
questo è la tenuta spettacolare e sotto questo profilo - e anche sotto quello della tensione - non ci
si può per niente lamentare.
Zach Lipowsky ha esperienza nel prendere in mano franchise altrui, come dimostrano i discreti
esiti, per brio e vivacità se non altro, di Leprechaun: Origins e Dead Rising: Watchtower. In coppia
con Adam B. Stein, come avviene da un po', affronta con evidente rispetto ed entusiasmo questa
storica serie cercando di sfruttarne e valorizzarne i punti di forza. Quindi, come al solito, il punto di
maggiore impatto è il disastro iniziale, altamente spettacolare e realizzato magnificamente che
permette di partire con il piede sull'acceleratore.
L'esito è notevolissimo, sia per l'amabile
ambientazione d'epoca sia per la precisione degli incastri catastrofici, oltre che per la suspense
che si viene conseguentemente a creare. Dopo di che, la parte centrale è un po' laboriosa - ma
non noiosa - nel cercare di spiegare le circostanze e presentare i vari personaggi, mentre l'ultimo
terzo ritorna a privilegiare tensione e spettacolo cercando di articolare in modo efficace le
complicate modalità con il cui il destino si deve concretizzare. E al destino, in linea di massima,
non si sfugge: tutto sta a capire quale sia. L'attenta distribuzione di falsi allarmi e sciagure vere è
tipica della serie e anche in questo caso viene utilizzata con sapienza generando una salutare
incertezza sulla sorte dei personaggi, almeno sino a un certo punto. La confezione è più che
adeguata e gli effetti speciali, con qualche minima défaillance qua e là, sono all'altezza con punte
di eccellenza, mantenendo quel tono - specifico della serie - a metà tra il catastrofico e l'horror.
Tony Todd, recentemente scomparso, torna a ricoprire l'ultima volta il suo ricorrente ruolo. Il film è
dedicato alla sua memoria e il suo cameo è significativo e anche toccante, tenuto conto che era
molto malato all'epoca delle riprese, portando a compimento una lunga e meritevole carriera nel
campo dell'horror: tra i suoi tanti ruoli, si possono ricordare almeno quello carismatico nella serie di
Candyman e quello da protagonista nel remake del classico La notte dei morti viventi nella
versione diretta da Tom Savini.
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Bloodlines modernizza Final Destination. Il sesto film della serie parte da un approccio differente: è la prima volta che un tassello non si apre con la premonizione "diretta" del o della protagonista, bensì con una scena ambientata nel passato. La vertiginosa sequenza iniziale compone quasi venti minuti di goduria registica cinematicamente perfetta, in cui ogni movimento, oggetto e posizione viene [...] Vai alla recensione »