| Anno | 2024 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Riccardo Antonaroli |
| Attori | Pilar Fogliati, Filippo Scicchitano, Valeria Bilello, Giorgio Tirabassi Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Neva Leoni, Claudio Colica, Grazia Schiavo, Armando De Razza. |
| Uscita | giovedì 29 agosto 2024 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,08 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 5 settembre 2024
Una brillante commedia dolce amara con Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano. In Italia al Box Office Finchè notte non ci separi ha incassato 381 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Eleonora e Valerio sono una coppia di neosposi. Lei fa l'osteopata, lui l' agente immobiliare. Si sono appena sposati e già sono stanchi di una serie di cose. È la loro prima notte di nozze, ma tutto andrà storto, e la famosa "Love Suite" che ha ospitato star e starlette di tutto il mondo dovrà attendere. Le cose si complicano quando lei trova un biglietto segreto nelle tasche di lui, con tanto di anello dell'ex fidanzata. Seguirà una notte di litigi, fughe, riappacificazioni, ricerche, nuovi e vecchi incontri, parenti intrusivi e alla fine, verso l'alba, l'ipotesi di un per sempre ancora tutto da vivere.
La base dichiarata del film di Riccardo Antonaroli è l'israeliano Honeymood di Talya Lavie e l'intento era firmare una commedia esistenziale sul matrimonio.
Più o meno romantica, più o meno divertente, parte con grande convizione e con una buona dose di cinico realismo. I neosposi sono già stanchi, la giornata è stata lunga, tra freccette e battutine si recriminano a vicenda gli sguardi e le chiacchierate con i rispettivi ex.
Così dentro alla famigerata "Love Suite" che, ci tiene a ribadire (con troppa insistenza) l'inserviente dell'hotel in cui alloggiano, ha ospitato i più grandi divi e divetti del mondo, la guerra vincerà sull'amore, con la deflagrazione di una bugia testimoniata da un foglio e un anello. Da lì parte una folle notte di litigate, fughe e incontri con una serie di personaggi anche improbabili.
La sceneggiatura soffre la scelta di ambientare tutto il film nell'arco di una sola notte e, pur denotando uno sguardo curioso sulla generazione che intende raccontare (quella degli sposi, sui trent'anni) non brilla di originalità, tanto meno di raffinatezza, specie nei dialoghi e nelle poco riuscite scene oniriche.
Molto lo fa il cast, di qualità: Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano risultano naturali e credibili in tutta la loro giostra di emozioni, dalle più positive alle più negative. Sono bravi, anche quando sono chiamati a recitare battute non propriamente memorabili, dando l'impressione di aver saputo costruire una buona alchimia tra loro. Giorgio Tirabassi e Lucia Ocone spiccano sul resto del cast, tanto sono divertenti nei panni dei genitori ebrei di lui, ancora "innamorati" della sua ex e diffidenti verso la neonuora non ebrea. Due personaggi più che umani e a tratti esilaranti, che avrebbero meritato molto più spazio, anche per l'ironia bonariamente diffusa su temi enormi come famiglia e religione . Già memorabile - più per l'intensità della performance che per la scrittura - il monologo di Tirabassi sul matrimonio e sull'urgenza di condividere un sogno insieme, quale che sia, per sopportare meglio la fatica di tutti i giorni.
A parte loro, la sequela di vecchi e nuovi incontri (dal tassista alla scrittrice misteriosa) risulta poco interessante e dopo poco il meccanismo narrativo si fa ripetitivo e poco sorprendente. Resta valida l'idea di partenza, le interpretazioni degli attori ed è convincente la prima parte, poi però la commedia sembra accartocciarsi su se stessa e non individuare bene che strada prendere: cinismo o romanticismo, leggerezza o esistenzialismo. Il risultato è un ibrido che contiene un po' di tutto, ma fatica a risultare ben calibrato e a centrare veramente l'obiettivo. All'alba l'ipotesi di un per sempre da costruire giorno per giorno, e dunque di una svolta narrativa sul viale della maturità dei neoconiugi protagonisti, viene smontato dall'ennesima bugia scoperta, a riprova che certi uomini resteranno inguaribili bugiardi e certe donne destinate ad amarli per come sono. E certi film destinati a ripetersi, irrimediabilmente simili a tanti altri, senza mai spiccare davvero il volo.
Era il 1961 quando Michelangelo Antonioni firmo' 'la notte" secondo film della sua trilogia sull'incomunicabilita' nonché algido manifesto della crisi di una coppia nel più ampio contesto (siamo nella Milano del 'miracolo economico') di un disagio di natura sociale e collettiva. Molto più semplicemente, 63 anni dopo, Riccardo Antonaroli col suo [...] Vai alla recensione »
C’è un fantasma nel lussuoso hotel dove Eleonora e Valerio, che si sono appena sposati, stanno per trascorrere la loro prima notte di nozze. È quello del cameriere interpretato da Armando De Razza. Scompare e riappare, cita tutte le celebrità che hanno dormito nella ‘Love Suite’ prima di loro come George Clooney, Sting, Charlize Theron, Brad Pitt, Angela Merkel ma anche Pupo, Cristiano Malgioglio e il Mago Otelma. La sua immagine sfiora la dimensione grottesca e ha qualcosa di inquietante. La sua presenza è anche il segnale che Finché notte non ci separi si avvicina e poi sembra abbandonare le forme della commedia matrimoniale.
La sua figura potrebbe richiamare quella del direttore dell’albergo di Pretty Woman interpretato da Hector Elizondo, che è il vero burattinaio del destino di Edward/Richard Gere e Vivian/Julia Roberts. Più che trait-d’union tra i protagonisti, diventa invece il punto di partenza di un film che cambia subito marcia. Dagli iniziali colori accesi e artificiali, piomba invece in una notte romana dove tutto può succedere.
Eleonora e Valerio, rispettivamente interpretati da Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano, sono da qualche ora marito e moglie ma in realtà sembrano due estranei. Un anello, un assegno da 356 euro, un paio di sneakers. Entrambi sono ancora legati ai loro ex. Lui è un agente immobiliare, lei una tirocinante osteopata.
Proprio sulla loro diversità, sul contrasto degli opposti, forse anche sulla ricerca di loro stessi, inizia il loro lungo viaggio nella notte in cui incrociano un tassista complice e poi ostile interpretato da Francesco Pannofino, i loro rispettivi fidanzati Ester e Michele (Neva Leoni e Claudio Colica), i genitori di Valerio (Giorgio Tirabassi e Lucia Ocone) che si accorgono subito che tra loro sta succedendo qualcosa di strano, fino a una scrittrice di libri gialli portata sullo schermo da Valeria Bilello che vuole vivere sulla pelle le emozioni dei personaggi del suo prossimo lavoro.
E' spiacevole da dire, per una sceneggiatura scritta a sei mani. Come se non bastasse, "liberamente ispirata" - diciamo così - a una commedia romantica israeliana diretta da Leigh Janiak. Eppure, con sei mani e già un prodotto finito come modello - buono, a giudicare dagli ottimi prodotti audiovisivi che arrivano da Israele, mica avranno scelto la più brutta per copiarla - il risultato non è granché. [...] Vai alla recensione »