| Anno | 2023 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia, Svizzera, Svezia |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Valentina Cicogna, Mattia Colombo |
| Uscita | giovedì 14 marzo 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | OpenDDB |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,38 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 12 marzo 2024
Storia di morti senza identità, corpi a cui nessuno sa dare un nome. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Sconosciuti puri ha incassato 4,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La dottoressa Cristina Cattaneo dirige il LABANOF, Laboratorio ai Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano. La sua missione è quella di restituire un'identità ai numerosi cadaveri o scheletri che vengono trovati senza documenti. Si tratta molto spesso di persone che sono ai margini della società che muoiono molto spesso lontano da casa, in solitudine. Con il suo team inizia così a rintracciare ogni volta dei segni utili che ne possono permettere l'identificazione. Ma non è mai facile. Tra i suoi obiettivi, c'è quello di fare in modo che a tutte le persone decedute dei quali non si conoscono le generalità venga riconosciuto il diritto al nome e creare così una banca dati europea dove si possono incrociare le informazioni di quelli che la dottoressa chiama gli 'sconosciuti puri'.
La ricerca delle identità: diagnosi, età, sesso e connotati. Dall'inizio del 2000 sono centinaia di cadaveri che sono arrivati presso il laboratorio della dottoressa Cattaneo. Ogni volta riparte lo stesso lavoro di ricerca per risalire al nome e ogni volta è una nuova difficilissima sfida. Perché oltre al diritto all'identità, c'è quello alla memoria.
Dietro ogni persona scomparsa c'è una storia e quella delle loro famiglie che li stanno cercando. Si parte sempre da un indizio, anche dagli stessi oggetti: scarpe, occhiali, telefono, crocifisso, portafoglio.
Sconosciuti puri si presenta come un 'documentario d'osservazione' dove non ci sono interviste. Mattia Colombo (che aveva già diretto doc come Il posto, Ritmo sbilenco e Uninvited) e Valentina Cicogna (sceneggiatrice e montatrice al debutto alla regia) seguono frammenti delle giornate della dottoressa Cattaneo tra i corridoi del LABANOF, nelle aule dell'Università, nell'abitazione della donna e catturano i dialoghi veri che ci sono stati, per esempio, durante le autopsie o nelle lezioni all'Università.
Al tempo stesso ci sono i primi piani su di lei, mentre è al lavoro e vengono filmati i suoi silenzi, come se si volessero mettere a fuoco i suoi pensieri. Il metodo dei due cineasti risulta vincente proprio nell'attesa che qualcosa possa succedere, un metodo di derivazione rosselliniana, che non forza mai la mano e dove qualcosa alla fine accade. Molte storie si incrociano, come i migranti del peschereccio disperso in mare o la ragazza albanese scomparsa in Italia nel 1996 di cui ha parlato anche la trasmissione "Chi l'ha visto?" dove la notizia del ritrovamento dato alla sorella mostra contemporaneamente l'ottimo lavoro del team del LABANOF ma soprattutto il dolore della sua morte.
Ma Sconosciuti puri è anche un incalzante documentario di denuncia sull'assenza delle istituzioni e la lentezza della burocrazia. Tra mail inviate che cadono nel vuoto e momentanee speranze dopo l'aiuto dell'onorevole Pierfrancesco Majorino (che è stato europarlamentare per il Partito Democratico dal 2019 al 2023) per ottenere l'audizione al Parlamento Europeo, emerge la figura di una donna che combatte tra mille difficoltà, anche in piena pandemia, che ci accompagna nel corso del documentario ma che, nella sua discrezione, cerca anche di essere invisibile e mantiene solo la sua voce per restituire nome e cognome a tutte le persone scomparse come gesto di rispetto della dignità umana.
Tempo fa ho seguito il convegno Suicidi e omicidi: le procedure investigative e le cronache giornalistiche. Fra i relatori c'era Cristina Cattaneo, Antropologo forense e Medico Legale, che ha consacrato parte del suo intervento alla necessità di dovere dare un'identità a tutti i corpi, partendo dal concetto che lo scambio di informazioni tra la polizia giudiziaria e la Procura o l'istituto di Medicina [...] Vai alla recensione »