Titolo originale | Wicked Little Letters |
Anno | 2023 |
Genere | Commedia, Drammatico, |
Produzione | Gran Bretagna, USA, Francia |
Durata | 100 minuti |
Regia di | Thea Sharrock |
Attori | Olivia Colman, Jessie Buckley, Anjana Vasan, Timothy Spall, Malachi Kirby Hugh Skinner, Alisha Weir, Gemma Jones, Eileen Atkins, Jason Watkins, Joanna Scanlan, Richard Goulding (II), Edward Judge, Michael O'Connor (IV), Paul Chahidi, Tim McMullan, Lolly Adefope. |
Uscita | giovedì 18 aprile 2024 |
Tag | Da vedere 2023 |
Distribuzione | Bim Distribuzione, Lucky Red |
MYmonetro | 3,48 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 23 agosto 2024
Quando la gente di Littlehampton inizia a ricevere lettere scandalose e oscene, il sospetto cade immediatamente sulla focosa Rose, che potrebbe perdere la custodia della figlia. In Italia al Box Office Cattiverie a domicilio ha incassato 1,5 milioni di euro .
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso martedì 29 aprile 2025 ore 19,30 su SKYCINEMA2
CONSIGLIATO SÌ
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Nel 1922 a Littlehampton la routine di una piccola cittadina viene sconvolta da una serie di lettere anonime oscene e cariche di insulti, indirizzate a Edith Swan. È una donna devota, cristiana, la sua fama di rettitudine e impeccabilità morale la precede. Tutto il contrario della sua vicina di casa Rose Gooding, immigrata irlandese vivace, ribelle e anticonformista. Sarà lei la prima sospettata, e subito arrestata, come autrice delle anonime missive. Sarà vero? A fare luce sulla vicenda, una giovane poliziotta poco rispettata, che insieme alle donne di quartiere si impegnerà a scoprire la verità.
Fare commedia in modo arguto, sottile, raffinato, è arte sempre più rara. Appartiene di sicuro alla penna di Johnny Sweet e alla maestria registica di Thea Sharrock, che firmano un'opera deliziosa, scorretta e imperdibile.
Al centro c'è un mistero da risolvere: lettere oscene piene di insulte dal mittente sconosciuto. Siamo nel primo ventennio del Novecento, le donne non sono ben viste in società, e Sharrock ne sottolinea con amara ironia a più riprese la realtà ingiustamente subalterna. A partire dalla protagonista Edith Swan, che vive nella pia devozione cristiana ed è del tutto sottomessa ai voleri e alle isterie del padre/patriarca.
Due personaggi drammatici, resi più interessanti che mai non solo dall'abile scrittura, ma anche dalle titaniche performance degli attori Timothy Spall e Olivia Colman. Quest'ultima offre l'ennesima prova d'attrice maiuscola, riuscendo perfettamente a calarsi nei panni di una donna repressa, che trova una via di sfogo nell'amicizia inattesa con la vicina Rose Gooding. Rose è un personaggio-chiave, rappresenta la forza vitale che viene da fuori, un'immigrata irlandese con tanto di figlia al seguito, sboccata, anticonformista, ribelle, pronta a scoccare freccette sulla testa degli uomini, non certo a farsi comandare da loro.
Anche Jessie Buckley sfoggia una memorabile abilità recitativa, è perfetta nel dare corpo e grinta alla vera "outsider" della storia, una donna moderna, imperfetta, ritenuta "sbagliata" da tutti, eppure profondamente autentica. Il suo modo di vivere decisamente agli antipodi dell'apparente rettitudine di Edith insospettisce, tuttavia, il padre di quest'ultima, che la ritiene colpevole delle anonime sconce missive che gli arrivano in casa. Il sospetto diventa automaticamente accusa ed Edith viene incarcerata.
Qui la commedia si mischia prima con la "detection", poi con il "legal movie" quando Rose dovrà affrontare il processo. Scene drammatiche si alternano a continui spunti di leggerezza, cesellati di ironia pungente e scorretta. Nel mirino della sceneggiatura c'è soprattutto l'ottusità e l'arroganza degli uomini del tempo, determinati a considerare le donne "di serie b", mortificandone aspirazioni e talenti.
Succede anche alla poliziotta Gladys Moss (un'eccellente, anche qui, Anjana Vasan dallo sguardo più che espressivo), che ha nel sangue il dna del detective e si mette a indagare sul caso, per quanto il suo superiore glielo abbia vietato. In quanto donna non solo non può fare indagini, ma non può neanche avere figli o sposarsi.
L'ironia con cui Sharrock porta sullo schermo tutta questa narrazione è feroce e politicamente scorretta, ma soprattutto colpisce tutte e tutti indiscriminatamente: anche le manie delle donne vengono messe alla berlina, dall'irascibilità di Rose al bigottismo di Edith, passando per le loro - indimenticabili - vicine di quartiere, tra cui c'è chi che senza mangiare uova non sa stare. A tutto questo si aggiunge l'umorismo marcato, e amaro al tempo stesso, con cui si affronta in maniera narrativamente ammirevole il fenomeno contemporaneo degli "haters", attraverso questa storia "più che vera" (avvertono i titoli di testa).
L'insulto anonimo selvaggio nasce - come il film non cessa di mostrare - dalla repressione, dalla violenza psicologica domestica, dalla reclusione. E anche un po' dall'invidia verso chi ha la volontà e la possibilità di vivere una vita libera, lontana dalle imposizioni.
Finalmente una commedia diversa, coraggiosa, intelligente. Da morire dal ridere ma anche di sostanza, con attori strepitosi. Olivia Colman da sola vale il prezzo del biglietto. STELLARE.
Anni 20, la cittadina di Littlehampton, nel West Sussex, viene sconvolta da una serie di lettere oscene inviate agli abitanti, in particolare verso Edith, morigerata zitella, irreprensibile e timorata di Dio che vive con gli anziani genitori. Tutto farebbe supporre sia opera di Rose, nonché vicina di casa di Edith ,irlandese impetuosa e sboccata che vive con la figlia e un uomo afroamericano [...] Vai alla recensione »
Il film racconta una storia vera accaduta nel Sussex cent’anni fa. A Edith Swann, zittella bachettona, che vive con gli anziani genitori, giungono delle lettere piene di insulti osceni e subito viene additata come colpevole Rose, la vicina di casa, giovane, allegra, esuberante, sessualmente e verbalmente, di origine irlandese, che convive con un nero.
Commedia quasi noir, di tipico stampo british e di straordinario impatto attoriale. Le protagoniste, una più brava dell'altra , conferiscono tono e verve ad una sceneggiatura spumeggiante, basata in larga parte sul turpiloquio preso a pretesto per dare ancora più gas alla storia. In un paesino del Sussex arrivano , ad una famiglia bigotta e timorata di Dio, missive anonime contenenti [...] Vai alla recensione »
Cattiverie a domicilio di Thea Sharrock, commedia british, amara e ottimamente recitata (oltre che doppiata) è un amabile gioiellino. Ambientata nella Gran Bretagna degli anni 20, cattolica e puritana sul vento della modernità, il film delinea una vicenda quantomeno particolare: l'invio di missive "pesanti" e insultorie a molte famiglie di una piccola comunità [...] Vai alla recensione »
Nel film Cattiverie a domicilio di Thea Sharrock siamo di fronte ad un incredibile Commedia, divertentissima e quanto mai British, oscenamente buffonesca ma mai volgare, scaturita dalla penna magica di Johnny Sweet, ambientata nella Gran Bretagna del dopo Grande Guerra. L’argomento chiave della storia è il contrasto tra due donne, tra l’inglese Edith Swan (Olivia Colman) e l’irlande [...] Vai alla recensione »
Lo squarcio di una società aggressiva, per certi versi, non migliore e non peggiore di quella attuale ma semplicemente diversa. Questa pellicola caratterizza in modo autentico elementi che ancora oggi devono essere ritenuti preoccupanti, primo tra tutti l'integralismo religioso, quello bigotto, che nulla ha a che fare con la fede e con l'amore verso il prossimo che, di contro, [...] Vai alla recensione »
Solo il femminismo offre ormai una prospettiva accettabile sull'avvenire. Preferibile virtuoso e consapevole come quello di Thea Sharrock, la stoffa di Sofia Coppola. Sincero ed onesto e qui il discorso si complica. Si accoppano oggi più femmine di quando imperversavano gallismo, patriarcaggine, delitto d'onore, ecc. Chi va a dirlo in TV? Non manca tanto il coraggio - e ce ne vuole - [...] Vai alla recensione »
Wicked Little Letters si presenta come un apologo sulla condizione femminile, in primo luogo grazie all’incrocio delle vicende delle ex amiche, Edith e Rose, l’una manifestazione esasperata delle passioni che l’altra ha imparato a soffocare. Non solo loro, però, perché c’è un altro personaggio, la poliziotta, Gladys Moss, per un verso cuore pulsante della [...] Vai alla recensione »
E’ tutto vero” recitava un vecchio titolo di Orson Welles del 1942, così come oggi si ispirano a fatti realmente accaduti (lo avvertono anche i titoli di coda), quanto raccontato dalla regista londinese Thea Sharrock, nella black comedy “Cattiverie a domicilio”. Nella tranquilla e sonnacchiosa Littlehampton del 1922, piccola cittadina sul mare del Sussex meridionale [...] Vai alla recensione »
Un film così perfettamente interpretato che pare scritto insieme al casting. Peccato però che il progetto, per chi da un'uscita al cinema si attende per l'appunto un'"uscita", sia totalmente privo di coraggio, inventiva, capacità di spiazzare o accendere un dubbio. Tutte facili conferme per chi delle prostitute fa dei miti, per dirla alla Gaber, per chi vede [...] Vai alla recensione »
Si sapeva che genitori invadenti creano mostri, ma quando la figliuola é Edith di Olivia Colman, come si fa a non entrare in empatia? Straordinaria. Timothy Spall fa il vecchio tiranno, e lo fa da Oscar. Tutti i personaggi sono ben definiti, credibili, dal club delle signore al pub sino al commissariato. Si ride di gusto come di rado capita in sala. Con un po' di pena.
un film molto ben scritto, girato e meravigliosamente interpretato che riconcilia con la cinematografia attuale, in realtà piuttosto patetica. Unica nota stonata, alcune lievi forzature "politicamente corrette" decisamente inverosimili per l'epoca in cui si svolge la vicenda (la poliziotta indiana e il giudice di colore) che sanno di doveroso omaggio alle sciocche fantasie woke [...] Vai alla recensione »
A parte gli attori (di scuola inglese, quindi niente da dire), la storia fa ridere, ma solo a tratti, a volte è scontata. Il turpiloquio è all'acqua di rose, anche se probabilmente esagerato per il tempo in cui il film è ambientato. Ma, soprattutto, quello che non si sopporta è l'oramai diventata ossessione inglese per l'inclusione a tutti i costi.
Perfettamente d'accordo con "fra 18"... finalmente qualcosa di diverso, divertente, intelligente, con attori strepitosi,dal primo all'ultimo... una boccata d'aria fresca in mezzo a tanti film (soprattutto italiani!) che valgono proprio poco..
Littlehampton, Sussex, 1922. La vita tranquilla della devota Edith Swan (Olivia Colman) si è trasformata in un incubo. Da qualche tempo la cassetta delle lettere ha cominciato a riempirsi di missive minacciose e oscene. Assolutamente anonime e del tutto incomprensibili. Chi si diverte a insultare la povera Edith accusandola delle peggiori nefandezze? Proprio lei, ragazzona invecchiata e timida, timorata [...] Vai alla recensione »
È del 1977 il romanzo più celebre di Ruth Rendell, al quale Chabrol si è ispirato per il suo Il buio nella mente (non è peraltro il solo adattamento cinematografico esistente: un film con lo stesso titolo del libro è stato prodotto nel 1986). Si intitola La morte non sa leggere (A Judgement in Stone, in originale) e il suo fulcro risiede nell'ossessione per il disvelamento.
Guardando questo film dai colori seppiati, che, nonostante il titolo, Cattiverie a domicilio, è adatto a una serata di sonni tranquilli, il pensiero corre a Pomodori verdi fritti alla fermata del treno. Ad accomunarli è l'atmosfera di sospetto e razzismo e la strana amicizia tra due donne apparentemente agli antipodi, una scurrile e maschiale, l'altra, delicata e riservata.
La virtuosissima Colman - cinque razioni di Bibbia al giorno - riceve lettere anonime. «So quel che fai»: seguono dettagli di letto. La bersagliata si fa convincere dal padre Spall a sporgere denuncia contro la ex amica Buckley, vedova di guerra, immigrata irlandese che parla zozzo, scola pinte di birra, ha una bimba e convive con un nero. La colpevole perfetta, nel paesello del Sussex, un secolo fa. [...] Vai alla recensione »
Olivia Colman e Jessie Buckley duettano in una divertente, graffiante e acuta commedia sulla faticosa strada per l'emancipazione femminile, dando vita a un'accoppiata di personaggi dai tratti memorabili. Due vicine di case di Littlehampton - sulla costa meridionale dell'Inghilterra - nel 1922. Dapprima amiche, poi su barricate opposte, divise da una denuncia per diffamazione.
Un sonnacchioso villaggio inglese degli anni Venti, Littlehampton, viene turbato da una serie di lettere anonime diffamatorie e scurrili. Sono indirizzate un po' a tutti gli abitanti, ma in particolare colpiscono l'attempata signorina Edith Swan, tutta casa e chiesa. I sospetti convergono subito sulla sua vicina di casa, la giovane Rose, (forse) vedova di guerra con figlioletta a carico; del resto, [...] Vai alla recensione »
Edith Swan (Olivia Colman sempre efficace nel risultare detestabile) è una donna morigerata e pia che vive con gli anziani genitori nella piccola cittadina di Littlehampton. Da qualche settimana riceve delle lettere oscene anonime: è convinta che a scriverle sia la sua vicina di casa Rose Gooding (Jessie Buckley, altra prova di bravura), immigrata irlandese, con una figlia a carico e legata ad un musicista [...] Vai alla recensione »
La coppia a noi sta antipatica tanto basta per non sdilinquirci in complimenti. Una da giovane e l'altra da donna matura, erano la madre snaturata protagonista di "La figlia oscura", dal romanzo di Elena Ferrante (o chiunque si nasconda dietro lo pseudonimo). Detta madre snaturata aveva deciso per lo studio, complice una cotta per il professore di lettere classiche.
Littlehampton, tranquilla città sulla Manica, 1922: a casa della famiglia Swan, molto conservatrice, iniziano a giungere lettere volgari ed ingiuriose nei confronti della pudica Edith (Olivia Colman), la figlia nubile della coppia. I sospetti fanno presto a concentrarsi sulla donna - irlandese - più bizzarra del quartiere, Rose Gooding (una spettacolare Jessie Buckley), che non lesina sul turpiloquio, [...] Vai alla recensione »
Chi può cerchi di ricordare "Il corvo", feroce ritratto della piccola borghesia francese girato da Clouzot durante l'occupazione tedesca: ancorché inferiore per vis polemica e inquietanti atmosfere, "Cattiverie a domicilio" è basato su una storia simile ambientata in Inghilterra tra il 1920 e il 1923 e più incline a servirsi dei toni da commedia. Quando a Littlehampton nel West Sussex cominciano a [...] Vai alla recensione »
La storia è vera, come si dice. Un po' assurda, ma vera. E cosa c'è di più vero dell'assurdo? A Littlehampton, anni '20, una serie di lettere oscene e anonime segna la svolta drammatica (ma è una commedia) di un lungo conflitto tra vicini: la repressa bigottissima Edith (Olivia Colman, al tasso giusto di ottusità) e la madre single (oh scandalo!) Rose (Jessie Buckley, interprete di energia inesauribile). [...] Vai alla recensione »
L'austera zitella Edith (Olivia Colman) e la sua chiassosa vicina Rose (Jessie Buckley) entrano in conflitto su una serie di misteriose lettere, piene di oscenità, che cominciano a circolare nel villaggio britannico di Littlehampton, nel 1920. Ispirato a una storia vera, il film volge alla farsa e dietro un mistero leggero nasconde un'innegabile verità: quanto erano fastidiosi gli uomini di Littlehampton [...] Vai alla recensione »
Lettere da una sconosciuta. Le tinte da giallo alla Agatha Christie si contaminano con il classico respiro della commedia britannica in Cattiverie a domicilio, in cui è già evidente dall'inizio una dichiarata impostazione teatrale nell'uso degli spazi: l'appartamento delle due protagoniste che è uno accanto all'altro, il pub, la centrale della polizia, l'aula in cui si svolge il processo.
Cattiverie a domicilio arriva nelle sale italiane dal 18 aprile con Bim Distribuzione e Lucky Red dopo l'anteprima al Festival di Toronto dello scorso settembre. 1922. Un paesino della costa meridionale dell'Inghilterra e` sconvolto dalla faida tra la devota inglese Edith Swan e la chiassosa irlandese Rose Gooding. La prima accusa la seconda di spedirle lettere anonime colme di irripetibili insulti. [...] Vai alla recensione »
Al primo sguardo le malvagie letterine (Wicked Little Letters è il titolo originale) del film diretto da Thea Sharrock (Io prima di te) potrebbero sembrare solo l'oggetto di una divertente una commedia un po' sboccata con due performance attoriali straordinarie di Olivia Colman e Jessie Buckley. In realtà il film racconta anche come tra pettegolezzi e pregiudizi poco sia cambiato negli ultimi cento [...] Vai alla recensione »
C'era una volta un film intitolato Il corvo (Henri-Georges Clouzot, 1943): un film bellissimo e maledetto, girato nella Francia occupata dai nazisti, che raccontava di una comunità di provincia moralmente dilaniata da una valanga di lettere anonime. Clouzot si era ispirato al famoso "affaire" di Tulle, cittadina dell'Aquitania: le lettere la invasero fra il 1917 e il 1922, subito dopo la Grande Guerra. [...] Vai alla recensione »
Perfidia in salsa dolceamara. Anno 1922, nella poco ridente Littlehampton, appena ripresasi dai postumi della Grande Guerra, uno scandalo infiamma la sussiegosa e modesta cittadina. Chi si diverte a tormentare la bigotta, non più giovanissima e virtuosa Edith Swan, con lettere di rara volgarità e virulenza (il più dicibile degli insulti la definisce "grande stronza fetente")? Per lei, per i genitori [...] Vai alla recensione »
Olivia Colman e Jessie Buckley sono state la stessa persona, la stessa madre degenere e donna discutibile, in La figlia oscura: due volti della stessa problematizzazione di un femminile spigoloso sullo schermo. Ora si ritrovano l'una contro l'altra in questa commedia che molto ha a che vedere con la percezione e la reputazione delle brave donne, e che si ispira a un fatto reale: il piccolo scandalo, [...] Vai alla recensione »
Edith e Rose. Puritana, conservatrice, irreprensibile inglese l'una; sfrontata, strafottente, anticonvenzionale irlandese l'altra. La Bibbia mandata a memoria, la casa di famiglia rassettata in silenzio per la zitella; le risse al pub, un matrimonio alle spalle, un compagno e una figlia senza padre, invece, per l'immigrata. Dopo la Grande Guerra sono diventate vicine di casa nella soporosa Littlehampton. [...] Vai alla recensione »