Un affare di famiglia

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Un film di Kore'eda Hirokazu. Con Lily Franky, Sakura Andô, Mayu Matsuoka, Kirin Kiki, Jyo Kairi.
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Titolo originale Shoplifters. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 121 min. - Giappone 2018. - Bim Distribuzione uscita giovedì 13 settembre 2018. MYMONETRO Un affare di famiglia * * * * - valutazione media: 4,16 su 46 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
marcloud sabato 23 maggio 2020
famiglia poco tradizionale Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Un piccolo appartamento e una famiglia con dei legami tutti da scoprire. Tra difficoltà economiche e tentativi di sopravvivenza, questa famiglia si ritrova ad accogliere in casa una bambina. Una storia inusuale, raccontata con delicatezza, capace di interrogare sulle categorie di bene e male.

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laurona martedì 12 novembre 2019
capolavoro Valutazione 5 stelle su cinque
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No
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Capolavoro assoluto

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felicity mercoledì 6 novembre 2019
un film sui sentimenti basilari degli esseri umani Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Un bel film che sa raccontare con sincerità e intelligenza i comuni “miserabili” di oggi e la loro indispensabile “arte di arrangiarsi”, ma soprattutto l’immenso bisogno di tenerezza che reagisce all’egoismo e che è tanto più forte quanto più una società isola, rende soli: un bisogno frustrato da presunte regole sociali, che appartiene a ogni persona, bambina, adulta o vecchia che sia.
Proprio quando la trama si tende, i nodi vengono al pettine e il film giunge alla propria risoluzione, risulterà difficile per lo spettatore emettere un giudizio sui personaggi.
Benché abbiamo assistito al compiersi del reato, vedere questa famiglia di poveri, disperati e ladri è una gioia. [+]

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eugenio venerdì 22 febbraio 2019
memorie (di una famiglia) dal sottosuolo Valutazione 4 stelle su cinque
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Un piccolo capolavoro l’ultimo film del regista Koreeda Hirokazu, palma d’Oro al Festival di Cannes del 2018 e ora in dvd., Un film fatto di silenzi, delicato, intenso, che ha come cuore il fulcro familiare, un dramma alla Yausjiro Ozu che abbraccia anche echi del cinema di Kurosawa.. E con Un affare di famiglia (titolo originale Shoplifter), quell'abbraccio è feroce, bello e amorevole come quello di una madre che cerca di eliminare tutte le paure di suo figlio.
C’è una summa del pensiero di Koreeda Hirokazu in questo film: tristezza, degrado, felicità, passione e apparenza.
Perché in Un affare di famiglia niente è ciò che sembra e l’analisi a misura d’uomo lucida e spietata di una famiglia giapponese “improvvisata” all’ultimo gradino della scala sociale non sembra proprio un modello da seguire con la sua alternanza di lavori molto umili e piccoli furti o prostituzione. [+]

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gbavila lunedì 4 febbraio 2019
la felicità sta fuori dalle reglole Valutazione 5 stelle su cinque
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Gli affetti famigliari vivono meglio se fuori dalle regole, le convezioni sono gabbie strette. Sembra che tutto sia fatto per non funzonare,la chiesa, la politca, la scienza, la famiglia. La nostra diversità, meglio dire unicità, mal si adatta alle regoe che richiedono come minimo di essere trasgredite, anche se le conseguenze sono drammaticamente ineviabili. Condanniamo Socrate, Galilei, don Milani e così, via via, dal condominio alla politica, sembra un dialogo fra sordi. Il risultato è l'isolamento, l'esilio. In questa famiglia giapponese immersa nei probemi fino al collo avvengono tanti miracoli di convivenza felice ma si scopre che non esiste alcun vincolo famigliare legale fra loro e che quelli originali dei personaggi erano solo gabbie spietate che alla fine del racconto tornano a soffocarli in una spietata rivincita. [+]

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yarince giovedì 6 dicembre 2018
un microcosmo autarchico fuori dal welfare sociale Valutazione 0 stelle su cinque
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Vorrei partire dal titolo italiano, “un affare di famiglia”, tradimento dell'originale Shoplifters, (taccheggiatori), che racchiude già in sè il dubbio amletico che si insinua durante e dopo il film: siamo di fronte ad un esempio di modello di famiglia alternativa o ad un’associazione a delinquere?
Un gruppetto di indigenti economici e affettivi che non hanno legami di sangue tra loro, vivono insieme in un piccolo interno giapponese pieno di caos e calore; una coppia (genitori) sopravvive con lavori a cottimo, un’ anziana ( nonna), che non vuole morire da sola e mette a disposizione la sua pensione, un’adolescente, autolesionista in fuga dalla famiglia di origine, che lavora in un peep show e due bambini che vengono iniziati al taccheggio dal padre putativo. [+]

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sergiodalmaso martedì 27 novembre 2018
l'unica famiglia è quella felice Valutazione 5 stelle su cinque
52%
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“L’unica famiglia è quella naturale: padre, madre e figli. Altre non ne esistono”  (un politico)
“L’unica famiglia è quella felice”  (un bambino)
 
Cos’è una famiglia? Bastano i legami di sangue per definirla? O contano di più quelli affettivi?
Decisamente strana è quella formata da Osamu, un goffo e maldestro operaio precario, ladruncolo per necessità, e la compagna Nobuko, stiratrice a chiamata. Vivono nell’umile appartamento dell’anziana nonna Hatsue assieme alla nipote Aki, studentessa che arrotonda in un locale a luci rosse, e Shota, un ragazzino in difficoltà “adottato” dalla famiglia allargata e anch’esso iniziato al furto. [+]

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writer58 sabato 10 novembre 2018
famiglie d'oggi Valutazione 4 stelle su cinque
98%
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Non so bene perché, ma questo film di Kore'eda Hirokazu mi ha spinto a interrompere un silenzio che durava ormai da parecchi mesi e che, via via, diventava sempre più difficile superare.
"Un affare di famiglia" (traduzione non particolarmente felice del titolo internazionale "Shoplifters") mi è parso un lavoro  stimolante e molto ben interpretato che propone uno spaccato particolare della società giapponese e dei suoi interstizi marginali.
All'interno di un modello ipertecnologico e postindustriale, segnato da solitudini, patologie individuali e di coppia e indifferenza,  sopravvive un nucleo formato da sei persone, che vive in uno spazio ridottissimo e fatiscente, a ridosso di edifici moderni e cantieri, una "famiglia" formata da persone che non sono legate tutte da vincoli di parentela, ma che si prendono cura uno degli altri salvaguardando uno spazio di relazioni ed affetti che i nuclei famigliari convenzionali sembrano avere smarrito. [+]

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8e1/2 giovedì 1 novembre 2018
ottimo film Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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Una certa insistenza del regista (anche sceneggiatore) nel disorentiare lo spettatore alla lunga toglie un po' di emotività e di anima al film che però è costellato di 3-4 sequenze di grande cinema. I quattro attori che interpretano gli "adulti" del nucleo familiare attorno cui ruota la vicenda formano un ensemble attoriale davvero convincente, così come i due bambini che risultano sempre "intonati" e "in parte" (probabilmente anche grazie alla direzione di Kore'eda).  Non un capolavoro, ma un ottimo film!

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zarar giovedì 1 novembre 2018
la famiglia impossibile Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Il film è un apologo dolce-amaro costruito sul sogno di una famiglia semplice e umana, libera e trasgressiva, spontaneamente affettuosa e protettiva, con i tempi e i ritmi di un mondo altro. Il contesto più largo è il Giappone, quello più stretto una strana famiglia raccogliticcia che si è formata per aggregazione spontanea, fatta di reietti provenienti da drammi diversi: lui Osamu, lei Nobuyo, due operai che hanno alle spalle l’omicidio del marito di lei che li ha sorpresi insieme; la ragazza Aki di incerta origine, che si esibisce in un locale porno; la nonna Hatsue, dolce, ma tutt’altro che svanita, che campa sulla pensione del marito e sui rimorsi di chi un tempo l’ha cacciata; Shota, un bambino abbandonato raccolto anni prima in un parcheggio, ultima arrivata la bimba Juri (rinominata Lin) portata a casa perché trovata sola, affamata e palesemente infelice in una sera buia e fredda. [+]

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