Mektoub, My Love - Canto Uno

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Un film di Abdellatif Kechiche. Con Shain Boumedine, Ophélie Baufle, Salim Kechiouche, Lou Luttiau, Alexia Chardard.
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Titolo originale Mektoub Is Mektoub. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 180 min. - Francia 2017. - Vision Distribution uscita giovedì 24 maggio 2018. MYMONETRO Mektoub, My Love - Canto Uno * * * - - valutazione media: 3,35 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
frascop giovedì 19 settembre 2019
kechicke non giudica, guarda Valutazione 0 stelle su cinque
0%
No
0%

 Una spiaggia del sud nella Francia del 1994. Un giovane aspirante sceneggiatore (che è poi l'alter ego del regista) torna a casa in vacanza e osserva per tre ore (preparatevi) i suoi amici e familiari. Abdel Kechicke (1960) è il regista tunisino-francese che nel 2013 si impose a Cannes con "La vita di Adele", e nei primi cinque minuti sembra voglia ricordarcelo. Ma poi pian piano, attraverso dialoghi realistici e un chiacchiericcio continuo, si scopre che lo sguardo innocente, direi puro, del protagonista Amin (che Kechicke seguirà nei prossimi film) osserva i corpi, e il film diventa per davvero quello che voleva essere nelle intenzioni, un inno alla vita, all'erotismo e al nutrimento. [+]

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domenica 10 febbraio 2019
mah Valutazione 0 stelle su cinque
0%
No
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Film di quasi tre ore senza senso, una lungaggine allucinata di inutili riprese in discoteca senza che si capisca da dove vuole partire e dove vuole arrivare. Un disastro

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conte di bismantova giovedì 10 gennaio 2019
tre ore di nulla? Valutazione 1 stelle su cinque
100%
No
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Preso bene dalla "Vita di Adele" ho pagato con paypal e collegato lo streaming, dopo aver letto il consiglio positivo ed invitante di MyMovies, naturalmente. Ma siete impazziti??? TRE ore, tre lunghissime ed estenuanti ore a mostrare e rimostrare in un loop infinito essenzialmente TRE cose: 1 - tre belle ragazze in costume da bagno. 2- saluti di incontri, convenevoli e frasi di circostanza fino alla distruzione cerebrale - 3 gente che si diverte: A - al mare B - in discoteca. Ciao! ciaooo! come stai? come va? bene e te? anche te? ti presento Tizio! ti presento Caia, piacere mio, no, mio, e lei è la cugina, e lui l'amico della cugina: bacio a destra bacio a sinistra e ancora presentazioni baci che mestiere fate frasi di circostanza volete da bere fuori fa caldo ah ecco mio zio. [+]

[+] solidarietà col conte (di pacana')
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flyanto giovedì 14 giugno 2018
la giovinezza attraverso gli occhi di kechiche Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
100%

 Dal grande successo e vittoria come miglior film al Festival di Cannes nel 2013, ecco che ritorna il regista Abtellatif Kechiche con la sua nuova opera cinematografica intitolata “Mektoub, My Love – Canto 1” . Ancora una volta il regista tunisino ritrae l’adolescenza o, più precisamente, il mondo dei giovani francesi con le loro aspirazioni ed amori. In questa sua ultima pellicola viene così raccontato di un ragazzo di origini tunisine che, da Parigi, dove ha interrotto gli studi di Medicina e svolge l’attività di cameriere presso un ristorante, aspirando nel contempo ad entrare nel mondo del cinema scrivendo sceneggiature di films, ritorna nella natia Sète sulla Costa Azzurra, presso la propria famiglia e, più precisamente, da sua madre e dal numeroso parentado composto da zii/e , cugini/e ed amici di infanzia. [+]

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michelino giovedì 14 giugno 2018
michelino va al cinema Valutazione 0 stelle su cinque
25%
No
75%

 Uno sguardo ipnotico e quasi caritatevole

sulla generazione degli anni 90.
 
Generazione caratterizzata da una profonda 
mutazione genetica tesa a valorizzare il piacere
edonistico superficiale rispetto ad una ricerca
interiore
 
Corpi bellissimi ma vuoti 
Ricerca di un piacere immediato
ma paura di amare e di essere amati
 
Il regista è bravissimo
non giudica ma ci porta con se
all'interno di un mondo
 
Se è inferno o paradiso
lo dica la sensibilità dello spettatore

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freerider lunedì 4 giugno 2018
luce abbagliante ma anche qualche ombra Valutazione 3 stelle su cinque
91%
No
9%

Conservo sensazioni contrastanti come lascito della visione del film, al pari dei precedenti incontri con il mondo cinematografico di Abdellatif Kechiche.
 
Da un lato ne ammiro l’estrema vitalità dell’immagine, l’uso fantastico (abbagliante, potremmo dire) della luce, la scrittura molto libera e destrutturata soprattutto nei dialoghi (un vero e proprio turbinio verbale), il tutto a favore di una rappresentazione non-mediata della giovinezza, restituita con un impressionismo finanche crudo nel suo irripetibile dosaggio di esuberanza, euforia e soave inconcludenza. Dall’altro lato non riesco a non registrare una certa - ormai riconoscibile - insistenza, ostentazione, una specie di prepotenza visiva e parolaia che sembra voler più alimentare se’ stessa che non veicolare un particolare messaggio. [+]

[+] esperienza sensoriale sulle meraviglie della vita (di tom87)
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lunedì 28 maggio 2018
pessimo Valutazione 0 stelle su cinque
60%
No
40%

Film veramente pessimo, tant'è che sono andato via, come altri,alla prima interruzione dopo 90 minuti.Lungo, lento,di nessun significato,noioso e senza un filo logico.

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cardclau lunedì 28 maggio 2018
tutto da rifare Valutazione 1 stelle su cinque
50%
No
50%

Il regista Abdellatif Kechiche comincia il film mostrandoci in bell'Amin che sta andando in bicicletta col sottofondo di un aria del grande Wolfgang Amadeus Morzart. Lo spettatore comincia a ben sperare. Per ricredersi precipitosamente alla prolissa scena di sesso, troppo lunga, solo carnale, tra Toni e Ophelié, che a parte i mugugni e le inquadrature in primo piano, che risparmiano sole "le vergogne", non dice granché. O meglio crea la netta impressione che il regista non sappia dire altro, della relazione misteriosa, indispensabile, estremamente creativa e vitale, tra il mascio e la femmina. Tra l'altro Ophelié è promessa in sposa a Camargue (in servizio sulla portaerei Charles De Gaulle), ma intato si diverte spensierata (direi assolutamente senza pensiero) con Toni, che speriamo sia comunque ben dotato, anche se completamente privo del senso di sacralità della relazione maschio-femmina, pur di breve durata. [+]

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francesco2 domenica 27 maggio 2018
quel "cinema di corpi"
75%
No
25%

All’inizio, forse, appare un film di ispirazione rohmeriana, con dialoghi e situazioni che riportano alla
mente -secondo chi scrive- il peggio del regista francese, che in “Un ragazzo, tre ragazze”..... si perdeva nei
dialoghi pseudo-intellettualistici.
In seguito, tuttavia, alcune sequenze apparentemente anodine ci illuminano riguardo
i travagli delle giovanissime protagoniste, a differenza di commedie “intellettuali”(stiche) d’
oltralpe tipo “ L’appartamento spagnolo”. Ma soprattutto, come ha scritto giustamente Marzia Gandolfi,
questo èun cinema di corpi. Lo era già “La vita di Adele”, amore lesbico di liberazione non solo ed
esclusivamente sessuale e/o culturale. [+]

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peergynt giovedì 7 settembre 2017
l'occhio del cinema sul corpo della donna Valutazione 4 stelle su cinque
33%
No
67%

 Il regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche si rivela sempre di più come un Rohmer di nuova generazione. Innamorato (e si vede) del corpo femminile, sul quale fa scorrere per quasi tutte le 3 ore del film la sua macchina da presa, ama molto anche i suoi personaggi, che disegna a tutto tondo grazie ad un dialogo incessante che ne costituisce, a tutti gli effetti, il loro 3-D. Perché è proprio con dialoghi molto aderenti alla quotidianità e scene che indugiano sulle azioni più comuni della vita (quali il mangiare, l'amare, il lavorare) che Kechiche ci presenta i personaggi, ce li fa conoscere e ce li fa amare. [+]

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