Marilyn

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Un film di Simon Curtis. Con Michelle Williams, Eddie Redmayne, Julia Ormond, Kenneth Branagh, Pip Torrens.
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Titolo originale My Week with Marilyn. Biografico, durata 99 min. - Gran Bretagna, USA 2011. - Lucky Red uscita venerdì 1 giugno 2012. MYMONETRO Marilyn * * * - - valutazione media: 3,00 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
osteriacinematografo mercoledì 6 giugno 2012
l'insostenibile leggerezza di marilyn Valutazione 4 stelle su cinque
95%
No
5%

 Londra, 1956. Colin Clark, figlio minore di Sir Kenneth Clark, eminente storico d’arte dell’epoca, decide, subito dopo la laurea, di intraprendere la carriera cinematografica. Grazie alla sua cieca ostinazione e alle influenti conoscenze di famiglia, il ventitreenne Clark (Eddie Redmayne) riesce a farsi assumere come terzo assistente alla regia del film “Il principe e la ballerina”: lavorerà così come tuttofare accanto al grande attore e regista Laurence Olivier (Kenneth Branagh), imparando con applicazione ed entusiasmo i meccanismi del “dietro le quinte” cinematografico, occupandosi dei tanti piccoli dettagli di contorno al set; entrerà poi in confidenza con la moglie dell’epoca di Olivier, Vivian Leigh, che gli affiderà il monitoraggio del marito; instaurerà una tenera storia d’amore con una costumista (Emma Watson). [+]

[+] però... (di writer58)
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writer58 giovedì 14 giugno 2012
la principessa e il terzo assistente Valutazione 3 stelle su cinque
90%
No
10%

Il mito di Marilyn è descritto, con alcune rapide pennellate, in una recensione al film che ho trovato splendida(Osteriacinematografo, 2012): "Una Marilyn bambina, capricciosa, incontentabile, talentuosa, fragilissima, divina, eterea, Marilyn che affascina e sconvolge chiunque le si avvicini troppo, Marilyn sola nella folla, schiva e diffidente, istintiva, tenera, Marilyn che tutti odiano e amano al tempo stesso, Marilyn schiava di farmaci che le avvelenano l’anima, Marilyn candida e autoironica, intrinsecamente sensuale, imprigionata in un personaggio che non può e non vuole lasciare, in un mito planetario di cui l’opinione pubblica si nutre senza ritegno [...]". Quando Marilyn arriva a Londra per recitare a fianco del grande Laurence Olivier ha 30 anni ed è già la personificazione del mito: gli uomini la guardano attoniti a bocca aperta, i fan la assediano, le donne la scrutano con malcelata invidia. [+]

[+] semmai.. (di luana)
[+] una analisi attenta e elegante (di yasminelol)
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donni romani martedì 1 maggio 2012
una marilyn fragile e bellissima Valutazione 4 stelle su cinque
68%
No
32%

Nel 1956, poco dopo aver sposato Arthur Miller, Marilyn Monroe si trasferì a Londra per girare "Il principe e la Ballerina" con Sir Laurence Olivier. Il giovane assistente di set Colin Clark, all'inizio intimidito dall'essere a contatto con attori tanto famosi, sarà l'unico che riuscirà ad instaurare un rapporto intimo e sincero con l'attrice americana, fragile e insicura ogni giorno di più. [+]

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stefano mosca giovedì 7 giugno 2012
marilyn vestita da norma jeane Valutazione 3 stelle su cinque
78%
No
22%

Giochi di luce e ombra si proiettano sullo schermo dando al film l’aspetto di un documentario, ma quelle luci e quelle ombre emergono anche dalla personalità della Monroe. Abbandonati gli abiti di Norma Jeane, la vita precedente e soprattutto la solitudine, Marilyn si fa conoscere al mondo intero che la ama, nonostante le critiche, più di quanto lei crede di meritare. Ma la sua vera identità, la vita passata e quella maledetta solitudine non si dissolveranno mai, nonostante i successi e gli amori. Malinconica, instabile e soprattutto impaurita dalla popolarità, la stella di Hollywood, cede al solo aiuto dei sonniferi e antidepressivi, come nel film verrà ampiamente messo in evidenza e lasciandoci immaginare la drammatica conseguenza. [+]

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francesca meneghetti lunedì 11 giugno 2012
e se al risveglio il fiore fosse tra le tue mani? Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

 “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita.” Citare Shakespeare, e più precisamente una battuta di Prospero nella Tempesta (atto IV, scena I) può sembrare fuori luogo in un film su Marilyn. Ma potemmo aggiungere un altro carico senza essere fuori tema, citando il poeta Coleridge What if you slept: “E se nel sonno tu sognassi? E se nel tuo sogno, salissi al cielo e lì cogliessi un mirabile fiore? E se al tuo risveglio, quel fiore fosse fra le tue mani?”.
Un ragazzo fortunato, Colin Clark, realmente vissuto, ebbe la fortuna di cogliere un fiore, che si chiamava Marilyn Monroe. [+]

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glenn_glee sabato 2 giugno 2012
norma jeane baker più che marilyn monroe Valutazione 3 stelle su cinque
77%
No
23%

Marilyn è un film che cerca di dipingere prima di tutto le fargilità della più grande diva del cinema di tutti i tempi. Quello che però risulta essere più interessante è la riflessione che si può fare sulla celebrità in generale, in un mondo come il nostro dove la più grande ambizione è diventare famosi e dove si idolatrano le star come divinità. Quello che in sostanza si può ricavare dal film è che Marilyn non era solo quella bellissima donna, sexy e sicura di sè che scende dall'aereo nei primi momenti in cui appare, ma era anche la ragazza estremamente insicura che trova difficoltà a recitare in una semplice commedia e che va in crisi non appena il marito torna negli USA. [+]

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tanus78 mercoledì 24 ottobre 2012
no infamia, no gloria Valutazione 2 stelle su cinque
71%
No
29%

Da vedere per la prova d'attrice di Michelle Williams e quella d'attore di Kenneth Brannagh. Non aggiunge nulla di fondamentale alla storia del cinema ma è ottimamente realizzato e permette di passare dignitosamente un paio d'ore apprendendo qualcosa in più su uno dei più longevi fenomeni della star system mondiale.

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andremovie mercoledì 13 giugno 2012
ritratto malinconico di una stella luminosa Valutazione 4 stelle su cinque
80%
No
20%

L'impatto che Marilyn Monroe ha avuto sul mondo del cinema (e non solo), è probabilmente da considerarsi senza eguali: fin da subito la macchina da presa l'ha amata, esaltandone fisicità e bellezza, permettendole così di diventare la donna più desiderata al mondo. Essere conquistati dai suoi movimenti, dai suoi sguardi e ammiccamenti è inevitabile, così come lo è provare uno velo di malinconia e tristezza pensando a tutta la sua fragilità. Interpretare una figura così complessa e tormentata, entrata prepotentemente nell'immaginario collettivo, è una sfida a dir poco proibitiva per chiunque. Considerate le difficoltà, Michelle Williams fa un lavoro splendido, riuscendo a trasporre quel profondo senso di inquietudine e solitudine che non ha mai abbandonato l'attrice. [+]

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chiabrando lunedì 2 luglio 2012
recalling a diva Valutazione 2 stelle su cinque
65%
No
35%

La commemorazione di una diva non è una facile impresa. Se il soggetto in questione è poi Marilyn Monroe,  il tutto assume ancor più un aspetto erto e non privo di contraddizioni. Prima opera di sostanziale importanza per il regista inglese Simon Curtis, che diviso spesso fra cinema e tv propone un’effigie fragile e rarefatta dell’icona più celebre di tutti i tempi. La pellicola si basa infatti sui diari di Colin Clark, il giovane terzo assistente alla regia che nell’estate del 1956 affianca un “navigato” sir Laurence Oliver nelle riprese de “Il principe e la ballerina”. Ben presto però l’incauto ragazzo viene plagiato dalla figura dell’eccelsa Marilyn che lo risucchierà nel vortice esistenziale della sua controversa personalità. [+]

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angelo umana lunedì 4 giugno 2012
m.m. icona, non persona Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

 Una diva di pillole e fragilità, ecco chi era Marilyn come appare nel film, immagine ottimamente resa - anche nelle crisi depressive - dalla protagonista Michelle Williams: una "ragazzina" indifesa di 30 anni, che ispira simpatia e tenerezza e che così giovane era arrivata al 3° marito, Arthur Miller, colui che avrebbe dovuto  "frantumare le sue insicurezze". Eppure questi mariti  "sembrano tutti adatti all'inizio...".

 
Marilyn si trova in Inghilterra nel '56, alla "corte" del severo regista Laurence Olivier, il quale "sognava di rinnovarsi attraverso di lei" e che confessa a Colin Clark (Eddie Redmayne) che dopo aver lavorato con quel talento naturale non serve fare il regista, tornerà a recitare. [+]

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