| Anno | 2009 |
| Genere | Thriller, |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Luigi Cecinelli |
| Attori | Henry Garrett, Jakob Von Eichel, Caroline Kessler, Steven Matthews, Ralph Palka Katie McGovern, Jennifer Norton, Jeffrey Jones, Steven Blake, Niccolò Senni. |
| Uscita | venerdì 5 giugno 2009 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| MYmonetro | 2,16 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 27 novembre 2017
Un intricato thriller poliziesco. Le agghiaccianti torture di un imprendibile serial killer riemergono come visoni nella mente di un ragazzo appena uscito dal coma. In Italia al Box Office Visions ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 80,3 mila euro e 45,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Spider è uno spietato serial killer che tortura le sue vittime tenendole in vita il più a lungo possibile per nutrirsi del loro dolore. Dopo un blitz di una squadra dell'FBI finito in tragedia, il criminologo Leemen decide di ritirarsi dal caso in preda ai sensi di colpa. Trasferito in un ospedale psichiatrico, il dottor Leemen si trova un giorno ad accogliere fra i suoi pazienti Matthew, un ragazzo colpito da una totale amnesia in seguito ad un incidente. Con l'aiuto dell'esuberante Nick, altro paziente della clinica, e di Hope, una giovane reporter di cronaca nera, Matt scopre di avere delle visioni che riguardano il noto serial killer e le sue vittime e decide così di mettersi sulle sue tracce.
Il "film di genere" è una questione di serie, di categorie, e pensare un thriller significa già inserirlo all'interno di una particolare divisione. Esiste una serie A dove risiedono tutti quei film dotati di una felice alchimia fra ricerca estetica, gusto del racconto e complessità psicologica, ed una serie B dove rientrano sia coloro che hanno fallito l'obiettivo della serie A, sia quei più o meno volontari imitatori dei suoi "giocatori". Il thriller girato negli USA ma da autori di origine italiana Visions si iscrive fin da subito con consapevolezza nella serie B: la matrice è difatti il "serial thriller" americano di derivazione letteraria (Il silenzio degli innocenti, Il collezionista di ossa) con alcuni innesti all'interno del meccanismo di incremento della suspense che richiamano agli enigmi e alle torture inventive della serie di Saw.
La fotografia sporca, i luoghi tipici del genere e certe soluzioni stilistiche artigianali (come le cornici "iperrealistiche" delle varie visioni del protagonista virate nei colori e nella saturazione) descrivono il film più come un "copycat" che come un originale. Eppure Visions non è il tipico giochetto post-moderno di citazionismi complici o di recuperi di una certa passione per lo "stracult", anzi, la complessità apparente della sua sceneggiatura e i pochi ricorsi all'ironia parrebbero voler elevare il film dalla semplice etichetta "di genere".
Solo che il film di Cecinelli manca anche di quei pochi elementi che tendono a dare dignità ai B-movies contemporanei. A questo tipo di prodotti non si chiede molto: va bene una scarsa recitazione e pure dei dialoghi anti-realistici, basta che quei nodi della sceneggiatura sappiano dipanarsi adeguatamente in modo da coinvolgere il suo spettatore, mantenere viva la voglia di proseguire il racconto e magari sorprendere un po' con una chiusura ad effetto.
Qui purtroppo questi tre principi vengono applicati con mancanza di fermezza o eccesso di rozzezza, così che il coinvolgimento troppo spesso viene meno, la passione per l'indagine non muove troppo interesse, ma soprattutto la pretesa del colpo di scena viene investita di troppa importanza a fronte di un'idea troppo debole per poterne gestire la portata.
Sinceramente non me l'aspettavo, mi è piaciuto e consiglio la visione; è un buon giallo/thriller con qualche apprezzabile risvolto horror e pure alcune frasi da commedia brillante. Regia, recitazione e sceneggiatura sono discrete, anche se non proprio originali ed anche il finale non delude. Giudizio assolutamente positivo.
È raro che un regista, in Italia, esordisca misurandosi col genere, in questo caso lo psico-thriller a sfondo clinico e visionario. Proprio "Visions" si chiama infatti l'opera prima di Luigi Cecinelli, che esce per iniziativa di Cinecittà Luce dopo discreta anticamera. Girato in inglese, ambientato in un'America indefinita, immerso in una luce verdognola con qualche crudezza in stile "Seven" o "Saw", [...] Vai alla recensione »