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diego p.
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giovedì 29 marzo 2012
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sceneggiatura ottima, mark fastidioso come pochi!
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THE SOCIAL NETWORK
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 7 & 1/2
Breve trama: Il film parla della nascita del social network più famoso del mondo e racconta la storia dei suoi fondatori alternando la vita nel campus alle vicessutidini giudiziare che hanno portato Facebook a...d essere il secondo sito al mondo come visite dopo Google.
Giudizio: film dal ritmo incalzante grazie ai velocissimi ( e a volte pure difficili) dialoghi tratti da un ottima sceneggiatura. Se non fosse che è una storia vera verrebbe da dire che è sempre la solita bella favola del ragazzo emarginato che riesce con il talento, e il cinismo aggiungo, arrivando a superare tutti: ed è cosi, solo che questa volta la vicenda non è stata partorita dalla penna di uno sceneggiatore bensì dalla realtà della vita di Mark Zuckerberg quindi la finzione hollywodiana può gran poco perchè è già tutto vero.
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THE SOCIAL NETWORK
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 7 & 1/2
Breve trama: Il film parla della nascita del social network più famoso del mondo e racconta la storia dei suoi fondatori alternando la vita nel campus alle vicessutidini giudiziare che hanno portato Facebook a...d essere il secondo sito al mondo come visite dopo Google.
Giudizio: film dal ritmo incalzante grazie ai velocissimi ( e a volte pure difficili) dialoghi tratti da un ottima sceneggiatura. Se non fosse che è una storia vera verrebbe da dire che è sempre la solita bella favola del ragazzo emarginato che riesce con il talento, e il cinismo aggiungo, arrivando a superare tutti: ed è cosi, solo che questa volta la vicenda non è stata partorita dalla penna di uno sceneggiatore bensì dalla realtà della vita di Mark Zuckerberg quindi la finzione hollywodiana può gran poco perchè è già tutto vero.
Il film è riuscito nonostante l'aspetto AMERICAN PIE di alcune scene, riesce a dare una visione sociologica del delle reti sociali ponendo lo stesso protagonista vittima dello stesso, nonostante ne sia il fondatore: si veda l' F5 F5 F5 F5.
Ritrarre una realtà che è tutt'ora in corso e che ancora non si sà dove porterà non deve essere stata missione facile ma mi sembra che il risultato sia stato più che buono.
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ultimoinquisitore
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giovedì 9 febbraio 2012
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travolgente!
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Sconsigliato agli over 30, che darebbero ascolto soltanto ai dialoghi in cui si parla di azioni e soldi! Tutto il resto è il ritratto di una nuova generazione di ragazzi che riesce a farsi pubblicità come non si era visto mai. La tecnologia ha preso una rapida impennata di sviluppo e i ragazzi la seguono a ruota, ma per la maggiorparte è perchè fa figo. Facebook è definito nel film "la festa dei single per eccellenza". Tutto ha alla base una nuovo metodo folcloristico a livello (ormai mondiale) per "abordare" le ragazze, o almeno poter fare i guardoni con più riservatezza, ma intanto si sa che lo fanno (quasi) tutti. Il film si fa piacere per l'ottima colonna sonora, il ritmo, i punti di riflessione, il coinvolgimento, ai protagonisti (formidabili) e una regia fincheriana che si evolve ancora: abbandona la pressione dell'obiettivo sulla scena ma interviene con fare "fantasma", più evoluzionistico negli ambienti e svela la sua onnipresenza.
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Sconsigliato agli over 30, che darebbero ascolto soltanto ai dialoghi in cui si parla di azioni e soldi! Tutto il resto è il ritratto di una nuova generazione di ragazzi che riesce a farsi pubblicità come non si era visto mai. La tecnologia ha preso una rapida impennata di sviluppo e i ragazzi la seguono a ruota, ma per la maggiorparte è perchè fa figo. Facebook è definito nel film "la festa dei single per eccellenza". Tutto ha alla base una nuovo metodo folcloristico a livello (ormai mondiale) per "abordare" le ragazze, o almeno poter fare i guardoni con più riservatezza, ma intanto si sa che lo fanno (quasi) tutti. Il film si fa piacere per l'ottima colonna sonora, il ritmo, i punti di riflessione, il coinvolgimento, ai protagonisti (formidabili) e una regia fincheriana che si evolve ancora: abbandona la pressione dell'obiettivo sulla scena ma interviene con fare "fantasma", più evoluzionistico negli ambienti e svela la sua onnipresenza. Il montaggio ne è una sonora prova.
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reattore74
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lunedì 12 dicembre 2011
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coinvolgente
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più che gran film, lo definirei una gran bella storia con la quale è stato facile fare un gran film. La storia del mitico Mark Zuckerberg, dai primi passi, alla creazione dell'impero Facebook. Film che si lascia vedere piacevolmente, scorre bene, ci sono coinvolgimenti, incroci di personaggi, burocrazia, amicizia, soldi. Bel film, forse il migliore del 2010.
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niky6900
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venerdì 2 dicembre 2011
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un ottimo film
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Un ottimo film di David Fincher.
The social network è forse il film che tratta di web meglo fatto al mondo.
Per qusto raggiunge un'ottima critica, ottimo il cast, regia e scenggiatura.
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io_irene
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giovedì 1 dicembre 2011
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un po' si scrive con l'apostrofo!
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Bel film, bel ritmo e bella musica, ma cavoli anche se il 90% degli scritti a Facebook scrive 'pò', non è possibile che nel trailer compaia: 'senza farsi un pò di nemici'. Ho controllato per curiosità nelle recensioni a questo film su 10 intenzioni di scrivere il troncamento di 'poco': 7 pò e 3 po'.
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concettos
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mercoledì 23 novembre 2011
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sociale e rete in un abbraccio venefico
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Difficile. Questo è l’aggettivo che si adatta bene ad un film travolgente ma complicato( e non poteva essere diversamente) nei dialoghi tutti densi e scanditi con la precisione di un metronomo. Relazioni sociali e tecnicismi da internauta, in un inseparabile abbraccio senza soluzione di continuità e in un alternarsi che non ammetteva distrazione e il bisogno di un non trascurabile bagaglio di conoscenze ( anche legali) per potere apprezzare questo film: non possedendo né l’uno né l’altro si corre seriamente il rischio di perdersi e rimanere delusi. Un’idea semplice ma geniale come facebook non poteva non avere un artefice geniale in tutto.
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Difficile. Questo è l’aggettivo che si adatta bene ad un film travolgente ma complicato( e non poteva essere diversamente) nei dialoghi tutti densi e scanditi con la precisione di un metronomo. Relazioni sociali e tecnicismi da internauta, in un inseparabile abbraccio senza soluzione di continuità e in un alternarsi che non ammetteva distrazione e il bisogno di un non trascurabile bagaglio di conoscenze ( anche legali) per potere apprezzare questo film: non possedendo né l’uno né l’altro si corre seriamente il rischio di perdersi e rimanere delusi. Un’idea semplice ma geniale come facebook non poteva non avere un artefice geniale in tutto. Un ragazzo ( non dimentichiamolo) che ha cambiato( e sta cambiando) il nostro modo di relazionarci in rete sfruttando, in maniera egregia, le inalienabili debolezze umane collegandole tra loro : sinceramente dopo avere visto the social network provo una certa ritrosia ad usare facebook . Ma so già da ora che passerà.
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shanks
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lunedì 21 novembre 2011
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il passo dei tempi
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Un ragazzo. Un potenziale genio negli affari e nel lavoro ma assolutamente negato nel relazionarsi alla vita. Forse per scelta forse per incapacità personale; fatto sta che Mark Zuckerberg (un Jesse Eisenberg da urlo) riesce a rovinare qualsiasi tipo di rapporto umano gli capiti a tiro come una macchina da guerra, non guardando in faccia nessuno e pensando solo a quello che di "buono" potrebbe fare nell'avvenire. Non si riesce a distinguere infatti se cio che vuole progettare sia frutto di un capriccio, nato da una relazione finita male, oppure da un vitale bisogno di realizzarsi nella propria esistenza, buttandosi a capofitto nei suoi codici e nei suoi algoritmi.
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Un ragazzo. Un potenziale genio negli affari e nel lavoro ma assolutamente negato nel relazionarsi alla vita. Forse per scelta forse per incapacità personale; fatto sta che Mark Zuckerberg (un Jesse Eisenberg da urlo) riesce a rovinare qualsiasi tipo di rapporto umano gli capiti a tiro come una macchina da guerra, non guardando in faccia nessuno e pensando solo a quello che di "buono" potrebbe fare nell'avvenire. Non si riesce a distinguere infatti se cio che vuole progettare sia frutto di un capriccio, nato da una relazione finita male, oppure da un vitale bisogno di realizzarsi nella propria esistenza, buttandosi a capofitto nei suoi codici e nei suoi algoritmi. Ed è forse il merito piu grande del film questo, giocare su quest'alternanza di temi, riflettere su come la società sia impossibilitata a sostenere dei valori morali sacrosanti e l'opportunismo necessario per sfondare.
David Fincher, da sempre maestro nel mettere in scena storie ciniche, riesce anche stavolta a dirigere una pellicola asciutta, senza troppi fronzoli, arrivando in men che non si dica al punto della questione. E come con Brad Pitt nei ruoli dell'investigatore e del combattente, conduce per mano il protagonista al centro della storia, regalandogli la giusta visibilità.
C'è da chiedersi però cosa renda il film cosi affascinante, se sia la storia terribilmente "gossippiana", dalla quale siamo tutti schiavi e ne vorremmo sapere di più, oppure o la reale bravura anche stavolta del regista.
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silvi@
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giovedì 3 novembre 2011
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veloce e interessante, da vedere
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Film veloce, scorrevole, divertente, coinvolgente. Difficile annoiarsi. Assolutamente consigliato.
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notedo
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mercoledì 12 ottobre 2011
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film epocale
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Ero molto curioso di sapere come avrebbe fatto il cinema a tradurre e quindi a trasferire visivamente i problemi ed i contenuti di facebook. Non c'è che dire,David Fincher ha colpito nel segno trasferendo tramite un'ottima sceneggiatura le sensazioni sonore. Trattandosi di un film molto parlato, solamente le battute,per il ritmo troppo frenetico ed a volte sfuggenti,non sarebbero state sufficienti a produrre l'ottimo risultato raggiunto.
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fra007
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venerdì 7 ottobre 2011
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come nacque..
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Dall'idea alla realizzazione passando per i perfezionamenti, i disguidi societori, le vicende legali e altro ancora..
Il regista riesce ad amalgamare tutta una serie di situazioni intreciate, confezionando un buon prodotto, scorrevole ed efficace. Bravi gli attori.
Interessante.. lo consiglio!
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