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Tabł - Gohatto
Un film di Nagisa Oshima.
Con Takeshi Kitano, Shinji Takeda, Ryuhei Matsuda, Tadanobu Asano, Koji Matoba, Tadanobu Asano
Titolo originale Gohatto.
Storico,
durata 100 min.
- Giappone 1999.
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![]() Samurai e omosessuali: un tabł infranto
Giancarlo Zappoli
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Oshima ritorna con classe
martedģ 19 settembre 2006
di Andrea Calculli
Oshima ritorna. E lo fa in grande stile. L'epoca del film č una delle pił affascinanti e interessanti che la storia ricordi: la fine del Giappone feudale e dell'era Tokugawa e l'inizio del Giappone moderno che nel giro di 40 anni sarą in grado di ridurre il gap rispetto ai concorrenti industrializzati. In quel tempo il giappone si trovava diviso tra ottusi isolazionisti, contrari all'apertura del giappone agli scambi internazionali (Perry aveva attaccato nel '53) e coloro che invece vedevano come continua » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Colpi secchi, movimenti stilizzati, corpi che si confrontano in combattimenti-balletto che prefigurano la morte. Tabł - Gohatto, del maestro giapponese Nagisa Oshima, ci riporta alla perfezione formale delle magiche ricostruzioni in costume dei classici del cinema nipponico. Samurai, maschi che scelgono una vita durissima, retta da una disciplina dacciaio, per raggiungere una superiore libertą, impossibile ai comuni mortali: essere al di sopra delle leggi della massa, comportarsi da semidei, padroni, con un colpo di spada, di cambiare il destino degli altri. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Con un colpo di spada il capitano Hijikata (Beat Takeshi, alias Takeshi Kitano) recide un ciliegio in fiore. Cosģ termina Tabł ( Gohatto, Giappone, 1999, 100), primo film di Nagisa Oshima dopo Max amore mio (1986). Alle spalle di Hijikata, in un paesaggio nebbioso, un ufficiale dello Shinsengumi sta uccidendo con un altro colpo di spada Sozaburo Kano (Ryuhei Matsuda). Delle due morti - quella del ciliegio e quella del samurai -, la seconda č solo allusa dalla prima. Daltra parte, nei rami fioriti che cadono a terra cč molto pił che la morte dun uomo: cč la presa datto duna decadenza che nessuna ostinata, gelida comunitą chiusa puņ vincere. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Il ritorno di Nagisa Oshima dopo quattordici anni di silenzio (durante i quali ha subģto un grave attacco cerebrale) č un film che compendia tutta la poetica, lo stile, le ossessioni del regista. Feroce decostruttore degli stereotipi della cultura giapponese, Oshima attacca un repertorio maschile per eccellenza come la storia di samurai: da una parte mette in scena con maestria i combattimenti di kendo; dallaltra dinamita letteralmente le regole del genere. Non tanto perché vi introduce il soggetto (sempre implicito, in fondo) dellomosessualitą, ma piuttosto perché mette a confronto la legge e la sua trasgressione in un ambiente particolarmente violento, mostrando il prevalere degli istinti sulle norme, lo scarto tra lumanitą del desiderio e lartificio dei codici di comportamento. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Nagisa Oshima, il grande regista giapponese de L'impero dei sensi, cineasta essenziale capace di cambiare il linguaggio del cinema internazionale, non ha diretto film durante quattordici anni, dal 1986 di Max, mon amour: č stato terribilmente malato, aveva l'impressione d'aver perduto se stesso, d'aver smarrito la propria identitą. Torna ora al cinema a 69 anni, con il bellissimo Tabł che per la prima volta racconta in un film l'omosessualitą tra i samurai in un periodo dominato in Giappone da un senso di fine. » |
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