Il Golem - Come venne al mondo

Un film di Paul Wegener, Carl Boese, Henrik Galeen. Con Paul Wegener, Albert Steinruck, Lyda Salmonova, Carl Ebert, Jacob Tiedtke.
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Titolo originale Der Golem, wie er in die Welt kam. Fantastico, durata 73 min. - Germania 1920. MYMONETRO Il Golem - Come venne al mondo * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Siamo a Praga. Löw, un rabbino, costruisce una grande statua d'argilla, il Golem, che dovrebbe salvare gli ebrei da qualsiasi minaccia.
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Fantafilm
cento anni di cinema di fantascienza

Intorno al 1580, a Praga, l'imperatore prepara un piano per allontanare dalla città gli ebrei accusandoli falsamente di aver sacrificato dei bambini in rituali blasfemi. Quando il conte Floriano pubblica l'editto per l'espulsione, il rabbino Löw, sapiente di arti magiche e di alchimia, decide di intervenire in difesa del suo popolo e, costruita una gigantesca statua d'argilla, il Golem, evoca il demonio Astarotte affinché gli riveli la parola necessaria ad infondergli la vita. Incastrata sul petto della statua una piccola incisione recante il nome "aemet" ("vita" o "verità"), Löw anima il Golem e lo conduce con sé alla corte dell'imperatore per dissuaderlo. Le sue preghiere e le sue minacce risultano vane e soltanto dopo che il palazzo rischia di crollare per la collera divina e il Golem salva la sua famiglia, l'imperatore accetta di ritirare l'editto. Terminata l'opera, il rabbino si prepara a restituire il riposo al colosso togliendogli l'incisione, ma Famulus, l'infido servitore, se ne impadronisce per farne strumento delle sue vendette. All'odine di rapire la giovane Miriam, figlia del suo padrone e sospetta di amare Floriano, il Golem, tuttavia, si ribella e in preda ad una cieca follia scatena il panico per le strade del Ghetto. Soltanto una innocente bambina che gli tende una mela riuscirà a fermarlo definitivamente togliendogli, per caso, il magico amuleto. Celebre trasposizione della leggenda del Golem filtrata, in questo caso, attraverso il romanzo di Gustav Meyrink. Romanticismo ed espressionismo si fondono in maniera ammirevole in una cupa raffigurazione del destino dell'umanità, da un lato testimoniando la fertile vena creativa dei cineasti tedeschi degli anni '20 e, dall'altro, creando presupposti e situazioni per l'adattamento cinematografico di Frankenstein del 1931. Gran parte della suggestione del film riposa sulla fotografia di Karl Freund, sulle luci di Kurt Richter e sulle scenografie di Hans Poelzig che si risolvono nelle svettanti architetture gotiche, nelle viuzze che squarciano il soffocante groviglio di case del Ghetto, nei vertiginosi giri delle scale, nelle nervature dei sotterranei, nel livore spiritato dei volti. Un film che parla del mistero della vita, nel quale l'uomo scopre che il suo involucro terreno è in tutto simile alla tragica plasticità del Golem o alla rigida maschera del demonio Astarotte: una forma vuota fatta per ospitare effimere passioni. Paul Wegener (il Golem) e sua moglie Lyda Salmonova (Miriam) avevano già lavorato ai precedenti Der Golem del 1914 e Der Golem und die Tänzerin del 1917. In Italia la pellicola è conosciuta anche con il titolo Bug, l'uomo d'argilla; in America come The Golem e The Golem: How He Came Into the World.

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di Georges Sadoul

Film ispirato da una leggenda secondo cui il Rabbi Loew crea un automa, il Golem, che si ribella contro l'imperatore e contro il suo creatore. La versione migliore è questa del 1920 realizzata con imponenti scenografie ben costruite (non espressioniste) e con una straordinaria interpretazione di Paul Wegener, nella parte della statua che cammina - a cui certamente s'ispirò più tardi Frankenstein, - e bellissimi movimenti di folla. Nella sceneggiatura di Wegener e Galeen l'accento era posto sulla rivolta del Golem contro il suo creatore. »

di Corrado Terzi

La storia si ispira a una leggenda medioevale ebraica. Il rabbino Loew di Praga infonde vita a un Golem - statua d’argilla che ha fabbricato lui stesso - mettendogli nel cuore una formula magica. In epoca posteriore, alcuni operai che scavano un pozzo in una vecchia sinagoga estraggono la statua e la portano a un antiquario, il quale in seguito trova in un libro di cabala un rapporto sui procedimenti del rabbino Loew e seguendone le istruzioni riesce a infondere vita nella statua di argilla. Nel Golem, divenuto servo dell’antiquario, si opera una trasformazione: lui, l’ottuso automa, si innamora della figlia del padrone e diviene quindi un essere umano con una sua anima. »

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