Clayface

   
   
   

Pi? Crimes of the future DC rispetto a Morbius...! Valutazione 3 stelle su cinque

di Imperior Max


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martedì 27 ottobre 2026

 CLAYFACE.
 
Terzo film prodotto da James Gunn e Peter Safran dedicato ad uno dei nemici storici di Batman e facente parte del DCU. Dopo un ottimo Superman e un modesto Supergirl si è scelta una via diversa ed opposta rispetto al solito. Ed è uscito fuori un cinecomic non del tutto riuscito, ma decisamente particolare, interessante ed accattivante.

Matt Hagen, un attore amato di Hollywood, riceve la candidatura all’Oscar e decide di festeggiare in discoteca con l’amico e collega Corey Bowery. Dopo diverse sbornie e in pista da ballo incontra l’aspirante attrice Mia Torrez, flirtano e finiscono ad andare a letto, nonostante gli avvertimenti di Corey sul fatto che è la ragazza del boss mafioso Markos Szabo. La mattina seguente Matt si sveglia e si ritrova in camera da letto Szabo con i suoi scagnozzi, mandano via Mia, lo tengono fermo e viene sfregiato gravemente al volto. Dopo diverse e costosissime operazioni chirurgiche Matt rimane comunque sfigurato, non riesce a mandare in giudizio Szabo per mancanza di prove e per la diffamazione di Mia nei confronti di Matt, Hollywood gli volta le spalle a causa della controversia e del suo aspetto e decide di ritornare nella sua città natale, Gotham City, ormai sul lastrico per colpa del suo avvocato e manager Frank Fitzpatrick.

Leggendo una rivista locale viene a sapere della dottoressa Caitlyn Corr, specializzata in nanotecnologia nelle riparazioni di tessuti, e si offre volontario per la sperimentazione, in mancanza di alternative. Dapprima restia a procedere Caitlyn viene convinta dal suo fidanzato, il detective John Borrelli, che sta’ indagando sul boss Szabo. L’esperimento sembra funzionare, Matt ha di nuovo il suo viso perfettamente intatto e fa’ il suo ritorno alla ribalta sul tappetto rosso. Dopo un po’ si accorge che il suo viso sta’ deteriorandosi e decide, in preda alla disperazione, di iniettarsi una dose massiccia di sostanza ai naniti. Di lì in poi la storia prenderà delle pieghe andando avanti sempre più grottesche, noir, violente, vendicative e anche sentimentalmente ambigue.

James Watkins, regista di diversi film più o meno riusciti e reduce dell’inutile remake Speak No Evil, dirige il tutto con mestiere e con qualche ottima ispirazione. Sicuramente inserisce una buona fotografia che va’ dal patinato e luminoso hollywoodiano festaiolo al noir urbano con buoni giochi di luce tra i rossi e i gialli ocra delle strade e degli interni. Degli ottimi effetti speciali, soprattutto quelli pratici e nel trucco di Matt con le deformazioni del corpo e del viso, ma un po’ meno quelli in CGI delle volte anche se sapientemente coperti dalla fotografia. 

Delle buone scene d’azione, delle sequenze splatter e sanguinose anche belle violente e divertenti. Dei movimenti di macchina e delle inquadrature anche ben fatte e un buon montaggio che riesce a creare diverse tensioni e sequenze d’azione. Anche se quest’ultimo non sempre mantiene il ritmo della narrazione. Buone le musiche anche se piuttosto anonime. Gli attori se la cavano con Tom Rhys Harries che interpreta un buon Matt dalla faccia giusta, belloccia e dalle giuste espressioni. Ottima di sicuro Naomi Ackie nella dottoressa Caitlyn, spassoso Eddie Marsan nel ruolo dell’avvocato e buono Max Minghella come il fidanzato poliziotto John.

Va’ detto subito che il film non punta ad essere un horror com’era stato venduto, ma piuttosto come un thriller noir fantastico con contenuti bodyhorror in stile cinecomic e diversi jumpscare ben innestati. Ci sono diversi omaggi al cinema anni ’80-’90 che ricordano per certi versi David Cronenberg e in buona parte Sam Raimi nel suo Darkman. Una prima stesura era di Mike Flanagan, ma per poi essere rimaneggiata da Hossein Amini e i risultati si notano pure. Un Matt Hagen che percorre la via dell’attore dannato dalle false lusinghe di uno star system cinematografico edonista e superficiale, da un sistema giudiziario corrotto e fraudolento e da donne calunniatrici. Si riflette sulla ricerca di una propria identità in quanto Matt acquisisce l’abilità di averne altre, ma rischiando di perdere se stesso proprio per tale potere, ma anche per i sentimenti che prova per Caitlyn per averlo aiutato. 

La stessa Caitlyn che è attratta e respinta al tempo stesso da Matt, legati entrambi da una certa emarginazione sociale e professionale. Memorabili la sequenza di lei che lo monitora mentre dorme dove sogno e incubo prendono letteralmente forma, la scena nel bagno in aereo con le forbici e le palpebre, la sequenza in discoteca con i malavitosi e diverse uccisioni. Tutto ciò narrando un percorso di vendetta verso tutti coloro che lo hanno tradito e lo hanno sfregiato, senza risparmiarsi in parti del corpo spappolate, strappate via, attraversate e risucchiate. Il più delle volte senza prendersi troppo sul serio. Una serietà che però torna un po’ nel percorso emotivo e sentimentale di lui che cerca di controllare le sue nuove condizioni tra molti pro fisici e di abilità e contro che lo porteranno a renderlo il celebre e argilloso cattivo Clayface, seppur tragico, con un finale abbastanza amaro, lugubre e per nulla consolatorio.

Ciò detto ha diversi difetti appunto nel non essere sempre costante nel ritmo, la parte legal drama iniziale, seppur spiegata dopo, meritava più approfondimento ed essere meno rushato. Al contrario le parti tra Matt e Caitlyn delle volte sembrano tirate un po’ per le lunghe, al di fuori dei trattamenti con i naniti. Il boss Szabo e i suoi scagnozzi sono abbastanza stereotipati e bisognosi di molti più motivi nel volerli morti, certi espedienti narrativi ed intrecci inizialmente funzionano molto bene nei colpi di scena, rischiando però alla lunga di diventare telefonati e una trasformazione verso il finale a tratti con una CGI distinguibile. Ed infine, è certo che Mike Flanagan al posto di James Watkins avrebbe diretto decisamente meglio.

Qualcuno diceva che era il Morbius del DCU, ma a parer mio a confronto sembra il Crimes of the Future del DCU, mischiato col Raimi divertito e cazzone.

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