Lavoreremo da grandi |
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Un film di Antonio Albanese.
Con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero.
continua»
Commedia,
durata 91 min.
- Italia 2026.
- PiperFilm
uscita giovedì 5 febbraio 2026.
MYMONETRO
Lavoreremo da grandi
valutazione media:
2,33
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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L''equilibrio dei vuoti
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| martedì 10 febbraio 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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C'è un mondo che sfuma, quella provincia raccontata prima da Carlo Mazzacurati e più recentemente da Francesco Sossai che con le "Le città di pianura "ne ha documentato la mutazione antropologica di un territorio, quasi a voler salvare dall'oblio volti e mestieri non più utili al progresso, protagonisti che si muovono tra le macerie di quel mondo, e c'è un filo conduttore che unisce il cinema dei due registi veneti, la poetica del margine. E in questo contesto si unisce e si colloca l'ultimo film di Antonio Albanese, che è anche un tentativo di recuperare quella tenerezza nel raccontare, come in questo caso, la notte brava di quattro "pasticcioni" che rappresentano quella commedia umana di perdenti , dove si ride delle loro sventure, ma con un pò di amarezza. Tre sessantenni, che vivono in un borgo sul lago D’Orta, Umberto, musicista fallito, con due matrimoni falliti alle spalle, Beppe, un idraulico che vive ancora con la madre, Gigi che ha appena ereditato da una vecchia e ricca zia , soltanto una collezione di trucchi e parrucche, vanno a recuperare Tony, il figlio di Umberto, all’uscita dal carcere dal quale entra ed esce continuamente e per festeggiare la ritrovata libertà, vanno a bere al bar del paese, solo che sulla strada del ritorno, l’auto investe qualcosa o qualcuno. Da qui ha inizio una serie di intoppi e situazioni surreali, che si intrecciano nell’arco di una notte. Albanese dirige senza fretta, lascia che la situazione degeneri con quella naturalezza assurda che era tipica del compianto regista padovano, ed è anche dove si avverte di più la sua presenza ( qui si percepisce che il linguaggio che li accomuna non è solo artistico, ma condivisione di amicizia e rispetto reciproco), dove il tragico e il comico si danno il cambio senza avvisare, dove emerge la solidarietà tra “ultimi”e il lago che fa da sfondo, che avvolge quella notte stramba , rendendola quasi onirica. Albanese ama raccontare la provincia, , gli piace indugiare sul paesaggio , momenti in cui la narrazione si ferma e lascia parlare solo l’acqua. I personaggi di Albanese sono dei naufraghi che da soli andrebbero alla deriva, ma insieme formano una specie di zattera umana con la quale riescono a galleggiare, nessuno rinfaccia all’altro i propri fallimenti, tutti si accettano come pezzi difettosi, che però incastrati tra di loro in qualche modo riescono a funzionare. Così come funziona la coppia Albanese Battiston, il primo con le sue nevrosi e le sue ansie, l’altro con una fisicità imponente e quella malinconia negli occhi. E’ un film che ti dà una pacca sulla spalla e ti dice che tutto sommato va bene anche così, non bisogna prendersi troppo sul serio, alla fine. Forse qualche minuto in più, a mio avviso avrebbe giovato, rimane un qualcosa che non so definire, di irrisolto, proprio come i personaggi.
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Uscita nelle sale
giovedì 5 febbraio 2026 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 294 sale cinematografiche: |