Ultimo schiaffo |
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Un film di Matteo Oleotto.
Con Adalgisa Manfrida, Massimiliano Motta, Giuseppe Battiston, Giovanni Ludeno.
continua»
Commedia,
durata 110 min.
- Italia 2025.
- Tucker Film
uscita giovedì 8 gennaio 2026.
MYMONETRO
Ultimo schiaffo
valutazione media:
3,31
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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L? dove il sole non riscalda
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| giovedì 15 gennaio 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Petra e Jure sono sorella e fratello, vivono a Cave del Predil, una frazione montana di Tarvisio, una volta paese minerario, ora abitato da uno sparuto gruppo di persone, un paese freddo e inospitale, cercando di sopravvivere come possono, eseguendo lavoretti di ogni tipo, ma ovviamente, la scarsa densità di popolazione non permette loro di avere sempre qualcosa da mettere in tavola. Lei si è congelata per non soffrire, è dura, aspra, arrabbiata con il mondo, sembra dominare l’ambiente diventando crudele quanto la natura stessa, lui ha il candore della neve, è buono, ingenuo, sensibile ,un lusso che non possono permettersi in un ambiente così ostile , oltretutto hanno la mamma affetta da demenza senile in un ospizio, l’unico desiderio di Petra è quello di andare via da quel luogo , dal freddo tagliente che sembra averla prosciugata da qualsiasi calore umano, mentre Jure vorrebbe portare la mamma a vedere il mare. Così l’improvvisa comparsa di un volantino in cui si annuncia la scomparsa di un cane di nome Marlowe e la promessa di una ricompensa a chi lo ritrova, i due avendolo già avvistato il giorno prima, si mettono alla ricerca dell’animale convinti di risolvere finalmente i loro problemi. Da qui si avvia una serie di equivoci e drammi che sporcano il bianco della neve con il nero della criminalità locale, spacciatori, bische, scommettitori di ceffoni e il Natale con le sue luci colorate, la preparazione del presepio di don Attilio ( una presenza sempre rassicurante quella di Giuseppe Battiston), la preparazione del pranzo,non riguardano i due fratelli, nessuno interviene, nessuno prova compassione per loro, non c’è rifugio, al di fuori della loro roulotte. Finchè si smette di lottare contro il destino, e contro il mondo, perché si prende coscienza che la guerra ti deruba di tutto ciò che conta realmente, ed è quando la voce diventa carezza, non c’è più spazio per la rabbia verso la povertà, la malattia, solo desiderio di proteggere ciò che è fragile. Matteo Oleotto torna al cinema dopo tredici anni dal film d’esordio “ Zoran, il mio nipote scemo”, ancora una volta sono personaggi incapaci di vincere, bloccati in una provincia più mentale che geografica, sono i perdenti tanto cari a Carlo Mazzacurati, a Ken Loach, su piccole sconfitte quotidiane che diventano racconto. Solo che Mazzacurati ha uno sguardo più laterale, pudico, uno sguardo affettuoso e malinconico che custodisce, mentre quello di Oleotto è più scoperto, espone i suoi personaggi, li mette alla prova. Notevole l’ interpretazione di Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta che ci auguriamo di rivedere presto, così come ci auguriamo di non attendere altri tredici anni per un altro film del regista, non tutto è perfetto in questo ultimo lavoro, è un piccolo film in mezzo a colossi che sbancano al botteghino, ma raccontare di umanità e sopravvivenza merita la visione.
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Uscita nelle sale
giovedì 8 gennaio 2026 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 29 sale cinematografiche: |