L'anno nuovo che non arriva |
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Un film di Bogdan Muresanu.
Con Adrian Vancica, Nicoleta Hâncu, Emilia Dobrin, Iulian Postelnicu.
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Titolo originale Anul nou care n-a-fost.
Drammatico,
durata 138 min.
- Romania, Serbia 2024.
- Trent Film
uscita giovedì 4 dicembre 2025.
MYMONETRO
L'anno nuovo che non arriva
valutazione media:
3,95
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Il Bolero, il battito cardiaco del film
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| giovedì 25 dicembre 2025 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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S'inizia lentamente, in maniera apparentemente caotica, confusa, coadiuvata anche dalla macchina da presa a spalla sempre in movimento, che delinea però, lo stato d'animo dei sei protagonisti, piccole storie di quotidiane paure, di disillusioni e impotenza , volti e voci che rappresentano un popolo sfinito dopo 24 anni di dittatura. Siamo a Bucarest, dicemnre 1989 a pochi giorni dalla caduta di Nicolae Ciausescu, si respira un’aria di tensione e malcontento, c’è un regista che deve mandare in onda lo show di Capodanno, e deve trovare una sostituta all’attrice principale che ha tagliato la corda all’estero, il figlio del regista , uno studente che insieme a un amico pianifica di raggiungere la Jugoslavia nuotando attraverso il Danubio, un funzionario di polizia che gli sta alle costole e nel contempo deve convincere la ricalcitrante e anziana madre a trasferirsi dalla vecchia casa destinata alla demolizione in un nuovo appartamento , un operaio terrorizzato dal fatto che il suo bambino ha scritto a Babbo Natale una lettera inconsapevolmente sovversiva, un’aspirante attrice di teatro che viene convocata dal regista e cerca di trovare un modo per sottrarsi a un compito che le ripugna, e sullo sfondo, invisibile la Securitate che controlla ogni azione, ogni parola. Il regista rumeno Bogdan Muresanu, sceglie un tono leggero, miscelando tragico e comico , riuscendo a farci strappare un sorriso e al tempo stesso riflettere sull’assurdità di un regime ottuso, che priva le persone di qualsiasi libertà, costretti a diffidare anche dei propri congiunti,, le assurde restrizioni sempre più severe e irrazionali, la manipolazione finalizzata a costruire un’immagine di finzione, di sorrisi forzati impacchettare una bugia per far credere che vada tutto bene, quando invece si avvertono i primi echi della rivolta. Ed è sulle note del Bolero di Ravel , sul suo tema ipnotico e ossessivo ,sulla base ritmica del tamburo , inizialmente rappresentato dalla costante ripetitività soffocante dove ogni giorno è uguale, ma che cresce d’intensità fino a far nascere l’idea di rovesciare la storia, in un crescendo sempre più incalzante e trascinante e vorticoso, che esplode un grido di liberazione che si con le immagini di repertorio che diventano protagoniste , le bandiere tagliate recidono le preoccupazioni e le paranoie , tutto si ferma, non si deve più temere di venire arrestati, “ siete tutti liberi”,l’immagine finale di Gelu , immobile e a occhi chiusi porta la speranza di un avvenire migliore, ma anche il turbamento di un futuro incerto, di aprire gli occhi a un anno nuovo da costruire. Film bellissimo, coinvolgente, commovente, provvisto di una scrittura lucida, incisiva, evocativa, possiede un linguaggio contemporaneo che permette di far conoscere la storia, senza pietismi, ma con grande consapevolezza.
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giovedì 4 dicembre 2025 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 13 sale cinematografiche: |