Titolo originale Wall Street: Money Never Sleeps.
Drammatico,
durata 133 min.
- USA 2010.
- 20th Century Fox Italia
uscita venerdì 22ottobre 2010.
MYMONETROWall Street - Il Denaro non dorme mai
valutazione media:
2,82
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Dopo oltre venti anni dal successo datato 1987,che valse a Michael Douglas la statuetta Oscar per il ruolo di protagonista maschile, Oliver Stone riporta in vita e libertà Gordon Gekko, squalo redento di un’America ormai in piena crisi e ben distante da quell’aurea Reaganiana della metà degli ’80ies, ma ben più simile a quella dei giorni nostri – stiamo comunque parlando di una pellicola uscita a fine 2010.
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Dopo oltre venti anni dal successo datato 1987,che valse a Michael Douglas la statuetta Oscar per il ruolo di protagonista maschile, Oliver Stone riporta in vita e libertà Gordon Gekko, squalo redento di un’America ormai in piena crisi e ben distante da quell’aurea Reaganiana della metà degli ’80ies, ma ben più simile a quella dei giorni nostri – stiamo comunque parlando di una pellicola uscita a fine 2010. A interpretarlo ancora una volta Michael Douglas ma con un fare decisamente meno aggressivo e meno da approfittatore rispetto alla precedente pellicola. Al suo fianco, in questa nuova esperienza da uomo finalmente libero, un giovane rampante esattamente come il Charlie Sheen del primo film, al quale il regista concede un breve cameo. Un ragazzo giovane e con una dose di moralità decisamente superiore rispetto a Bud Fox. A portare in scena il giovane Jacob Moore è Shia LeBoeuf, star all’epoca 24enne e che anche grazie a questo ruolo dava idea di essere in prepotente ascesa, un’ascesa interrotta abbastanza bruscamente anche a causa di vicende extra cinematografiche. Abile nel districarsi nei meandri della borsa e nella vita della famiglia Gekko ma senza graffiare con quella sana dose di arroganza che ci si potrebbe aspettare da uno squalo del mondo degli affari.
Alla fine il mondo di Wall Street, ancora una volta intraducibile per i non addetti ai lavori, diventa il pretesto per parlare nuovamente del legame che unisce il vecchio mentore al il nuovo adepto, con l’aggiunta di Winnie Gekko, figlia di Gordon impersonata da un’eccellente Carey Mulligan.
Nel complesso il film scivola via senza quell’efficacia che aveva caratterizzato il primo episodio e con una sufficienza di stima per Oliver Stone e per un sequel del quale non si sentiva la necessità e che non ha saputo bissare il successo della prima pellicola.
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23 anni dopo "Wall Street",Stone torna a parlare del mondo spietato,popolato da "barracuda" della finanza,approfittando del crack del 2008.E non aggiunge nulla rispetto a quanto aveva già detto:anche qui il discorso sulla denuncia resta in superficie,e non ci sono rivelazioni particolari visto cosa era saltato fuori 2 anni prima.Se si fa vedere è merito della professionalità del regista,che sa come far filare lisce oltre 2 ore e di un Douglas in gran forma,il cui Gekko all'inizio sembra in sordina ma poi si rivelerà all'altezza della sua fama.Ma naturalmente è previsto l'happy ending,con tanto di crisi di coscienza e pure la coppietta felice che nuoterà nell'oro.
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23 anni dopo "Wall Street",Stone torna a parlare del mondo spietato,popolato da "barracuda" della finanza,approfittando del crack del 2008.E non aggiunge nulla rispetto a quanto aveva già detto:anche qui il discorso sulla denuncia resta in superficie,e non ci sono rivelazioni particolari visto cosa era saltato fuori 2 anni prima.Se si fa vedere è merito della professionalità del regista,che sa come far filare lisce oltre 2 ore e di un Douglas in gran forma,il cui Gekko all'inizio sembra in sordina ma poi si rivelerà all'altezza della sua fama.Ma naturalmente è previsto l'happy ending,con tanto di crisi di coscienza e pure la coppietta felice che nuoterà nell'oro...LaBeouf è tronfio più o meno come lo era Charlie Sheen,che fa un ovvio cammeo nei panni di un Bud Fox naturalmente "modernizzato" negativamente e sulla cresta dell'onda.Stone fa un paio di apparizioni,compresa una in split screen come nel film originale.Ultima apparizione per Eli Wallach,cui si deve la colonna sonora di "Il buono,il brutto,il cattivo" come suoneria del cellulare del protagonista.
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Il film tradisce lo spirito di quel cult che e’ stato Wall Street. La realtà dei fatti vedeva Buddy arrestato e messo sotto inchiesta proprio nel momento in cui si mette contro Gordon Gekko. E anche la registrazione della conversazione finale lasciava intendere che la chiamata in correo di Gordon Gekko sarebbe finita in una bolla di sapone. Lo stesso Buddy confidava al suo amico che lui è Gordon erano invulnerabili alle ispezioni della commissione. Nel sequel, immaginare il miliardario Gekko sbattuto in galera per 23 anni per insider trading e’ semplicemente ridicolo oltre che per nulla coerente con quanto raccontato in Wall Street.
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La bolla finanziaria delle società Internet del 2001 fu una bazzecola rispetto all’apocalisse dei mutui sub prime che si è scatenata nel 2008. E Oliver Stone, giustamente, ha colto l’occasione al volo per offrire al suo pubblico il seguito di Wall Street. Gordon Gekko è solo dopo l’uscita dal carcere, la figlia non vuole più sentire più parlare di lui. Dall’altro lato, un giovane yuppie, esperto in società che forniscono energie alternative, vive i primi sussulti della crisi, che, intanto, investono il suo mentore, portandolo al suicidio.
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La bolla finanziaria delle società Internet del 2001 fu una bazzecola rispetto all’apocalisse dei mutui sub prime che si è scatenata nel 2008. E Oliver Stone, giustamente, ha colto l’occasione al volo per offrire al suo pubblico il seguito di Wall Street. Gordon Gekko è solo dopo l’uscita dal carcere, la figlia non vuole più sentire più parlare di lui. Dall’altro lato, un giovane yuppie, esperto in società che forniscono energie alternative, vive i primi sussulti della crisi, che, intanto, investono il suo mentore, portandolo al suicidio. Un film di forte denuncia sociale, come nelle consuete corde di Oliver Stone, con un ritmo narrativo ed una semplificazione di tutti i temi che rendono facile il lavoro dello spettatore. Un film commerciale ed impegnato allo stesso tempo, si potrebbe dire, con molti cattivi e praticamente nessun buono. Non è, onestamente, un capolavoro, come altri lavori di Stone, ma, oggettivamente, è un film intelligente e gradevole con ottimi attori ben diretti da un grande regista.
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Trama noiosa e scene da telenovelas, con Douglas che vorrebbe muoversi alla Al Pacino senza riuscirci (peccato per il doppiaggio di Giannini). Ma purtroppo, dato che il film è di Oliver Stone, è ovvio che per i recensori "progressisti" di questo sito rappresenti un capolavoro assoluto.
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Partiamo da un presupposto: il vero lupo di Wall Street non è DiCaprio e nemmeno il Jordan Belfort della realtà. L' unico vero Wolf of Wall Street è, da 29 anni a questa parte, il leggendario Gekko di Michael Douglas, personaggio di culto grazie, soprattutto ma non solo, alla prova dell' attore del New Jersey che si aggiudicò un meritato Oscar. Nel 2010, in piena crisi economica mondiale causata da una forte recessione e dalle improvvide operazioni finanziarie di molte banche, Oliver Stone decide di cavalcare l' onda attivista in pieno svolgimento sfornando Money never sleep (USA), bissando l' operazione degli anni ottanta ma con diversi obiettivi ed un pubblico "allargato".
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Partiamo da un presupposto: il vero lupo di Wall Street non è DiCaprio e nemmeno il Jordan Belfort della realtà. L' unico vero Wolf of Wall Street è, da 29 anni a questa parte, il leggendario Gekko di Michael Douglas, personaggio di culto grazie, soprattutto ma non solo, alla prova dell' attore del New Jersey che si aggiudicò un meritato Oscar. Nel 2010, in piena crisi economica mondiale causata da una forte recessione e dalle improvvide operazioni finanziarie di molte banche, Oliver Stone decide di cavalcare l' onda attivista in pieno svolgimento sfornando Money never sleep (USA), bissando l' operazione degli anni ottanta ma con diversi obiettivi ed un pubblico "allargato".
Dopo più di un decennio di prigione il finanziere e scaltro affarista Gordon Gekko si ritrova a dover "sbarcare il lunario" scrivendo un libro e partecipando a convegni universitari sull' economia, argomento sul quale può proferire parola essendone esperto conoscitore; la sua vita sembra aver imboccato la via della più classica delle redenzioni, provando a spiegare a studenti e cittadini, in termini comprensibili, cosa ha causato l' indebitamento collettivo, lo scoppio della bolla economica e la conseguente perdita di posti di lavoro in quella che verrà ricordata come la peggiore crisi dal 1929. Non sembra vero, invecchiato e provato dalla galera, il volto sommesso di Gekko è in verità quello del Douglas reale, in piena lotta contro la malattia, cosa confermata anche da una simpatica autocitazione. Difficile non fare paragoni, impossibile non storcere il naso, ma Oliver Stone è Oliver Stone, lo ami o no, senza filtri ed allora col passare dei minuti ti accorgi che l' opera ha un suo ritmo, è moderna, con i soliti effetti già visti (inquadrature multiple a griglia) ma anche con un variegato cast fatto di giovani rampanti e volti noti (rispettivamente LaBeouf e Brolin); non si fa in tempo ad annoiarsi perché il plot va seguito con attenzione, ci sono finanziatori cinesi intenti ad accordarsi con colossi bancari da un lato, investitori in procinto di frodare il fisco dall' altro, ricercatori della green economy in mezzo e personaggi legati in un modo o nell' altro a Gordon che, a differenza di quanto dichiarato nella presentazione, resta l' indiscusso protagonista.
Il bello arriverà dopo più di un' ora di film, nelle seconda e più interessante parte allorquando, attraverso un "escamotage svizzero", il geniale broker ritrova la sua verve e, come d' incanto econ un pò di gel tra i capelli ed il ritrovato sigaro cubano, torna cattivo come e più di prima, ed i motivi sono tanti: circa cento milioni.
Proprio in questa metamorfosi sta la parte debole dell' opera ma al contempo anche la sorpresa in quanto non riusciamo a capire dove finisce un probabile limite di sceneggiatura e dove, invece, comincia o ritorna la straordinaria bravura di Michael, troppo buono nella prima parte, troppo cattivo nella seconda: volutamente oppure no?L' aspetto indiscutibile è che non c' è paragone con il lavoro dell' 87 e personalmente non mi è nemmeno piaciuta la scelta di LaBeouf che, ci mancherebbe, sarà pure bravissimo ma il suo viso gommoso è più adatto ai blockbuster. Musica originale, stile d' avanguardia, l' immancabile cameo del regista e pure quello (dedicato ai cinefili) di Charlie Sheen decretano, insieme alla già citata prova coraggiosa di Douglas, la riuscita dell' operazione. Il finale, banalotto, ci concede se non altro un filo di speranza se è vero che persino Gordon Gekko, diversamente avido, può traballare di fronte alla prospettiva di una nuova nascita.
Voto: 7
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Oliver stone torna, dopo 20 anni, sul luogo del delitto per puntare nuovamente i riflettori su uno dei suoi personaggi mai dimenticati, il “conta solo il denaro” Gordon Gekko. Nel 1987 esce nelle sale “Wall Street” e il pubblico rimane affascinato non solo da questa figura carismatica e vincente, ma dal mondo della finanza. Sono in molti i giovani che si avvicinano al lavoro del broker finanziario grazie al suo film. Questo pellicola è molto attuale e poggia le sue basi sui fatti accaduti realmente all’economia mondiale di questi ultimi anni.
Gordon Gekko esce di prigione dopo diversi anni di reclusione.
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Oliver stone torna, dopo 20 anni, sul luogo del delitto per puntare nuovamente i riflettori su uno dei suoi personaggi mai dimenticati, il “conta solo il denaro” Gordon Gekko. Nel 1987 esce nelle sale “Wall Street” e il pubblico rimane affascinato non solo da questa figura carismatica e vincente, ma dal mondo della finanza. Sono in molti i giovani che si avvicinano al lavoro del broker finanziario grazie al suo film. Questo pellicola è molto attuale e poggia le sue basi sui fatti accaduti realmente all’economia mondiale di questi ultimi anni.
Gordon Gekko esce di prigione dopo diversi anni di reclusione. Nessuno lo sta aspettando, neanche sua figlia Winnie, che non vuole più saperne di lui. Nel 2008 Jake Moore, il fidanzato di Winnie, è un giovane rampante e abile intermediario finanziario, che lavora per la Keller Zabel Investments, guidata da Louis Zabel, il suo mentore. Circolano voci che la Keller Zabel si troverebbe in difficoltà e questo provoca il crollo improvviso del titolo in Borsa. Louis Zabel, vistosi messo alle strette da Bretton James, che vuole acquisire la banca con una manciata di spiccioli, non regge il fallimento. Jake incuriosito da Gekko decide di conoscerlo e questi si offre di aiutarlo nel vendicare Louis in cambio di un riavvicinamento a sua figlia. Jake va a lavorare da Bretton per scoprire i suoi punti deboli dall’interno, ma ciò a cui andrà incontro gli farà riconsiderare le sue priorità.
“Wall Street – Il denaro non dorme mai” è un film che parla di valori e di quando c’è la mancanza di valori, dell’amore per il denaro e per il potere che questi fa raggiungere.
È una storia che sottolinea come la brama di denaro non abbia limiti, quando si sta nel giro dei soldi, non si vuole più scendere dalla giostra. Quando Jake chiede a Bretton quale sia il suo prezzo lui risponde: “di più”, in quanto non è quantificabile il desiderio di andare sempre più in alto e più di tutti.
Il cineasta delinea il rapporto padre-figlio, mettendo in relazione con Jake tre tipi diversi di padre e mentore. Il primo, Louis Zabel, è per il giovane il padre che non ha mai avuto, che si è preso cura di lui e grazie ai suoi insegnamenti è arrivato a ottenere un’invidiabile posizione nella scala sociale. È il suo vero mentore. Il secondo, Bretton James, vuole ricoprire il ruolo di mentore per Jake, vista la sua abilità, probabilmente anche perché si rispecchia in lui e vorrebbe che lo rispettasse come faceva con Louis. Bretton, in definitiva, oltre a sottrarre la banca, vorrebbe sottrarre a Louis un’altra cosa molto preziosa, la devozione e la reverenza che Jake aveva per Louis. Il terzo, Gordon Gekko, è una figura paterna e un mentore al tempo stesso con il quale allearsi, diventa quasi un socio per Jake, in quanto pensa che siano alla pari, un aiuto in cambio di un altro.
Gekko appare agli occhi di Jake così sincero da riporvi la sua fiducia più completa.
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[+] lascia un commento a andyflash77 »[ - ] lascia un commento a andyflash77 »
Ecco alcuni dei punti deboli che ho riscontrato.
Ovvero,situazioni irreali,fragilità di sceneggiatura ecc.....
Per convincere la incorruttibile e di solida integrità morale Winnie (la figlia di Gekko),a dargli 100 milioni di dollari,a Jake è sufficente accennare il motivetto di Capitan America,e il gioco è fatto.
Per convincere lo scaltro,furbo e lucido Jake,a dargli 100 milioni di dollari,a Gekko è sufficente una chiacchierata in taxi,e il gioco è fatto.
La guida "da folle" del tassista è ingiustificata e inutile per l'economia del film.
Il finanziamento degli astuti e informatissimi investitori cinesi che JAKE ha convinto per la fusione laser,finisce invece nel pannello solare falsamente innovativo come voluto da Bretton James e dal suo staff.
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Ecco alcuni dei punti deboli che ho riscontrato.
Ovvero,situazioni irreali,fragilità di sceneggiatura ecc.....
Per convincere la incorruttibile e di solida integrità morale Winnie (la figlia di Gekko),a dargli 100 milioni di dollari,a Jake è sufficente accennare il motivetto di Capitan America,e il gioco è fatto.
Per convincere lo scaltro,furbo e lucido Jake,a dargli 100 milioni di dollari,a Gekko è sufficente una chiacchierata in taxi,e il gioco è fatto.
La guida "da folle" del tassista è ingiustificata e inutile per l'economia del film.
Il finanziamento degli astuti e informatissimi investitori cinesi che JAKE ha convinto per la fusione laser,finisce invece nel pannello solare falsamente innovativo come voluto da Bretton James e dal suo staff.
Nota:Ovviamente i cinesi non sanno nulla!
Il fidanzato JAKE menzognero e allontanto con sdegno + il padre GEKKO manipolatore,truffatore,indegno e ripudiato con odio.....vengono riaccettati da WINNIE a cuor leggero dopo una conversazione di un minuto sotto casa,dopo che GEKKO ha confermato di avere donato i 100 milioni di dollari per la fussione laser.
INFINE:
Vederlo e quindi ascoltarlo in lingua originale è un pò come vedere un'altro film.
Nella traduzione-doppiaggio i dialoghi sono stati alterati.
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[+] lascia un commento a maurizio biondo »[ - ] lascia un commento a maurizio biondo »
Parla del famoso crack avvenuto negli USA, con 800 miliardi di dollari bruciati. Lo racconta un po' come una favola, ma si tratta di realtà. Non mi aspettavo di più, anzi, credevo fosse peggiore. Una pellicola che fa riflettere. Consigliato anche ai giovani.
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