Il filo nascosto

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Un film di Paul Thomas Anderson. Con Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps, Lesley Manville, Sue Clark, Joan Brown.
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Titolo originale Phantom Thread. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 130 min. - USA 2017. - Universal Pictures uscita giovedì 22 febbraio 2018. MYMONETRO Il filo nascosto * * * * - valutazione media: 4,34 su 89 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 mercoledì 14 marzo 2018
frammenti di un discorso amoroso Valutazione 3 stelle su cinque
83%
No
17%

Raramente ho visto un film che presenta valori estetici così alti e, nel contempo, pare creare una barriera all’identificazione dello spettatore, quasi fosse un meccanismo che seduce l’occhio e respinge il cuore. La sensazione è identica a quella suscitata da alcuni film di Greenaway –peraltro molto differenti e non assimilabili all’ultima fatica di Paul Thomas Anderson-: scenografie impeccabili, costruite con uno stile raffinato, una fotografia satura, inquadrature pittoriche, esterni dai colori chiari e  interni dove predominano le tonalità bordeaux  e i colori caldi dei mobili e dei vestiti. [+]

[+] complimenti (di jackbeauregard)
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cinelady venerdì 23 febbraio 2018
il misterioso fascino dell’eleganza Valutazione 5 stelle su cinque
67%
No
33%

In attesa della cerimonia di consegna degli Oscar, ho guardato questo film, candidato a sei premi, senza aver visto prima il trailer e conoscendo poco o niente della trama. In particolare, sapevo solo che avrebbe raccontato la storia di uno stilista nella Londra degli anni Sessanta. Mi aspettavo quindi un classico film che parlasse dell’ambiente della moda, e inizialmente è così: ci vengono introdotti ordinariamente il protagonista, Reynolds Woodcock, un personaggio quantomeno maniacale e ossessionato dalla perfezione del proprio lavoro, scapolo ma con varie relazioni alle spalle e ossessionato da una madre ormai deceduta, e il suo ambiente di lavoro, che è poi anche la casa in cui vive con un’assistente, denominata «spina nel fianco», che solo in seguito scopriremo essere sua sorella. [+]

[+] un'anomala storia di passione e misterioso dolore (di antoniomontefalcone)
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vanessa zarastro sabato 3 marzo 2018
amore perverso tra narcisisti Valutazione 4 stelle su cinque
74%
No
26%

Il tema centrale del film Il filo nascosto, a mio avviso, è il difficile compito di amare da parte di due persone narcisiste che non riescono a uscire da se stessi, ad avere un rapporto autentico con l’altro, a non averne rispetto. Ciò che il film mostra è un avvicendarsi di bisogni tra un uomo adulto e già di mezza età, e una ragazza molto giovane, determinata ma anche capricciosa. Sembra che si alternino fasi in cui lui ha un ruolo paterno quasi educativo nei confronti della giovane sprovveduta, a momenti in cui lei si sacrifica in una sorte di martenage, di accudimento, di vestale della sua salute a tutti i costi. Lui è insopportabile nel suo aver tutto sotto controllo, nell’essere pieno di fisime e di fobie, con un rapporto morboso con la sorella non sposata Cyrill (una strepitosa Leslie Manville), continua a dedicare tutto il suo prezioso lavoro alla madre che spesso crede di vedere ancora, avvolta nel suo secondo abito da sposa progettato da Reynolds. [+]

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zarar lunedì 26 febbraio 2018
il gioco perverso del dominio Valutazione 3 stelle su cinque
59%
No
41%

‘Il filo nascosto’ è un freddo ed estetizzante esercizio di stile costruito sulla storia di una relazione  borderline. Reynolds Woodcock, uno  stilista di genio senza un briciolo di calore umano, pieno di sé e adorato dalle sue clienti, è  fanaticamente dedito alla ricerca di perfezione nel suo lavoro. Dietro alla sua spavalda sicurezza, un lato oscuro: un Edipo non risolto, complicato da un rapporto ambiguo con una sorella /madre che è la sua ombra. Nel suo mondo di raffinata eleganza e perfezione formale non c’è apparentemente posto per una dissipazione di  tempo ed energie in turbamenti d’amore; è suo costume usare e gettar via belle donne a ripetizione. [+]

[+] sembra (di gabriella)
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tonimais domenica 25 marzo 2018
lavoro, non potrei mai essere un marito fedele Valutazione 4 stelle su cinque
63%
No
38%

Non mi sono affatto stupito quando, recatomi alla Galleria d'arte moderna di Roma , ho visto i vestiti delle sorelle Fontana esposti all'ingresso : la moda è una forma d'arte tra le più sublimi, tra le più travolgenti, tra le più violente . Lo stilista compie un vero e proprio atto di possesso, uno stupro nei confronti del femminino che interpreta, manipola, plasma a suo totale piacimento . Lo stilista vede la donna come l'accessorio della sua creazione, la caramella avviluppata da un involucro accattivante, seducente perchè lui l'ha resa tale. Lo stesso vale per le modelle di Picasso ,dee o zerbini : Olga, Therese, Dora,  Ines .... [+]

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jackmalone giovedì 12 aprile 2018
il bisbetico domato Valutazione 4 stelle su cinque
75%
No
25%

Nella fodera di un vestito si può nascondere tutto: frasi, monogrammi, persino ciocche di capelli della mamma morta per portare sempre con sé un ricordo della persona amata, come fa il burbero, anaffettivo e ossessivo sarto raffinato e talentuoso dell'alta società londinese. Il filo nascosto  è il dolore intimo ed inespresso di una personalità disturbata che non sempre si riesce a nascondere nella trama di una stoffa di lusso. E' il dolore di chi non sa condividere, godere di se stessi  e di chi gli sta intorno, di chi sa solo prendere e non riesce a dare nulla agli altri, di chi riempie la sua vita solo delle proprie inutili routines. Quando questo se stesso diventa ridondante il dolore deve venire fuori; si deve mostrare perché è la parte della natura umana più indispensabile alla sopravvivenza, ma per il bisbetico e maniacale sarto serve un espediente: da solo non può farcela. [+]

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filmicus martedì 27 marzo 2018
amor omnia vincit Valutazione 4 stelle su cinque
63%
No
38%

Lasciamo stare la parte elogiativa,svolta ampiamente e giustamente nei commenti, e fermiamoci sul contenuto ideologico del film.Il rapporto uomo-donna è un rapporto "velenoso" anzi avvelenato nella misura  giusta,tuttavia, per evitare l'esito esiziale.Alla volontà di dominio,di imposizione dell'uomo la donna non riesce a contrapporre validamente nessuna cura intima ed amorosa: non si raggiunge l'equilibrio.Occorre un ulteriore mezzo,antico come il mondo,il filtro amoroso,la pozione magica:la calibrata dose di funghi velenosi.L'uomo comprenderà il senso dell'amore solo dinanzi al proprio crollo,alla visione della morte.Così al protagonista apparirà, in un vestito bianco di sposa, l'immagine della madre,dell'unica donna che ha potuto e voluto dargli amore senza venefici correttivi. [+]

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eugenio venerdì 16 febbraio 2018
le cuciture dell’anima Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%

C'è la palese volontà di un esercizio di stile, che  prevale sul racconto, sullo svolgimento di una trama fatta di immagini ricercate, sinuose, stilisticamente ineccepibili.

Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson vive di percezione di dettagli, umori, carattere, sguardi e raffinatezza del quotidiani che scivolano via ambigui per tutta la durata della pellicola.
Un sarto ( e che sarto... Reynolds Woodcock, fondatore insieme alla sorella della House of Woodcock, inconfondibile marchio di stile e bellezza, richiesto da reali, stelle del cinema negli anni '50), interpretato magnificamente da Daniel Day Lewis, esplora un amore controverso, borderline, al limite dell'assurdo, con una sua modella, Alma. [+]

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giovannic domenica 25 novembre 2018
phantom thread Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
0%

Dieci anni fa il volto di Day-Lewis era coperto di petrolio e la sagoma scura di Daniel Plainview si muoveva tra le linee orizzontali del deserto e quelle verticali delle trivelle. Gli staccati violenti dell’accompagnamento musicale seguivano i suoi passi lungo una regressione animalesca, verso la totale vittoria della materia sullo spirito.
Alla seconda collaborazione con l’attore britannico, Anderson orchestra una sceneggiatura che porterà il protagnista a sperimentare una nuova regressione: si tratta però, questa volta, di un abbandono della materialità, della dimensione corporea, in favore del sentimento.
L’aridità degli esterni del paesaggio americano si è col tempo evoluta nell’elegante sistema di interni delle Maison londinesi, un sistema che che si fonda sulle linee sinuose del corpo femminile. [+]

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mariateresa lunedì 20 agosto 2018
la vita ( e l'emozione) sono altrove. Valutazione 2 stelle su cinque
0%
No
0%

Che cos'è un capolavoro?
Un'opera formalmente perfetta? Un lavoro ineccepibile e magistralmente costruito? Per me un capolavoro è tutto ciò che mi risuona dentro e mi emoziona.
Nel caso de "Il filo nascosto", opera acclamata da molti, non solo non v'è immedesimazione possibile per lo spettatore ma nemmeno  mai vibra in chi guarda un filo di umana pietas per anime così drammaticamente imprigionate in blocchi e nevrosi. 
Cosa ci comunica questo film? Quale il messaggio? 
Che l'amore è patologia o meglio insondabile incontro di patologie diverse? Che ogni rapporto è perfetto a modo proprio ed in modo incomprensibile  ad altri ? Che scaltrezza e folle disincanto, lucidità ed ossessione sono essi stessi "rapporto"? Manipolare è forse amare? Subire è amare? Indurre è costruire? 
Aver bisogno non è desiderare ed aperture e morbidezze o sono intrinseche e generosamente offerte e svelate o non sono. [+]

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Marzia Gandolfi
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