Il colore nascosto delle cose

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Un film di Silvio Soldini. Con Valeria Golino, Adriano Giannini, Arianna Scommegna, Laura Adriani, Anna Ferzetti.
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 115 min. - Italia, Francia, Svizzera 2017. - Videa uscita venerdý 8 settembre 2017. MYMONETRO Il colore nascosto delle cose * * * - - valutazione media: 3,06 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
blueorchid domenica 22 agosto 2021
la vittoria dell''amore narcisistico Valutazione 1 stelle su cinque
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Inizio elencando gli aspetti che più ho gradito del film, ovvero la fotografia onesta e contemporanea (seppure sia un film del 2017) e l'interpretazione quasi sempre credibile e coinvolgente della Golino.
Per me il problema è tutto il resto, ovvero mi sembra l'ennesimo film italiano che normalizza l'amore tossico, immaturo e narcisistico.
Il personaggio interpretato da Giannini è vuoto, non ha spessore e cambia dal felice al distaccato nel tempo di una doccia, proprio come accadrebbe a una persona con un disturbo della personalità. Poi arrivano gli abusi, per esempio non rispettare la decisione di lei nell'interrompere i contatti e lui che li ignora (come il peggior maniaco con disturbo narcisistico che non accetta la fine di una relazione) fino a presentarsi senza consenso nella scena finale. [+]

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ennio giovedý 17 dicembre 2020
storia plausibile e un bel trio di attori Valutazione 3 stelle su cinque
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Apprezzavo la Golino come attrice, ma in questo film ha raggiunto nuove vette di bravura. Ha interpretato una cieca con la naturalezza..... di una cieca. E diciamo anche che a 52 anni si può permettere di interpretare tranquillamente una quarantenne, senza botulini o fotoshop.
Mi è piaciuto poi il ritratto dello scopatore italiano medio (una volta si sarebbe detto dongiovanni), un azzeccatissimo Giannini, quarantenne ben inserito in società, che piace alle donne e a cui piacciono troppo le donne per potersi permettere relazioni troppo lunghe e monogame. Egli necessita dunque del classico circolo vizioso fatto di intrecci-menzogne-perdono ecc. ecc., sempre comunque alla difficile ricerca di un punto fermo. [+]

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stefano capasso mercoledý 6 marzo 2019
eterni immaturi Valutazione 1 stelle su cinque
67%
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Teo è un creativo pubblicitario quarantenne, è fidanzato con Greta e si concede diverse avventure con altre donne. Viene da una storia famigliare difficile e forse per questo fatica ad impegnarsi nelle relazioni e mantiene un profilo superficiale nelle cose della vita. Quando incontra Emma, osteopata non vedente, si trova ad affrontare situazioni nuove che lo mettono alla prova e che richiedono un diverso tipo di impegno.
Soldini affronta un tema che ha già affrontato in film precedenti e che ormai è divenuto uno stereotipo di un certo cinema italiano degli ultimi anni: le relazioni, in particolare l’uomo, vissute in modo immaturo, mosse dalle passioni più che da sentimenti profondi. [+]

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ritacirrincione giovedý 8 novembre 2018
la cecitÓ come condizione per vedere Valutazione 3 stelle su cinque
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Il film inizia con Emma e Teo che escono da un ambiente buio e ovattato dopo un percorso sensoriale fatto di suoni, odori, percezioni tattili come nel Teatro de Los Sentidos di Vargas. Ma la bella e sensuale Emma che ha appena condotto l’attività, non torna alla luce: è una giovane donna cieca che lavora come osteopata e conduce una vita piena di interessi muovendosi risoluta e curiosa al ticchettio del suo bastone. Teo, un creativo che lavora nel mondo della pubblicità, irresponsabile e immaturo nelle relazioni con familiari, fidanzata e amante, incomincia a corteggiarla, un po’ per curiosità, un po’ per scommessa. La storia tra i due si evolverà costringendo Teo a crescere e a maturare scelte difficili. [+]

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florianaavellino venerdý 2 febbraio 2018
nessuno vede il buio Valutazione 3 stelle su cinque
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Affascinante e talentuoso pubblicitario in carriera, Teo ama scherzare con tutti e non si fa avvicinare da alcuno: ha una fidanzata che vorrebbe convivere, “un’amica di letto” a cui fare visita di tanto in tanto e un robottino aspirapolvere ad attenderlo al rientro dal lavoro.
Senza volerlo, l’incontro e l’attrazione per Emma, osteopata non vendente, fragile e allo stesso tempo piena di forza e disposta ad affrontare traumi e dolori lo costringeranno a confrontarsi con il suo passato e lo sfideranno a cambiare il modo di affrontare legami e relazioni.

Con questo film Soldini non lascia spazio a stereotipi e banalità: non incontriamo “una povera cieca” da compatire, lo schema è ribaltato tanto da chiedersi chi salvi chi, mentre la difficoltà oggettiva di perdere la vista e adattarsi a questa condizione diventa un modo per indagare la relazione con l’altro, ma anche e forse soprattutto con sé stessi. [+]

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cripar lunedý 30 ottobre 2017
un film poetico e realistico Valutazione 4 stelle su cinque
50%
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Con questo film Silvio Soldini fa vibrare le corde dell'anima grazie a due talentuosi attori come Adriano Giannini e Valeria Golino. Il tema della disabilità visiva viene descritto con diverse sfumature, come tanti sono i colori delle cose, delle situazioni, degli stati d'animo e anche di ciò che non si vede, e così si va dal coraggio di Emma (Valeria Golino) che rimane cieca a 17 anni e ricorda se stessa e i suoi cari come se il tempo non passasse mai, alla leggerezza ironica della sua amica ipovedente, alla paura nell'affrontare qualsiasi ostacolo da parte della giovane amica di Emma (che però alla fine diventerà padrona di se stessa e artefice del lieto fine del film). [+]

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ralphscott domenica 1 ottobre 2017
il credibile microcosmo di soldini
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Una piccolo film coinvolgente, verosimile ed intellettualmente onesto, nel solco del repertorio del valido regista milanese. La sicura interpretazione della Golino contribuisce a girare a largo dal pietismo e pure Giannini non sfigura.

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vanessa zarastro lunedý 25 settembre 2017
ti ricordi di antoine doinel? Valutazione 4 stelle su cinque
50%
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Devo premettere che Silvio Soldini è uno dei miei autori italiani preferiti. Ha fatto vari buoni film, ma a me è piaciuto moltissimo Brucio nel vento del 2002, tratto da un romanzo dell’ungherese Ágota Kristóf, che ho trovato un po’ truffautiano nello spirito. Questa capacità di inserire l’elemento del sogno e di dare spazio alla fantasia all’interno di vite talvolta monotone, mi pare sia una caratteristica di questo regista che si distacca dal neo-neo-realismo di tantissimi autori italiani. Anche quando gira dei documentari – come ne Il fiume ha sempre ragione del 2016 – la carica poetica si unisce a quella tecnica. [+]

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mughetto venerdý 22 settembre 2017
il colore sbiadito delle cose Valutazione 3 stelle su cinque
83%
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17%

Il film di Soldini piace e piacerà perché scorre senza traumi, fluido e piacevole, equilibrato e tenero. Qua e là ti strapperà qualche risata, perché le due amiche ipovedenti sono donne intelligenti e autoironiche e riescono con la loro empatia a consentire a Teo di affacciarsi al loro mondo. La disabilità è vissuta dalle tre donne che ne sono affette in modi diversi: scanzonata e allegra quella dell'amica veneta, introversa e ribelle quella dell'allieva di Emma, intensa e a tratti gioiosa quella di Emma. Emma vive in un mondo ricco e intenso, pieno di suoni, percezioni tattili, profumi e vive con intensità e coinvolgimento tutto quello che le sta attorno. [+]

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mariaelena mercoledý 20 settembre 2017
la luce del buio Valutazione 2 stelle su cinque
50%
No
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La trama del film è alquanto retorica. "La cieca"  fa luce finalmente nell'anima di un lui affascinante e modaiolo  che consuma i giorni tra il lavoro creativo  e l'altrettanta creatività nello giostrarsi tra vari incontri, giocati tutti all'insegna della superficialità e del
sesso. E lo redime, mette ordine in quelle varie trame erotiche di cui lui non ha mai saputo fare a meno e gli fa scoprire il  
vero  significato dell'amore attraverso un progressivo coinvolgimento dei sensi Sorgono  così prima interesse poi curiosità, tenerezza ed infine scoperta di se stesso attraverso una diversa  capacità di relazionarsi all'altro. [+]

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