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michele.stefani200
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sabato 10 dicembre 2011
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bellissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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mi è piaciuto tantissimo e sono tornato a casa felice!!!!!!!!
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salabuia
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sabato 10 dicembre 2011
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cus padova
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Ho fatto 80 km (ar) per vedere questo film e non ne sono per niente pentito. Bentivoglio è un Professore Padovano che vive a Roma un esistenza sciatta e rutinaria che viene positivamente sconvolta dall'arrivo del pischello-coatto con cui dividerà appartamento e vita. La storia è un po banalotta ma il film presenta qualche colpo d'ala veramente originale. Il film merita di essere visto soprattutto per l'interpretazione di Bentivolgio che è, per me, all'altezza dei grandi mostri sacri del cinema italiano del passato.
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tonimorris
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giovedì 8 dicembre 2011
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scialla! . . . proviamo a volerci bene?
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Nel colorito linguaggio dei giovani capitolini, “scialla!” vuol significare “tranquillo!”, “rilassati!” insomma, “stai calmo!”. Questo termine è stato scelto da Francesco Bruni per dare titolo al film che ha segnato il suo debutto quale regista nel panorama del cinema italiano e che gli è valso il primato nella sezione Controcampo Italiano alla 68^ Mostra di Venezia. Un esordiente per modo dire, visto che da circa vent’anni l’artista livornese scrive soggetti e sceneggiature di successo per alcuni dei protagonisti del nostro cinema quali Paolo Virzi, Mimmo Calopresti e Cristina Comencini. Il racconto è ambientato nella Roma dei “pischelli” (gli adolescenti under 16, n.
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Nel colorito linguaggio dei giovani capitolini, “scialla!” vuol significare “tranquillo!”, “rilassati!” insomma, “stai calmo!”. Questo termine è stato scelto da Francesco Bruni per dare titolo al film che ha segnato il suo debutto quale regista nel panorama del cinema italiano e che gli è valso il primato nella sezione Controcampo Italiano alla 68^ Mostra di Venezia. Un esordiente per modo dire, visto che da circa vent’anni l’artista livornese scrive soggetti e sceneggiature di successo per alcuni dei protagonisti del nostro cinema quali Paolo Virzi, Mimmo Calopresti e Cristina Comencini. Il racconto è ambientato nella Roma dei “pischelli” (gli adolescenti under 16, n.d.r.) che giocano a fare i grandi, sempre alla ricerca del sensazionale con cui stupirsi e stupire. Bruno, padovano d’origine, ironico, deluso dalla vita e che non disdegna lo spinello, è un ex docente di lettere che si guadagna da vivere con il doposcuola a studenti, altrettanto apatici, e facendo il biografo di personaggi sui generis come calciatori e pornodive. Luca è uno dei suoi alunni, ha quasi sedici anni, vive e si muove da coatto ascoltando perennemente musica rap e vagheggiando un futuro da boss della Magliana. Una sera la madre del giovane, dovendo assentarsi a lungo per lavoro, chiede all’insegnante di occuparsi del figlio e, nel rivelargli che ne è il padre, ripercorre con lui i momenti fugaci durante i quali lo concepirono. Inizia così una convivenza segnata da reciproche incomprensioni e da modi di interpretare la vita completamente diversi, che vede l’uno prendere via via coscienza delle proprie responsabilità di genitore e l’altro continuare a fregarsene del mondo, sfidando tutto e tutti. I tentativi del professore di avvicinarsi al ragazzo sembrano destinati al fallimento, ma accade qualcosa che cambierà totalmente la situazione iniziale. Francesco Bruni, con sottile ironia e senso dell’humour tratteggia una storia toccante e commovente che coinvolge gli spettatori rendendo gli adulti partecipi del mondo, a volte sconosciuto, in cui vivono gli adolescenti e mostrando ai giovani come ogni occasione, anche la più negativa, può essere l’inizio di un processo di maturazione in cui acquisire senso di responsabilità e rispetto per se stessi. Tra i vari interpreti, tutti bravissimi, spicca Fabrizio Bentivoglio, eccellente nelle vesti dell’ attempato neo papà che ritrova interessi umani, professionali e sentimentali ormai smarriti. Un vivo apprezzamento per il debuttante Filippo Schicchitano. Sopperendo alla mancanza di mestiere con la spontaneità, egli riesce ad essere perfetto nel ruolo di ragazzo vitale, irriverente quanto basta, che grazie al ritrovato affetto di un padre dato per morto, è pronto a cogliere l’occasione per cominciare a diventare grande.
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il re censore
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mercoledì 7 dicembre 2011
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stiamo sereni!
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Succede, raramente, che il cinema italiano, nel mare magno dei cinepanettoni, un po' defilato rispetto ai mostri sacri come Sorrentino e Garrone, diverse spanne sopra la commediola adolescenziale e il comico medio, riesca a sfornare dei piccoli gioielli. Accade nel modo più delicato possibile, senza troppa pubblicità, purtroppo, col risultato che spesso questi gioielli passano quasi inosservato o sono pesantemente sottovalutati.
Scialla! ci viene offerto nella confezione di un prodotto popolare quasi adolescenziale: dalla locandina sembra all'incirca l'ennesimo episodio dei Cesaroni con qualche dollaro in più per poter essere spacciato nei cinema aspettando qualche punto più alto di Virzì o di un Muccino vecchio stile.
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Succede, raramente, che il cinema italiano, nel mare magno dei cinepanettoni, un po' defilato rispetto ai mostri sacri come Sorrentino e Garrone, diverse spanne sopra la commediola adolescenziale e il comico medio, riesca a sfornare dei piccoli gioielli. Accade nel modo più delicato possibile, senza troppa pubblicità, purtroppo, col risultato che spesso questi gioielli passano quasi inosservato o sono pesantemente sottovalutati.
Scialla! ci viene offerto nella confezione di un prodotto popolare quasi adolescenziale: dalla locandina sembra all'incirca l'ennesimo episodio dei Cesaroni con qualche dollaro in più per poter essere spacciato nei cinema aspettando qualche punto più alto di Virzì o di un Muccino vecchio stile.
Non è questo il caso: Scialla, infatti, si fa strada proprio nella mediocrità di certi prodotti mal recitati e dozzinali tipici del nostro cinema. Emerge con foga, quella si, quasi adolescenziale, per donarci uno spaccato di vita senza troppe pretese. La storia è quella di un ragazzo e di un professore: entrambi emarginati (per scelta o necessità), entrambi soli, entrambi più preziosi della patina che si sono costruiti per difendersi dalla noia e dalla strada. Non c'è poi molto intorno a questi due personaggi e questo perché volutamente il film si concentra solo su di loro. Lo fa con amore, con una sceneggiatura mai sopra le righe, mai banale, forse leggermente buonista ma in modo giocoso, divertito, che fa dimenticare qualche ingenuità comunque rara.
Bentivoglio disegna uno dei suoi personaggi migliori: è sufficiente un po' di accento nordico, uno sguardo che ferisce, poche mosse e una bravura che non si trova facilmente altrove per decretare un'affezione automatica verso il buon professore. Potrebbe risultare un personaggio sopra le righe: non lo è mai, nemmeno per un secondo.
Il polo opposto e complementare è il ragazzotto un po' burino: qui Filippo Scicchitano butta sul tavolo una prova da attore bello che fatto. Non una sbafatura, non un'espressione superflua o fuori posto. Se si pensa a quanto male venga usato il dialetto romanesco in certi film, quanto la recitazione sia sottovalutata e forzata, c'è da fare un applauso a questa promessa del cinema italiano. Ci regala un personaggio col quale interfacciarci attimo dopo attimo senza risultare mai istrionico, finto.
Due prove d'attore di gran rilievo al servizio di una storia semplice, delicata, che però è anche un piccolo pugno verso la mediocrità, verso il conformismo. Un bel film, scritto bene, che si meriterebbe anche una seconda visione tanto per ricordarci che il cinema italiano fatto a modo è quasi un genere a se stante. Il genere del neo-neorealismo, in cui tutto è piccolo, marginale, tranquillo, disegnato senza sbafature, volgarità, eccessi di stile o di costruzione, ma dove basta una frase, un gesto, per farci battere il cuore, ridere, pensare a quanto è densa, ricca, straordinaria questa bassa, media, triste umanità di borghi e sobborghi.
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pepito1948
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lunedì 5 dicembre 2011
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fesco e rilassante
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Francesco Bruni è qui alla prima prova di regia, ma ha una lunga esperienza come sceneggiatore (di Virzì, per esempio). E si vede, perchè la storia che ci racconta -che si inserisce a pieno merito nel filone del nuovo cinema che fa sorridere e pensare nello stesso tempo, asciutto ed essenziale nell'uso dei mezzi espressivi come nella scelta dei temi- è molto ben equilibrata e aderente ad alcune problematiche fortemente sentite nell'attualità della nostra società e non solo, come il tribolato rapporto padre/figli, il mondo variegato della scuola, la crisi della cultura,ecc. Al centro l'imprevista e temporanea convivenza di uno scrittore cinquantenne semifallito e depresso ed uno studente non proprio modello di sedici anni, sbandato e poco incline alle regole ma vitale e sensibile agli stimoli del mondo che lo circonda.
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Francesco Bruni è qui alla prima prova di regia, ma ha una lunga esperienza come sceneggiatore (di Virzì, per esempio). E si vede, perchè la storia che ci racconta -che si inserisce a pieno merito nel filone del nuovo cinema che fa sorridere e pensare nello stesso tempo, asciutto ed essenziale nell'uso dei mezzi espressivi come nella scelta dei temi- è molto ben equilibrata e aderente ad alcune problematiche fortemente sentite nell'attualità della nostra società e non solo, come il tribolato rapporto padre/figli, il mondo variegato della scuola, la crisi della cultura,ecc. Al centro l'imprevista e temporanea convivenza di uno scrittore cinquantenne semifallito e depresso ed uno studente non proprio modello di sedici anni, sbandato e poco incline alle regole ma vitale e sensibile agli stimoli del mondo che lo circonda. Sono padre e figlio, Bruno e Luca, ma quest'ultimo non ne è a conoscenza fino a che Bruno, vincolato al silenzio dalla madre del giovane costretta ad allontanarsi per alcuni mesi, non decide di rivelare ugualmente il vero rapporto. Tra i due si instaura una dinamica difficile ma proficua di stimoli reciproci, che porterà ad una crescita umana ed al superamento di barriere apparentemente ineliminabili per entrambi, quindi allo sblocco dai rispettivi autoavvitamenti che spianerà la strada verso un approccio più sereno alla vita (scialla= vai tranquillo!). Il linguaggio fresco e verace di Luca, così come quello posato di Bruno ed il ritmo rilassato e lontano da certe frenesie narrative altrove riscontrate, conferiscono una vena di piacevole autenticità ad un film, ottimo esempio della rinata commedia neorealista italiana, intelligente e credibile, senza gli eccessi e gli artifici verbali o "situazionali" propri di certa recente produzione sgangherata e imbottita di trovate incapaci di smuovere il pensiero. Il tutto aiutato da una pregevole prova dei protagonisti, in particolare del giovane Scicchitano, incredibilmente disinvolto per essere alla prima esperienza d'attore. Non sarà un capolavoro, nulla a che vedere con la grande commedia all'italiana di qualche decennio fa, ma degno di essere selezionato tra le numerose offerte cinematografiche del momento, sia dai giovani che potranno identificarsi nelle difficoltà di “percorso” del sedicenne Luca sia da molti attempati padri, che non faranno fatica a riconoscersi nelle ardue problematiche di realizzazione lavorativa e/o di relazioni con la prole in via di formazione nel contesto familiare come in quello scolastico.
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nigel mansell
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domenica 4 dicembre 2011
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godibilissimo
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Un ottimo film soprattutto privo di stereotipi e luoghi comuni sul rapporto giovani e adulti. Si ride molto ma gli aspetti didascalici sono parecchi. Ottima la coppia di attore e se Bentivoglio chiaramente non è una sorpresa il giovane Schicchitano promette tantissimo. La colonna sonora è parte del film e "carica" molto il film. Consiglio di seguire il film sino al termine dei titoli di coda...
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djfilippo
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venerdì 2 dicembre 2011
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scialla! stai sereno che non andrò a vederti...
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Stai sereno Scialla, non darò mica i miei 8 euro per un film banale..! Mi vado a mangiare una pizza, almeno mi riempe la panica... Continua a stare sereno, Scialla..!
[+] e hai fatto bene
(di chanti)
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melania
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giovedì 1 dicembre 2011
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bello,bellissimo
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Bello,bellissimo,tanto che vorrei rivederlo.Commovente il rapporto tra un padre,che non sapeva di esserlo,e un figlio adolescente,discolo ma tenero;mi fa pensare,per certi versi,a Geppetto e pinocchio.....straordinaria l'interpretazione di Scicchitano,bravissimo anche Bentivoglio.
Un film che ti prende e ti lascia tante emozioni.
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(di kappablack)
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64polly
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mercoledì 30 novembre 2011
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bellino davvero
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finalmente un bel film: ben diretto, recitato magistralmente (soprattutto da Bentivoglio) e ricco di contenuti.
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terragettata
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martedì 29 novembre 2011
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cameriere??!!!
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si diventa padri quando ci si comincia a interrogare per il futuro del figlio ....
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