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marezia
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domenica 8 novembre 2009
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quello che poteva essere e che non è stato
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La preparazione di un tour straordinario resa non come un documento commemorativo ma come un work in progress appassionante, avvincente e commovente non solo per la constatazione dell'ottima condizione fisica di Jackson, in grado di ballare da Dio tanto da spiccare su tutti nelle coreografie e di cantare con voce limpida, piena di sfumature ma per l'aspetto umano che viene ne viene fuori. Una persona molto dolce nel modo di porsi e umile il che significa attenta ad ogni fase della resa artistica dei propri collaboratori senza ergersi da un piedistallo ma in mezzo a loro, con idee molto chiare ma con una grande disponibilità all'ascolto e al dialogo. Davvero adorabile. E unico.
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theodor
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venerdì 6 novembre 2009
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thisisit: ricordo di qualcosa di importante
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Film-concerto molto ben fatto, che va oltre alla riproposizione di brani entrati nella storia della musica leggera, mostrando come l'artista non fosse solo un musicista e un ballerino (e che musicista e ballerino), ma anche un incredibile showman o, come esprime efficacemente il termine inglese, entertainer.
Chi (diversi) si chiede cosa c'entri This Is It in un sito che "parla di cinema", forse ha perso di vista l'impatto dirompente che questo artista ha avuto sulla musica ANCHE grazie all'uso esperto dell'immagine nell'esercizio della sua arte. Chi, più di lui, è stato responsabile dell'unione tra musica e immagine, pensando a capolavori come thriller e black or white, diretti dal regista John Landis (thriller è stato ispirato da American Werewolf in London), ma anche alla storica esibizione di Billie Jean al venticinquennale della Motown, in cui Jackson ha curato ogni singola inquadratura (cosa che ha continuato a fare durante tutti i suoi tour) in modo tale amplificare per mezzo della regia l'impatto della sua esibizione.
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Film-concerto molto ben fatto, che va oltre alla riproposizione di brani entrati nella storia della musica leggera, mostrando come l'artista non fosse solo un musicista e un ballerino (e che musicista e ballerino), ma anche un incredibile showman o, come esprime efficacemente il termine inglese, entertainer.
Chi (diversi) si chiede cosa c'entri This Is It in un sito che "parla di cinema", forse ha perso di vista l'impatto dirompente che questo artista ha avuto sulla musica ANCHE grazie all'uso esperto dell'immagine nell'esercizio della sua arte. Chi, più di lui, è stato responsabile dell'unione tra musica e immagine, pensando a capolavori come thriller e black or white, diretti dal regista John Landis (thriller è stato ispirato da American Werewolf in London), ma anche alla storica esibizione di Billie Jean al venticinquennale della Motown, in cui Jackson ha curato ogni singola inquadratura (cosa che ha continuato a fare durante tutti i suoi tour) in modo tale amplificare per mezzo della regia l'impatto della sua esibizione... E' vero, i musical ci sono da decenni prima di thriller, ma questo ha cambiato i giochi mettendo la recitazione al servizio della musica e non viceversa. Quanto poi questo abbia avuto ripercussioni anche in campo televisivo e, in misura solo di poco minore, cinematografico, è facile a dirsi: molto. In This Is It si può vedere come l'artista stesse, più di chiunque altro fino a quel momento, fondendo le due arti cercando di arrivare ad un prodotto multimediale e, in qualche modo, multimodale, giungendo ad un'opera che si collocova tra il concerto, il cinema ed il teatro. Non è un caso che il film sia cinematograficamente fruibile più di qualsiasi altro film-concerto io abbia visto finora.
Per quanto riguarda la realizzazione (riferendomi a franzi), una valutazione della qualità del lavoro svolto è possibile eccome: è vero che il film è una compilation di spezzoni di prove, ma è fatta dal punto di vista tecnico e della regia in maniera magnifica. Da un centinaio di ore di registrazioni, sono state selezionate e combinate due ore di esibizioni non solo in maniera tale da ricreare brani interi, ma anche in modo da creare un crescendo emotivo e, soprattutto, realizzativo per quanto riguarda quello che avrebbe dovuto essere il concerto. Questo è stato ottenuto non solo tramite la scelta della scaletta dei brani, ma soprattutto, lasciando filtrare la personalità di Jackson, la sua fatica, le sue difficoltà, e, successivamente, la determinazione, la soddisfazione e l'interazione positiva con i compagni d'avventura. Guardando il film non si può non avere la sensazione di avvicinarsi, col trascorrere delle esecuzioni alla conclusione del lavoro di preparazione del tour con cui Jackson si sentiva sempre più a suo agio: il che è riflesso simbolicamente nel fatto che i brani finali sono i più personali, quelli che avrebbe eseguito da solo sul palco, assieme alla sua musica.
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g_andrini
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venerdì 6 novembre 2009
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un film documento.
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La morte di Jackson segna la fine dell'era della musica pop. Questo documentario è ben realizzato. Sono un fan di Michael, anche se non accanito, e pensarlo morto mi rende un pò triste. Pazienza.
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giappa88
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giovedì 5 novembre 2009
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orrendo.
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celik_lojze
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giovedì 5 novembre 2009
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carino
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matteo90
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giovedì 5 novembre 2009
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grande film!!
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A me è piaciuto molto il concerto/documentario e direi che possiamo tranquillamente classificarlo come film. Concordo poi su tutto il resto...un penosa operazione commerciale mascherata da una ipocrita pretesa di celebrazione! This is it è Michael...this is it è il reintegro nella società di Michael...il riabilitazione di un uomo che ha sofferto per le infamie ed è morto solo...abbandonato. Ed è questo...this is it,questo il vero regalo fatto dalla Sony,inconsciamente ovviamente e inconsapevolmente,un regalo fatto in primis a Michael e poi a noi.
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franzi
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giovedì 5 novembre 2009
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che schifo...
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scusate ma in un sito di cinema, dove si parla di cinema, e i voti dovrebbero esprimere la qualità del lavoro... cosa c'entra This is it? film non è. documentario nemmeno. nemmeno gli si può riconoscere uno svogliato tentativo di celare l'evidente intento di "battere il ferro finchè è caldo": nemmeno il tempo di spillare soldi ai cine-spettatori che già saranno pronti coi DVD. è un modo di chiedere l'elemosina e questo è davvero triste. così come è triste la recensione nella pagina a fianco, che nemmeno prova a giudicare la qualità del lavoro svolto (pressochè inesistente, già perchè è troppo facile fare un copia-incolla delle prove e poi dire che è voluto... che è uno spaccato del genio di Jackson.
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scusate ma in un sito di cinema, dove si parla di cinema, e i voti dovrebbero esprimere la qualità del lavoro... cosa c'entra This is it? film non è. documentario nemmeno. nemmeno gli si può riconoscere uno svogliato tentativo di celare l'evidente intento di "battere il ferro finchè è caldo": nemmeno il tempo di spillare soldi ai cine-spettatori che già saranno pronti coi DVD. è un modo di chiedere l'elemosina e questo è davvero triste. così come è triste la recensione nella pagina a fianco, che nemmeno prova a giudicare la qualità del lavoro svolto (pressochè inesistente, già perchè è troppo facile fare un copia-incolla delle prove e poi dire che è voluto... che è uno spaccato del genio di Jackson... NO mio caro, è mancanza di voglia di farne!). Jackson è stato un genio, l'intro di thriller (e nemmeno arrivo alla canzone... basta quello) è probabilmente Il capolavoro della musica moderna. il suo cadavere ancora caldo è stato capace di sfornare milioni di dollari e riportare "in vetta" tutti quegli esseri che come zecche si sono attaccati a lui spillandogli anche l'ultima goccia di sangue e ora si nascondono sotto il nome di "fondazione". volevano celebrarlo? bene: questo film-documentario, se così lo si vuol chiamare, doveva essere distribuito gratuitamente in rete: la pubblicità avrebbe reso uguale, anche di più, lui sicuramente avrebbe apprezzato e "loro", gli sciacalli, avrebbero evitato questa ennesima povera figura. sono schifato.
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paola d. g. 81
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mercoledì 4 novembre 2009
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l'ultimo regalo
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This is it è frutto di una selezione molto ben ricomposta delle prove del concerto che MJ avrebbe dovuto fare se non fosse improvvisamente mancato. Chi ha amato Michael ritroverà in questo "film" il suo talento, la sua unicità, la magia della sua musica, chi non lo ha amato non troverà qui pane per i suoi denti, perché "This is it" è immune da ogni critica: non è celebrativo né denigratorio, non si presta ad interpretazioni, è soltanto ciò che deve essere: la ricostruzione fedele di ciò che è stato, e sarà sempre nel cuore di molti.
[+] ok
(di celik_lojze)
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andreyit
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lunedì 2 novembre 2009
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michael jackson's this is it
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ho visto il film documentario su Michael Jackson.....e posso dire che è stato fatto abbastanza bene....un documento in cui il cantante viene mostrato nella costruzione del suo lavoro in collaborazione con altri artisti......nella sua semplicita'.....nel suo essere puntiglioso... umile con le persone che lo circondano ed in apparenza forte nella sua fisicita', contrariamente a cio' che dicevano i giornali...in cui lo descrivevano come un vecchio con difficolta' respiratorie. sfido chiunque a fare cio' che fa' Michael Jackson durante le prove del suo tour dall'alto dei suoi cinquant'anni.durante la proiezione è bello poter rivedere la re-interpretazione dei suoi piu' grandi successi, il tutto condito dalla bravura dei suoi ballerini accorsi al casting da tutto il mondo e dalla messa in scena di nuovi video clip che accompagnano le esibizioni del cantante arricchiti da moderni e suggestivi effetti speciali che offrono allo spettatore una visione scenica attualizzata delle hit conservando allo stesso tempo il fascino delle canzoni nella loro autenticita' retrodatata.
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ho visto il film documentario su Michael Jackson.....e posso dire che è stato fatto abbastanza bene....un documento in cui il cantante viene mostrato nella costruzione del suo lavoro in collaborazione con altri artisti......nella sua semplicita'.....nel suo essere puntiglioso... umile con le persone che lo circondano ed in apparenza forte nella sua fisicita', contrariamente a cio' che dicevano i giornali...in cui lo descrivevano come un vecchio con difficolta' respiratorie. sfido chiunque a fare cio' che fa' Michael Jackson durante le prove del suo tour dall'alto dei suoi cinquant'anni.durante la proiezione è bello poter rivedere la re-interpretazione dei suoi piu' grandi successi, il tutto condito dalla bravura dei suoi ballerini accorsi al casting da tutto il mondo e dalla messa in scena di nuovi video clip che accompagnano le esibizioni del cantante arricchiti da moderni e suggestivi effetti speciali che offrono allo spettatore una visione scenica attualizzata delle hit conservando allo stesso tempo il fascino delle canzoni nella loro autenticita' retrodatata.non voglio aggiungere altro, conoscevo gia' l'artista e mi aspettavo il clamore che ha suscitato ai fan storici di tutto il mondo, ma non pensavo che la sua dipartita potesse aggiungerne cosi' tanti altri della nostra epoca, niente di errato nel definire Michael Jackson il re del pop.
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