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ultimoboyscout
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venerdì 8 febbraio 2013
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lo svago degli onoratissimi padri di famiglia.
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Francesco è un giovane e promettente avvocato romano che riceve in eredità da una zia un hamam, ovvero un bagno turco, ad Istanbul. Se ne vorrebbe sbarazzare rapidamente, ma una volta sul posto dimentica la moglie fedifraga e si lascia sorprendere e conquistare dalle atmosfere locali e da usi e costumi diversi, soprattutto sessuali. Film che segna l'esordio di Ferzan Ozpetek che racconta con occhio lucido della sua terra d'origine, della sua cultura e del fascino controverso che esercita fatto di tradizioni antiche, di valori come la famiglia e di un maschilismo forte e marcato, radicato nella gente. Il soggetto non offre particolari novità, il percorso di cambiamento del protagonista svela pian piano violenza e seduzione ma tutto apapre ovvio e scontato mentre piacciono parecchio solo le atmosfere calde ed avvolgenti, la cosa meglio riuscita del film.
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Francesco è un giovane e promettente avvocato romano che riceve in eredità da una zia un hamam, ovvero un bagno turco, ad Istanbul. Se ne vorrebbe sbarazzare rapidamente, ma una volta sul posto dimentica la moglie fedifraga e si lascia sorprendere e conquistare dalle atmosfere locali e da usi e costumi diversi, soprattutto sessuali. Film che segna l'esordio di Ferzan Ozpetek che racconta con occhio lucido della sua terra d'origine, della sua cultura e del fascino controverso che esercita fatto di tradizioni antiche, di valori come la famiglia e di un maschilismo forte e marcato, radicato nella gente. Il soggetto non offre particolari novità, il percorso di cambiamento del protagonista svela pian piano violenza e seduzione ma tutto apapre ovvio e scontato mentre piacciono parecchio solo le atmosfere calde ed avvolgenti, la cosa meglio riuscita del film. La questione omosessuale, anche alla luce delle sue pellicole successive, è quella che sta più a cuore al regista, col bagno turco che viene elevato ad emblema non solo dell'omosessualità stessa ma anche e soprattutto dell'ipocrisia imperante in una società in cui è fortissimo il concetto di religione. Ozpetek dirige a modo suo, con delicatezza assoluta e mantenendo toni bassi, evitando i paesaggi da cartolina di uan città bellissima per immergere lo spettatorenella Istanbul più vera e viscerale, quella non turistica, per rendere ancora più evidente la contrapposizione delle due culture. Ottimi gli intenti, ma il film appare lento e piuttosto disordinato, piatto e assolutamente prevedibile.
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fabyangel!
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martedì 19 giugno 2012
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ti segna l'anima!
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Mai visto un film così bello, sensuale,emozionante. un uomo che non sa più chi è! trascinato dal denaro, dal lavoro, da una donna che non ama.viene catapultato ad Istabul,si innamorerà di questo magnifico luogo , e cercherà di rimettere insesto il vecchi e bellissimo Hamam ereditato dalla zia..e si Innamorerà anche del giovane Mehmet! bellissimo ragazzo!.. ottimo esordio di Ozpetek! credo il suo film migliore!
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ralphscott
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sabato 19 maggio 2012
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quella brezza suadente
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Con ispirazione,il regista realizza il suo film più intimo. Istambul,gli hammam,ma anche pilastri tematici che diverranno suo marchio di fabbrica:fitti rapporti interpersonali,il fiume dei sentimenti che travolge e governa i personaggi (tanti),il cambiamento,l'amore gay. La capitale disordinata,violenta e violentata,conserva comunque fascino. Le musiche,complementari alle immagini,rafforzano quest'opera di seduzione. Gli attori,non eccezionali,si impegnano con risultato.
Per chi non avesse mai visitato quei bagni turchi,la mia esperienza risalente a dieci anni fa' testimonia di luoghi scalcinati,ampi e mal riscaldati,magari da un'esile stufetta elettrica. In essi,tuttavia,le vestigia di un glorioso passato,ma soprattutto l'orgoglio di un popolo fiero ed ospitale,all'insegna della tradizione.
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fidi88
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lunedì 28 marzo 2011
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hamam
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Francesco(Vittorio Gassman),giovane architetto romano sposato senza figli con la moglie e socia in affari Marta(Francesca D'Aloja),eredita da una zia materna un hamam(un bagno turco) ad Instanbul. L'uomo,un po' scocciato, si reca in Turchia per liberarsene ma rimane ammaliato dal fascino della città e dalle persone che vi abitano. Riscoprirà se stesso,compresa una nuova sessualità,ma sarà vittima della violenza del luogo. Il regista al suo esordio insiste su due temi che saranno fondamentali nelle produzioni successive: l'amore e l'affetto di un certo nucleo ristretto che ci viene presentato come modello alternativo a quello classico(in questo caso l'umile ma calorosa famiglia turca in contrapposizione all'agiata ma alienante vita dei due coniugi romani) e la scoperta e la successiva accettazione di una sessualità "diversa".
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Francesco(Vittorio Gassman),giovane architetto romano sposato senza figli con la moglie e socia in affari Marta(Francesca D'Aloja),eredita da una zia materna un hamam(un bagno turco) ad Instanbul. L'uomo,un po' scocciato, si reca in Turchia per liberarsene ma rimane ammaliato dal fascino della città e dalle persone che vi abitano. Riscoprirà se stesso,compresa una nuova sessualità,ma sarà vittima della violenza del luogo. Il regista al suo esordio insiste su due temi che saranno fondamentali nelle produzioni successive: l'amore e l'affetto di un certo nucleo ristretto che ci viene presentato come modello alternativo a quello classico(in questo caso l'umile ma calorosa famiglia turca in contrapposizione all'agiata ma alienante vita dei due coniugi romani) e la scoperta e la successiva accettazione di una sessualità "diversa". Ozpetek ci porta alla scoperta della sua terra d'origine e della sua cultura "fatta di calore familiare e maschilismo atavico,liberazione di sè e condizionamenti economici" (Mereghetti). Non particolarmente espressivo Gassman,meglio il resto del cast,adeguate le musiche dei Trancedental
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paride86
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sabato 27 giugno 2009
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discreto
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Esordio cinematografico di Ozpetek, che anticipa molti dei temi futuri.
La storia si svolge a metà tra Roma e la Turchia, patria del regista, ed ha come protagonista un discreto Alessandro Gassman alle prese con i cambiamenti della sua vita.
E un film non sempre credibile ma discreto e affascinante.
Brava anche Francesca D'Aloja.
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fulvia
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lunedì 16 giugno 2008
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pesante come un macigno
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Ho trovato questo film,(di cui ho letto recensioni straordinarie)di una noia mortale.Un Alessandro Gassman nel ruolo di un italiano annoiato,stanco,frettoloso,senza entusiasmo.Il film non mi ha coinvolta affatto,avrei preferito un documentario su Istanbul..almeno ci sarebbero stati i sottotitoli!Pesante come un macigno!Mi ha delusa
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gabriella
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martedì 15 aprile 2008
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metamorfosi.
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A questo film di Ozpetek (regista italo-turco che da molti anni ormai vive nel nostro paese) che scorre lento e triste come quasi tutte le sue opere,bisogna riconoscere sicuramente più di un pregio.Intanto quello di "portarci" in un paese tanto diverso culturalmente dal nostro facendoci conoscere molte delle sue usanze,molti dei suoi costumi.E conoscere vuol dire arricchirsi..Commovente,inoltre,da parte del protagonista voler approfondire la conoscenza dell'esistenza della sua vecchia zia sia pur dopo la morte della stessa.Ma il pregio più grande del film è quello di far comprendere come uscire dall'insoddisfazione più totale,da una vita non vissuta e non esattamente vivibile,recidere i rapporti non più vitali,abbandonare le abitudini alienanti si possa e si debba fare.
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A questo film di Ozpetek (regista italo-turco che da molti anni ormai vive nel nostro paese) che scorre lento e triste come quasi tutte le sue opere,bisogna riconoscere sicuramente più di un pregio.Intanto quello di "portarci" in un paese tanto diverso culturalmente dal nostro facendoci conoscere molte delle sue usanze,molti dei suoi costumi.E conoscere vuol dire arricchirsi..Commovente,inoltre,da parte del protagonista voler approfondire la conoscenza dell'esistenza della sua vecchia zia sia pur dopo la morte della stessa.Ma il pregio più grande del film è quello di far comprendere come uscire dall'insoddisfazione più totale,da una vita non vissuta e non esattamente vivibile,recidere i rapporti non più vitali,abbandonare le abitudini alienanti si possa e si debba fare.Scoprire la propria vera e segreta natura,diventare sè stessi,trassformarsi e trasformare il dolore in gioia di vivere e profonda serenità.Bravi tutti gli attori specialmente quelli turchi (in particolare la madre di famiglia).Affascinantei gli scorci di Istambul.Infine una riflessione;quanto il trasferirsi in un contesto completamente diverso da quello abituale possa migliorare notevolmente le persone..
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fra
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venerdì 21 settembre 2007
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il bagno turco
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luigi
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giovedì 28 dicembre 2006
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davvero un bellissimo film!
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amatore hasan
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sabato 16 dicembre 2006
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mi piace film di questo genere ne vorrei altri
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In una Istambul, bella affascinanteun giovane si esprima nel meglio di se stesso Film ottimo con musiche che sanno esprimere il meglio, spero ce ne siano ancora di film cosi ,cher mancano delle produzioni internazionali direi.
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